Gasp parla di Antonio Percassi e si commuove: l’ex allenatore dell’Atalanta lascia la conferenza in lacrime
L’allenatore giallorosso ha interrotto la conferenza della vigilia di Roma-Atalanta dopo aver ripercorso, con grande emozione, quanto fatto nel corso dei suoi nove anni a Bergamo
Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, match valevole per la giornata numero 33 del campionato di Serie A che lo metterà di fronte, per la seconda volta da ex, alla squadra che ha allenato per nove indimenticabili stagioni. Nel corso dell’incontro con la stampa, il tecnico giallorosso ha concluso la conferenza stampa in anticipo e visibilmente commosso dopo aver ricordato gli anni trascorsi in nerazzurro e il rapporto che si era consolidato con la proprietà capitanata da Antonio Percassi.
Le parole di Gasperini
L’ATALANTA E PERCASSI – “Cosa avevo trovato a Bergamo all’inizio del mandato e cosa c’è oggi a Roma? A Roma c’è tutto per far bene nella squadra e nell’ambiente esterno. A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto intorno a me era molto compatto, il lavoro della società è stato straordinario. Anche la città piccola con una tifoseria compatta e unita alla squadra ha creato un clima ideale, oltre alla capacità di aver costruito una squadra forte, nel tempo e per tanti anni. C’erano giovani che sono stati valorizzati e ceduti a cifre importantissime che hanno fatto ricchissima questa società. Pensate quest’anno solamente alla vendita di Lookman, di Retegui e di Ruggeri cosa hanno portato oltre alle rendite della Champions. La capacità di operare da parte di questa società insieme a me e di costruire una squadra dove c’erano i giovani ma anche i vari Gomez, Zapata, Muriel, Ilicic, De Roon, Toloi, poi è arrivato Kolasinac. C’è un nucleo molto forte che è andato avanti per anni e poi è stato integrato da Ederson, Koopminers, Lookman, De Ketelaere, Scamacca e Djimsiti. C’è sempre stato un nucleo non solo di ragazzini e di giovani, ma una squadra forte che poteva poi cambiare grazie agli introiti di una società straordinaria nel vendere e reinvestire facendo utili. Pensate a Hojlund, pensate a Romero. L’anomalia dell’Atalanta è stato giocare in Europa, contro le più forti, facendo utili tutti gli anni. Questa è stata la cosa straordinaria, non solo per merito mio ma soprattutto di una società capacissima di operare in sintonia con l’allenatore. Poi questa sintonia è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il ‘papà’ a cui io ero molto legato…”.
A quel punto, visibilmente commosso, Gasperini ha abbandonato la conferenza stampa in lacrime.


