I ritardi
|Tutte le incognite dei cantieri ferroviari senza fine: Rfi promette una data entro maggio
In stazione montata la gru per iniziare l’elevazione del ponte Ovest, sul treno per Orio al lavoro 80 operai: da inizio agosto in via San Bernardino senso unico verso il centro. Lucio Menta, direttore Investimenti di Rfi, temporeggia ancora: “Stiamo consolidando i piani, presto una scadenza credibile”
Bergamo. I lavori per la nuova stazione ferroviaria e per il raddoppio della linea verso Milano fino a Ponte San Pietro sono iniziati ufficialmente il 5 febbraio 2024. La previsione iniziale era di 30 mesi di cantiere, con attivazione delle opere entro dicembre 2026.
Oggi, a più di due anni di distanza, l’unica certezza rimane il ritardo con cui gli interventi convivono ormai da tempo. Una data certa di chiusura ancora non c’è. Anzi, continua a mancare una previsione realistica dei ritardi accumulati nell’ultimo anno, principalmente a causa della fragilità della filiera degli appaltatori e dalla complessità degli interventi.
Ieri, mercoledì 15 aprile, in stazione è stato inaugurato il sottopasso che collega piazzale Marconi con via Gavazzeni. Attraverso scale e ascensori, quando la città potrà finalmente beneficiare del nuovo scalo ferroviario, l’attraversamento consentirà ai viaggiatori di raggiungere direttamente i binari oppure, proseguendo fino all’uscita opposta, l’hub del trasporto pubblico locale.
All’inaugurazione del tunnel era presente Lucio Menta, direttore Investimenti di Rfi, la società pubblica del Gruppo Fs Italiane che è stazione appaltante e responsabile della realizzazione delle opere. “Siamo consapevoli dei disagi causati in città, ma dobbiamo ragionare in prospettiva – dichiara -: le difficoltà odierne consentiranno in un immediato futuro un potenziamento del servizio ferroviario”.
Le varie opere sono affidate a diversi raggruppamenti di imprese. “Alcuni più performanti, altri un po’ meno – ammette Menta -. Rfi ha avviato azioni vigorose verso gli appaltatori, monitorando l’avanzamento dei lavori in un’ottica di mitigazione dei ritardi”.
Il programma di investimenti sul territorio regionale ammonta a circa 27 miliardi di euro, di cui circa la metà già finanziati. Solo a Bergamo sono in corso opere per 700 milioni di euro. Per avere contezza del reale sviluppo dei cantieri, l’unico parametro comunicato da Rfi è la fotografia dei costi maturati dall’impresa appaltatrice, cioè l’avanzamento economico che certifica il valore dei lavori effettivamente eseguiti. Un dato che oggi si attesta, come comunicato dal direttore, tra il 20% e il 25%.
Non è però ancora chiaro a che punto siano i cantieri dal punto di vista ‘fisico’, ma tutti sarebbero “sostanzialmente allineati senza grosse differenze. I ritardi sono evidenti e sotto gli occhi di tutti – riconosce Menta -. Le tempistiche non sono quelle attese: abbiamo sollecitato l’appaltatore a recuperare i ritardi potenziando la forza lavoro. Negli ultimi mesi abbiamo visto una reazione e chiesto una verifica complessiva delle lavorazioni per ridistribuire le attività e accorciare i tempi: entro maggio saremo in grado di comunicare una data credibile di fine lavori”.
Termine che è minacciato dal preoccupante scenario geopolitico internazionale. “Temiamo possibili conseguenze, stiamo monitorando la situazione – spiega Menta -. Abbiamo già avuto difficoltà nel reperimento di alcuni materiali necessari al cantiere”.
L’inaugurazione del sottopasso è stata anche l’occasione per un aggiornamento sugli interventi in corso. “Via Rovelli – annuncia Menta – verrà riaperta entro maggio, in via San Bernardino abbiamo invece avuto ritardi nell’approvigionamento dei materiali”. Da aprile si sarebbe dovuto allestire un attraversamento pedonale protetto, a luglio era prevista la riapertura veicolare di un fornice del sottopasso a senso unico, in entrata verso il centro.
Il tutto viene nuovamente posticipato. A fine luglio la linea verso Milano sarà interrotta nelle ore notturne per il varo delle travi metalliche del nuovo impalcato ferroviario. Dopo questa fase, le prime auto torneranno a circolare a senso unico a inizio agosto. A ottobre uno dei fornici sarà riaperto in entrambi i sensi di marcia, mentre nei mesi successivi sarà completata la configurazione definitiva del sottopasso.
Per quanto riguarda il collegamento ferroviario verso l’aeroporto, via Orio resterà a sezione ridotta fino al termine dei lavori. Il cantiere è stato aggredito su più fronti, la forza lavoro è stata aumentata del 50% negli ultimi mesi, arrivando a circa ottanta operai.
“La condizione di ritardo delle opere è evidente – riflette la sindaca Elena Carnevali -. Abbiamo chiesto a Rfi un’accelerazione nei lavori e una migliore gestione dell’impatto sulla viabilità cittadina. Nell’ultimo periodo abbiamo intravisto un miglioramento: la parziale riapertura del sottopasso in via San Bernardino allevierà le criticità di una parte della città”.
Capitolo stazione. Nel cantiere, dal piazzale e dal binario 1 Ovest, si vede ancora poco. Dall’1 Est, in direzione Brescia, si intravedono i macchinari al lavoro. Nel progetto sono previsti due landbridge, infrastrutture sopraelevate che ospiteranno spazi di servizio per i viaggiatori e collegheranno l’area di Porta Sud con il lato nord della città, consentendo l’attraversamento dei binari.
Grazie alla gru montata nelle scorse settimane a breve inizierà l’elevazione del ponte Ovest, prima fase funzionale della nuova stazione e primo elemento a entrare in esercizio, in teoria entro la fine dell’anno per non perdere i finanziamenti Pnrr. “Il cantiere sarà più visibile – assicura il direttore Investimenti di Rfi -. La realizzazione delle fondazioni è stata una fase lunga e complessa svolta nell’ombra”.
“Il cantiere della stazione è complesso – ricorda Claudia Terzi, assessore regionale ai Trasporti -. Ogni intervento ferroviario ha ricadute sull’intero sistema”. Sulle possibili rivalutazioni da Roma, l’ex sindaca di Dalmine è categorica: “Il ministro Salvini è stato chiaro: gli interventi a Bergamo non sono in discussione. I cantieri devono essere chiusi il prima possibile per consegnare alla città una stazione europea”.










