Bergamo Next Level 2026: le “Officine del futuro” entrano nel vivo tra manifattura, lavoro e innovazione
Conclusa la giornata dedicata all’industria: confronto su competenze, tecnologie e nuove relazioni industriali
È entrata nel vivo giovedì 16 aprile Bergamo Next Level 2026, la rassegna promossa dall’Università degli studi di Bergamo che fino al 17 aprile mette in dialogo ricerca, imprese, istituzioni e territorio sui grandi temi della trasformazione economica e sociale. Dopo l’apertura di ieri, la giornata odierna ha posto al centro il cuore produttivo bergamasco, con un focus su manifattura e lavoro. In uno scenario segnato da transizione tecnologica, sostenibilità e instabilità globale, l’industria manifatturiera è stata al centro del dibattito come leva strategica per la competitività e la coesione sociale. I dati più recenti della Camera di Commercio di Bergamo restituiscono un quadro articolato: il 2025 si è chiuso con una produzione industriale sostanzialmente stabile (-0,2%), in miglioramento rispetto agli anni precedenti, mentre l’artigianato manifatturiero ha registrato una crescita significativa (+3%). Un andamento confermato anche nell’ultimo trimestre, con una dinamica più vivace per l’artigianato (+3,4%) rispetto all’industria (+0,4%), a testimonianza della maggiore capacità di adattamento delle realtà più flessibili.
Al centro della giornata, due momenti di confronto. La tavola rotonda “Il CCNL metalmeccanici: il rinnovamento è compiuto!” ha approfondito il nuovo contratto collettivo 2025-2028, con il contributo di esperti e protagonisti della trattativa. Il dibattito ha evidenziato il ruolo strategico del settore metalmeccanico per il sistema produttivo locale e nazionale, sottolineando come il rinnovo contrattuale rappresenti un passaggio chiave per accompagnare le trasformazioni del comparto, tra innovazione tecnologica, nuove competenze e modelli organizzativi.

Nel pomeriggio, la conferenza “Manifattura oggi: sfide e opportunità” ha riunito rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e industriale per analizzare le traiettorie di sviluppo del manifatturiero. Dalla dimensione europea alle politiche nazionali e regionali, è emersa la necessità di rafforzare ecosistemi dell’innovazione capaci di integrare formazione, ricerca e impresa.
“Lo sviluppo delle competenze nei settori tecnologici emergenti richiede sempre più integrazione tra formazione, ricerca e innovazione” ha sottolineato Francesco Svelto, evidenziando la necessità di un cambio di passo per rispondere alla crescente complessità tecnologica e alla carenza di talenti. Un tema ripreso anche da Gianluca D’Urso, che ha ribadito il ruolo dell’università come attore dell’ecosistema territoriale: non solo luogo di formazione, ma snodo strategico per l’innovazione. Nel confronto è emerso con chiarezza come automazione e intelligenza artificiale non riducano la capacità assunzionale, ma richiedano un aggiornamento continuo delle competenze e una crescente integrazione tra sistema formativo e fabbisogni delle imprese, sempre più orientate verso profili ibridi e flessibili. Le conclusioni dell’incontro hanno ribadito la centralità della manifattura per il futuro economico del territorio, sottolineando la necessità di politiche coordinate e investimenti mirati su innovazione, capitale umano e cooperazione tra attori pubblici e privati. Bergamo Next Level prosegue domani, 17 aprile, con nuovi appuntamenti dedicati ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e delle trasformazioni sociali.
Il programma completo è disponibile sul sito https://www.bergamonextlevel.it/



