Piazza Santuario dell'Addolorata
|Nell’80° anniversario del Consiglio comunale Bergamo omaggia Ferruccio Galmozzi
Svelata la scultura del gallo di Elia Ajolfi, restaurata e dedicata al primo sindaco della città eletto il 3 aprile 1946
Bergamo. Memoria storica e identità civile. Per l’80º anniversario dell’insediamento del primo consiglio comunale di Bergamo, si è tenuto nella mattinata di lunedì 13 aprile un momento di celebrazione: svelata la scultura del gallo di Elia Ajolfi, restaurata e dedicata a Ferruccio Galmozzi, primo sindaco della Bergamo Liberata eletto il 3 aprile 1946. L’opera torna a splendere nel suo vigore originale grazie a un accurato restauro tenuto con generosità dagli eredi Galmozzi.
La cerimonia è stata aperta dalla Sindaca Elena Carnevali che ha definito questo momento come un vero e proprio dono che i 26 nipoti di Galmozzi hanno scelto di fare alla città di Bergamo in segno di riconoscimento del ruolo della figura del medico e politico. L’opera realizzata nel ’76 è un’occasione per costruire radici con le nuove generazioni ed è un’occasione per recuperare il lavoro dell’artista Elia Ajolfi. “Dobbiamo immaginare il valore della restituzione di quella che è stata la figura potente e rigorosa di Galmozzi – dichiara la Sindaca -, un uomo capace di ristabilire il dialogo dopo la fine del conflitto. Ferruccio Galmozzi non è stato solo un uomo politico, ma anche medico e pediatra. Questa sua vocazione alla cura della città – continua – riflette la responsabilità che sentiva nei confronti degli altri. Il 3 aprile 1946, divenne sindaco ed ebbe il compito di rimettere in piedi le istituzioni democratiche, con l’equilibrio e la responsabilità richiesti da quel momento storico. Ricordarlo oggi – conclude – significa riconoscere il valore di quel periodo e di chi l’ha reso possibile, è un segno che dobbiamo continuare ad agire”.
La presidente del consiglio comunale, Romina Russo ha ricordato il valore istituzionale di questo anniversario, sottolineando l’importanza di rendere omaggio a queste figure. “Galmozzi è la dimostrazione di quanto il suo impegno, come volontario e professore di italiano nella scuola per operai, abbia inciso sulla comunità. È stato un uomo che ha sempre lavorato per il prossimo, mettendo in pratica l’impegno civile e istituzionale”.
La cura e il recupero della statua è stato reso possibile da uno dei nipoti di Galmozzi, Roberto Cremaschi. “Siamo orgogliosi di essere suoi nipoti e ci teniamo a conservarne la memoria e a tramandarla ai nostri figli. Nel ’78 questo edificio era precario (si riferisce all’edificio per anziani realizzato a fine anni ’70 in piazza del Santuario dell’Addolorata); oggi sono stati fatti molti passi avanti rispetto ad allora. La riscoperta di questo monumento è anche la riscoperta dell’edificio stesso”.
La celebrazione si è conclusa con un breve intervento da parte della restauratrice Silvia Baldis che ha brevemente spiegato com’è avvenuta la fase di restauro della statua: “La scultura in bronzo, eseguita con la tecnica della cera persa, utilizzata nella scultura monumentale – spiega la restauratrice-. Questa tecnica sfrutta la proprietà della cera di essere sostituita dal bronzo durante la colata. Inizialmente il monumento presentava parti con corrosione avanzata; il basamento in granito mostrava patine biologiche. È stato effettuato un intervento di disinfezione e una pulitura selettiva della parte in bronzo, poiché è fondamentale mantenere la patina primaria (di protezione) e, dove possibile, quella secondaria – conclude-. La protezione finale è stata realizzata con una resina acrilica specifica per elementi metallici”.
Alla conclusione della celebrazione, la Sindaca insieme ai nipoti di Galmozzi hanno svelato la scultura, restituendola simbolicamente e concretamente alla città.


