Palazzina a rischio crollo a Sedrina: una raccolta fondi per finanziare il muro di contenimento
Raccolti più di 20 mila euro in pochi giorni. L’iniziativa promossa da Rocco Filippone, sfollato con la famiglia dopo la frana nel settembre 2025: i lavori costano 50 mila euro
Sedrina. “Faccio fatica a trovare le parole giuste per ringraziare tutti voi, uno ad uno, per il prezioso contributo, ma soprattutto per il pensiero che avete avuto verso la mia famiglia. In questo periodo così buio, avete acceso una luce che ha riacceso in noi la speranza e la consapevolezza di non essere soli. Non so davvero cos’altro dire, se non grazie. Grazie, di cuore”. Così Rocco Filippone sulla pagina della raccolta fondi che ha lanciato solo un paio di giorni fa per finanziare il muro di contenimento che serve per mettere in sicurezza dopo una frana la sua casa di Sedrina. L’iniziativa ha già raccolto donazioni per oltre 20 mila euro.
Quasi otto mesi fa il muro di contenimento di un terreno tra le vie Aldo Moro, Campagnola e Piazza Botta, ha iniziato a presentare alcune crepe. Poi, coi temporali e le infiltrazioni d’acqua ha ceduto ulteriormente. Due sono state le ordinanze di sgombero precauzionali emesse dal sindaco Stefano Micheli: la prima sabato 14 settembre destinata al condominio soprastante e la seconda una decina di giorni dopo, questa volta per l’evacuazione dell’abitazione sotto la frana, e di due laterali. E così, molte persone si sono trovate senza una casa e hanno dovuto cercare altre sistemazioni.
“L’emergenza oggi è strutturale e urgente – continua Filippone -. Il terreno sotto il nostro condominio continua a cedere: se non interveniamo subito con opere di messa in sicurezza, rischiamo di perdere la nostra casa per sempre e di mettere in pericolo le famiglie che abitano sotto di noi. Per anni, da allenatore ed educatore di basket e Baskin, ho insegnato ai miei ragazzi che sul campo, così come nella vita, nessuno resta indietro. Ho spiegato loro che il rispetto e l’aiuto reciproco sono le basi per superare ogni sfida”
“Oggi, per la prima volta, sono io a dover chiedere quel supporto che ho sempre cercato di dare e raccontare agli altri – conclude -. La quota che spetta alla mia famiglia per i lavori di messa in sicurezza della nostra casa è di 50 mila euro: una cifra enorme, impossibile da affrontare da soli, in una situazione di totale isolamento istituzionale. Non abbiamo aiuti, non abbiamo fondi. La giustizia avrà tempi lunghi, ma la terra non aspetta”.


