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Nuova Gamec pronta a luglio 2027, lavori da maggio: “Tempi serrati, dovremo ricucire quanto lasciato”
Il cantiere della Gamec in via Pitentino

Salvo, in extremis, il finanziamento Pnrr: sarà trasferito su risorse nazionali. La Edilco di Martinengo entra in cantiere lunedì 20 aprile, ricontrattualizzati gran parte dei subappaltatori: data di trasferimento del museo ancora incerta

Bergamo. Ripartono i lavori per la realizzazione della nuova Gamec. A quattro mesi dall’annuncio della risoluzione del contratto con la Manelli, sarà la Edilco di Martinengo – come impresa esecutrice del consorzio Cme – a subentrare nel cantiere di via Pitentino a partire da lunedì 20 aprile.

Gli operai avranno a disposizione 450 giorni, 15 mesi, per completare l’opera. Il contratto sottoscritto con Palazzo Frizzoni ricalca le condizioni di quello originariamente firmato con Manelli e fissa la fine dei lavori a luglio 2027.

Salvato, in extremis, il finanziamento Pnrr da 6 milioni di euro, asse portante per l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione. Il Ministero dell’Interno ha comunicato al Comune di aver autorizzato l’assegnazione dell’intera somma disponendone il trasferimento su risorse nazionali. Una destinazione che deve ancora essere formalizzata ufficialmente in un decreto che sarà pubblicato nelle prossime settimane dal Governo.

Il cantiere della nuova sede della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea è fermo da dicembre 2025, quando il Comune ha risolto il contratto con l’impresa Manelli, inadempiente perchè travolta da una grave crisi finanziaria. A febbraio l’amministrazione è rientrata in possesso dell’area, mentre proseguiva la procedura di scorrimento della graduatoria di gara. Nelle ultime settimane il cantiere è stato liberato da gru, ponteggi e materiali lasciati dall’impresa pugliese: operazioni a carico del Comune, che ha annunciato l’intenzione di rivalersi legalmente.

gru smontaggio gamecLo smontaggio di una delle gru della Manelli

“Abbiamo attraversato un periodo impegnativo – riconosce la sindaca Elena Carnevali -. La ripartenza del cantiere è un motivo di serenità per la città, l’esito di un lungo lavoro di interlocuzione con soggetti privati e Ministero avviato lo scorso novembre”. Francesco Valesini, assessore alla Rigenerazione Urbana evidenzia la complessità dell’operazione: “La risoluzione di un contratto da 14 milioni di euro si sa quando si inizia, ma non quando si finisce. La Gamec è il cantiere più importante della città per destinazione e complessità”.

Come già emerso nelle scorse settimane, ad assumere le redini del cantiere sarà il consorzio Cme di Modena, che riunisce circa 300 imprese artigianali associate. Per la Gamec, i vertici del consorzio hanno scelto un raggruppamento di società localizzate sul territorio: oltre a Edilco, anche la varesotta Enrico Colombo Spa, che tramite la sua filiale bresciana si occuperà degli impianti. “Una garanzia di risultato – sentenzia Vainer Bizzarri, direttore commerciale di Cme -. I tempi sono serrati, è una sfida importante”.

Per Pasquale Ferrara, direttore tecnico di Edilco, realizzare la nuova sede del museo è un “motivo di orgoglio”, ma non nasconde le difficoltà legate al subentro in un cantiere fino a pochi mesi fa gestito da un’altra impresa (e non in modo magistrale). “Dovremo ricucire quanto è stato lasciato”, osserva. Lunedì inizierà il riallestimento del cantiere, mentre le attività entreranno nel vivo entro maggio con le prime lavorazioni.

Per rispettare i tempi, l’impresa prevede già l’introduzione di turni doppi per le opere di finitura, impiantistica e guarnizioni interne. “Bisogna correre fin da subito”, riflette Ferrara. Dopo il subentro sono stati ricontrattualizzati gran parte dei subappaltatori al lavoro con la Manelli. “Dando continuità alle lavorazioni già svolte l’obiettivo era abbattere i ritardi”, spiega il direttore.

Una scelta che, ipotizziamo, potrebbe anche essere legata alla volontà di evitare ulteriori strascichi legali causati dalla precedente gestione del cantiere. Alcune ditte avevano già infatti predisposto, con relativi costi, opere e travi in laboratorio, pronte per essere montate. Il rischio, forse, era una serie di contenziosi nei confronti dell’ente.

Lo stato dell’arte del cantiere è delineato dal direttore lavori, l’architetto Remo Capitanio. “Le demolizioni sono praticamente concluse – riporta -. La Manelli aveva già eseguito il consolidamento dei pali di sostegno, gli scavi per le fondazioni e le opere di impermeabilizzazione. Ora il primo obiettivo è arrivare alla copertura dell’edificio, ma prima serve completare alcune opere interne strutturali in cemento armato e realizzare la lanterna installando elementi di carpenteria metallica”.

Resta invece ancora incerta la data di trasferimento del museo. Mentre la direzione della Gamec sta già predisponendo la pianificazione delle attività nella futura sede, la sindaca Carnevali definisce “prematura” una previsione di tempistiche per il trasloco della Galleria nella nuova, tormentata, sede.

conferenza stampa gamec ripartenza cantiereI presenti alla conferenza stampa di annuncio della ripartenza