L'appuntamento
|Gres art 671 celebra l’architettura di Giacomo Quarenghi: “Raccontiamo storie che valorizzino il duro lavoro”
Nella serata di giovedì 16 aprile, è stata presentata l’iniziativa “Patroni d’impresa: Giacomo Quarenghi – Se sai da dove vieni, sai dove andare” che ha offerto un approccio multidisciplinare su cultura d’impresa, innovazione tecnologica e visione internazionale partendo dalla figura dell’architetto
Bergamo. Costruire il futuro significa unire innovazione e tradizione. Il Gruppo Tecnologie e Materiali per l’Edilizia di Confindustria Bergamo, in collaborazione con Comune di Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai e Osservatorio Quarenghi, giovedì 16 aprile al Gres art 671 ha promosso l’evento “Patroni d’Impresa: Giacomo Quarenghi – Se sai da dove vieni, sai dove andare”.
Un appuntamento dedicato alla figura di Giacomo Quarenghi, protagonista assoluto del neoclassicismo europeo. Architetto di fama internazionale ha costruito il proprio successo su competenza e capacità di operare in contesti complessi. Partendo dalla sua esperienza, l’incontro ha offerto uno sguardo trasversale sul rapporto tra cultura del progetto e cultura d’impresa, tra tradizione costruttiva e innovazione tecnologica, tra identità e visione internazionale.
Durante l’evento, moderato da Luca Molinari, architetto, critico e curatore. Professore Ordinario di Teoria e Progettazione Architettonica all’Università della Campania, sono stati diversi gli ospiti che hanno approfondito la figura di Quarenghi, evidenziandone le affinità e i punti di contatto con il mondo delle imprese.
Uno sguardo trasversale
“Questa iniziativa è stata sostenuta da Confindustria con grande convinzione, come proposta capace di rafforzare la nostra identità – dichiara Giovanna Ricuperati, Presidente Confindustria Bergamo -. Mi auguro che rappresenti l’inizio di un percorso di valorizzazione della cultura del lavoro del nostro territorio. Vogliamo portare alla luce un patrimonio spesso rimasto confinato nei libri di storia e raccontare al mondo che qui esiste un concentrato unico di competenze. Per farlo, prendiamo ispirazione da figure che hanno dato origine a questa tradizione, come Giacomo Quarenghi. Le nostre piccole e medie imprese hanno bisogno di riscoprire le proprie radici – evidenzia la Presidente -: è proprio in questo percorso che emergono i valori degli imprenditori e delle imprenditrici. È fondamentale aprirsi al dialogo con discipline diverse, utilizzare linguaggi che possono sembrare distanti ma che nei fatti sanno dialogare efficacemente. Lo spirito imprenditoriale – fatto di ricerca continua di soluzioni – è presente in tutto il nostro territorio. Dobbiamo esserne consapevoli e fieri. La riscoperta della nostra identità – conclude – deve accompagnarci nell’affrontare le sfide del futuro: conoscere le proprie radici oggi fa la differenza.
Sergio Gandi, Vicesindaco Comune di Bergamo e Assessore alla Cultura ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti una scelta consapevole e meritoria. “La collaborazione tra Confindustria e la Biblioteca Angelo Mai è un esempio virtuoso capace di generare valore. Il ruolo dell’amministrazione è sostenere, promuovere e contribuire alla realizzazione di progetti come questo, che valorizzano il patrimonio culturale e le personalità del territorio, rafforzando al contempo la nostra identità e rendendola aperta alla contaminazione – evidenzia -. Creare connessioni e costruire reti solide è fondamentale. Questa iniziativa dimostra come il tessuto della nostra città sia fatto di sinergie tra istituzioni, realtà private e persone che lavorano con passione per valorizzare il territorio. L’obiettivo è considerare Quarenghi come una figura viva: la storia è una materia che nutre il presente, rendendolo più ricco e contemporaneo.
“Quarenghi fu architetto di corte e interprete dei sogni artistici di Caterina II” – spiega Piervaleriano Angelini, Presidente Osservatorio Quarenghi -. “La sua è una storia di successo che racchiude valori fondamentali: fiducia in sé stessi, tenacia, adattabilità e anche una componente di fortuna. Il suo percorso parte da Bergamo passa per Roma e arriva fino in Russia. Dopo un inizio segnato da difficoltà e precarietà – continua – riesce a dedicarsi pienamente all’architettura grazie all’opportunità offerta da Caterina II, che voleva rinnovare il proprio Paese attraverso l’arte e l’architettura, rilanciando il progetto di apertura verso l’Europa avviato da Pietro I. Quarenghi risponde perfettamente a questa visione – conclude – contribuendo a trasformare la città e a introdurre nuovi modelli urbani e culturali”.
Cristiana Iommi, Direttrice Biblioteca Civica Angelo Mai ha precisato come la Biblioteca Angelo Mai custodisca ilcuore dell’opera di Quarenghi: un patrimonio prezioso che rappresenta al tempo stesso un onore e una grande responsabilità. “Viviamo in un mondo in continua evoluzione, ma nulla nasce dal nulla. L’identità delle comunità è racchiusa nei documenti e nelle fonti, che devono essere vive, capaci di parlare al presente. Oggi celebriamo la volontà di mettere questo patrimonio al servizio della comunità. Le testimonianze del passato non sono solo memoria, ma strumenti operativi per interpretare il presente. Cambiare una città richiede radici prima ancora che frutti: è questo il senso del progetto. Solo partendo da basi solide possiamo costruire una crescita consapevole e duratura”.
Un futuro tra identità e innovazione
Nella seconda parte del convegno, attraverso gli interventi di Mariola Peretti, Architetta; Mauro Piantelli, Architetto Politecnico di Milano, Phd Ingegneria e Scienze applicate; Giacomo Pesenti, Presidente Gruppo Tecnologie e Materiali per l’Edilizia di Confindustria Bergamo e Giuseppe Scaratti, Direttore Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, UniBg; è stato messo in luce il forte legame tra cultura, impresa e progettazione, rimarcando come il passato continui a essere una risorsa attiva per il presente.
L’italianità è emersa come capacità distintiva di dialogare con il mondo, trasformando il patrimonio storico in una leva contemporanea, anche in termini di industria culturale. In questo contesto, la figura dell’architetto Quarenghi, diventa simbolo di una professionalità capace di gestire la complessità con visione e autorevolezza.
Dal confronto con il mondo imprenditoriale si sono distinti valori ancora attuali come competenza, adattabilità, apertura internazionale e capacità relazionale. La conoscenza, in particolare, è vista come elemento chiave per rafforzare identità e solidità professionale.
Infine, il lavoro è stato interpretato come metafora di responsabilità e qualità: un “fare bene” che non è solo tecnico, ma anche etico e sociale. Da qui la necessità di rigenerare il significato del lavoro e contribuire alla costruzione di una cittadinanza più consapevole.
L’evento si è concluso con una riflessione del General manager Giuseppe Taramelli di Taramelli Srl riguardante l’importanza del non dimenticare le proprie radici. “Riflettere sul valore della propria storia significa costruire un futuro più consapevole. Conoscere le proprie radici permette di dare direzione al proprio percorso. Prendiamo ispirazione da Quarenghi: abbracciamo il coraggio di innovare e continuiamo a raccontare storie capaci di arricchire il nostro mondo, valorizzando esperienza, impegno e lavoro”.






