L'intervento
|La segretaria del Pd Schlein a Bergamo: “La destra fa paura, dobbiamo offrire protezione e cura”
La leader dem in città con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri per l’Assemblea nazionale della lega Autonomie Locali Italiane. Gli attacchi al governo: “Ha allontanato la fiducia delle imprese, su trasporto pubblico e scuola solo tagli”
Bergamo. Seduta in prima fila, Elly Schlein rilegge i suoi appunti e annota qualcosa con una stilografica. Tailleur blu, i rayban alzati sui capelli. Prima di salire sul palco della Sala Sestini, la segretaria nazionale del Partito Democratico ascolta con attenzione gli ultimi interventi del tavolo di lavoro “Una nuova agenda per la montagna e le aree interne”, che chiude la prima giornata dell’Assemblea nazionale della lega Autonomie Locali Italiane (Ali), in programma il 16 e 17 aprile alla Camera di Commercio di Bergamo.
L’evento riunisce sindaci e amministratori locali per confrontarsi sulle sfide dei territori. A intervenire per ultimo è il sindaco di Gandino, Filippo Servalli: “Le aree interne non sono un problema, ma una strategia. La Val Seriana conta 140 mila abitanti: non è solo turismo e ambiente, ma anche manifattura e produzione”.
Filippo Servalli, sindaco di GandinoScambia ancora qualche parola con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Poi, la leader dem si alza e prende il suo posto davanti al microfono. “Per il Pd la battaglia per le aree interne è centrale. Il Governo ha definito ‘irreversibile’ il loro declino, noi non ci stiamo: vanno accompagnate a crescere e a fiorire. Non si possono imporre dall’alto politiche uguali per territori e comunità diverse””.
Il discorso di Schlein è lungo, denso di temi e riflessioni. Accanto a lei c’è anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali. Sul piano internazionale, “non dobbiamo abituarci al ritorno delle guerre e alla distruzione del diritto internazionale – dichiara -. Continueremo a insistere per il cessate il fuoco, perchè le fragili tregue in Iran e a Gaza diventino paci giuste e permanenti”.

Poi l’attacco al governo Meloni sulla casa: “La premier in Parlamento ha detto che le sta a cuore, ma in Italia non se n’è accorto nessuno. In tre anni e mezzo non è stato fatto nulla. Abbiamo provato a contare gli annunci di Salvini su un tavolo per la casa: siamo arrivati a 24, poi abbiamo smesso perchè stava diventando imbarazzante”.
Il tema dell’abitare si lega alla crescita degli affitti, anche a causa della diffusione degli affitti brevi: “Serve una regolazione che coinvolga i sindaci, le figure che meglio conoscono l’emergenza abitativa nelle città. Regolare non significa criminalizzare, buona parte del ceto medio li sceglie per arrotondare e arrivare a fine mese. Bisogna distinguere tra chi lo fa per necessità e chi alimenta una speculazione che fa salire i prezzi”.
Sul fronte economico, la segretaria del Pd sottolinea che la produzione industriale è in calo da tre anni. “Il governo ha tagliato l’80% dei fondi per l’automotive nel momento di più grave crisi per il settore, ha fatto pasticci sugli incentivi di transizione 5.0 allontanando la fiducia delle imprese e quando, con ritardo, li ha semplificati ha tolto le risorse. Servono politiche serie, non bandierine ideologiche”.

Critiche anche sul trasporto pubblico locale: “Abbiamo presentato una mozione unitaria per chiedere il rispetto degli impegni con le Regioni, ma è stata bocciata. Senza adeguamento all’inflazione ci saranno tagli: i sindaci dovranno ridurre le corse o aumentare le tariffe, assumendosi responsabilità che non sono loro”.
Guardando all’Europa, Schlein avverte: “Dopo il Pnrr sarà un problema se non si continuerà a investire insieme a livello europeo. Serve più integrazione, ma la destra vi rinuncia per ragioni ideologiche. E ora ha anche un alibi in meno, dopo la sconfitta di Orban in Ungheria”.
Prima di fermarsi a parlare sottovoce alcuni minuti con la sindaca Carnevali, ecco il messaggio politico. “La destra ora fa paura – riflette -. Noi dobbiamo offrire protezione, normalità. Significa lavorare alle città della cura, investendo di più sulla sanità. Significa garantire un lavoro dignitoso e non una paga da fame. Sul salario minimo serve una legge, che aiuterà anche gli altri salari a crescere. Significa mettere al centro le politiche industriali per sviluppare le filiere strategiche. Vuol dire investire sulla scuola, perchè un Paese che non crede la scuola è un Paese che non crede nel proprio futuro”.





