Ruggeri eroe dell’Atlético che elimina il Barcellona: un bergamasco torna in semifinale di Champions
Il mancino di Zogno titolare sulla sua corsia sinistra, affronta Yamal e finisce sanguinante con una ferita in testa, ringraziando gli altri ex nerazzurri Musso e Lookman per le parate e il gol decisivo. Da Donadoni a Facchetti e Domenghini, fino a Zenoni e Gagliardini: la lista degli orobici
Ha finito la partita con una ferita in testa e 6 punti di sutura dopo una gomitata ricevuta da Gavi ad un quarto d’ora dalla fine. Ma non ha certo pensato di mollare, e infatti è rimasto in campo fino al triplice fischio, con un turbante in testa, da eroe dell’Atlético Madrid e di un Metropolitano che ribolliva di entusiasmo e passione. Matteo Ruggeri da Zogno è in semifinale di Champions League, completando insieme ai Colchoneros l’impresa iniziata una settimana fa vincendo a casa del Barcellona.
Nel match di ritorno è arrivata una sconfitta, ma di quelle dolci, perchè l’1-2 finale unito allo 0-2 dell’andata vale un 3-2 complessivo per l’Atlético, che passa il turno, mandando a casa i blaugrana come è anche successo in Coppa del Re nelle scorse settimane. Anche in quel caso Ruggeri era stato protagonista, ma questa volta l’impronta dell’Atalanta sul successo è ancora più forte.
Un esempio? Le parate decisive di Juan Musso, che pur con il rientro del titolarissimo Oblak da un infortunio che lo ha tenuto fermo per un mese è stato scelto da Simeone per difendere i pali. E ha risposto nel migliore dei modi con 7 parate, alcune di un tasso di difficoltà decisamente elevato. Per non parlare del fatto che il gol dell’1-2 dopo il doppio vantaggio ospite (gol di Yamal e Ferran nei primi 24 minuti) lo ha firmato Lookman al 31’, attaccando la porta centralmente e appoggiando in rete il cross al bacio di Marcos Llorente.
Ruggeri all’andata aveva firmato il cross per lo 0-2 di Sørloth, stavolta invece la metà campo l’ha superata decisamente meno volte, anche se, quando l’ha fatto, lo ha fatto bene. Ha avuto il difficilissimo compito di limitare il più possibile Lamine Yamal, con tanta generosità, abnegazione e forza di volontà: ha vinto il 50% dei duelli a terra, 6 contributi difensivi, 3 contrasti vinti su 5, più 5 palloni recuperati. Il tutto giocando con i parastinchi dei suoi ex compagni Palomino e Maehle.

“Ce la siamo meritata” ha detto a Sky a fine partita, esausto, “abbiamo lasciato tutto in campo fino all’ultimo minuto, dobbiamo essere orgogliosi. Non ho ancora realizzato l’impresa, nei prossimi giorni magari…”. D’altronde l’avversario era un incontenibile Yamal: “Sappiamo tutti quanto è forte, siamo stati bravi di squadra a limitarlo. E partendo dalla fase difensiva solida abbiamo fatto anche meglio. Siamo stati bravi a contenerli”. E ora in semifinale sfiderà una tra Arsenal e Sporting, con gli inglesi che hanno vinto 1-0 l’andata in trasferta.
I bergamaschi in semifinale di Champions
Così Ruggeri si unisce ad una cerchia non certo banale, un club particolarmente ristretto: quello dei bergamaschi che sono stati capaci di raggiungere la semifinale di Champions League. Alcuni da protagonisti assoluti, come il trevigliese Giacinto Facchetti o Angelo Domenghini da Lallio con l’Inter o il cisanese Roberto Donadoni – e volendo pure Giovanni Trapattoni, che ha le sue origini a Barbata – in periodi diversi con la maglia del Milan: loro quella coppa l’hanno anche alzata.
In ordine cronologico, l’ultimo a riuscirci era stato il dalminese Roberto Gagliardini con l’Inter nel 2023, giocando anche entrambe le gare di semifinale, i derby contro il Milan, entrando dalla panchina. Esattamente vent’anni prima, nel 2003, c’era invece stato Cristian Zenoni da Trescore con la maglia della Juventus, pur senza giocare né andare in panchina nella doppia sfida vinta contro il Real Madrid. Da oggi, tra loro c’è anche Matteo Ruggeri da Zogno.


