La fiera di settore
|Ivs 2026, sarà edizione record: settore delle valvole industriali in salute, Bergamo punta di diamante della leadership italiana
Dal 19 al 21 maggio torna alla Fiera di Bergamo l’appuntamento dedicato al settore, sul quale oggi a livello globale aleggia l’ombra della crisi in Medio Oriente che mette in discussione l’avvio di nuovi progetti e introduce una nuova variabile di incertezza capace di impattare significativamente sulle imprese
Bergamo è pronta a tornare la capitale delle valvole industriali: a poco più di un mese dalla sesta edizione dell’Industrial Valve Summit, in programma in fiera dal 19 al 21 maggio, il settore sta vivendo un momento particolare, reduce da un 2025 molto positivo ma ora attanagliato nella morsa della crisi in Medio Oriente che sta gettando ombre sui possibili sviluppi futuri.
IVS 2026 conferma la bontà dell’intuizione di Confindustria Bergamo e Promoberg, a 10 anni dal debutto, di portare in città un evento fieristico dedicato alle tecnologie delle valvole industriali e alle soluzioni di flow control: 416 espositori, in crescita del 30% sul 2024 e con una forte componente internazionale, con circa 100 imprese (+56%) provenienti da 20 Paesi, tra cui 9 novità assolute.
Anche gli spazi espositivi si adatteranno alle nuove necessità: saranno occupati due padiglioni fissi e due provvisori, per un totale di 21.400 metri quadrati di superficie (+40%) e l’apertura al pubblico si estenderà su tre intere giornate.
“L’aumento dei numeri non è scontato – ha sottolineato il project manager di Ivs, Luca Pandolfi – Dietro c’è un grande lavoro di ricerca, fianco a fianco con gli imprenditori. Anche nei contenuti faremo un passo in avanti, con 68 convegni proposti, un focus sull’Africa, una tavola rotonda che approfondirà le occasioni del nucleare e 4 ulteriori tavole rotonde settoriali”.
Sei le aree tematiche principali: standardizzazione e sviluppo normativo, tecnologie digitali applicate a valvole, attuatori e sistemi di controllo; progettazione delle valvole e materiali per servizi in situazioni estreme; soluzioni avanzate di tenuta per valvole industriali; applicazioni dell’intelligenza artificiale alla progettazione meccanica , alla supply chain e alla produzione, manifattura adattiva. Ma non mancheranno altri momenti di approfondimento, come quelli dedicati a idrogeno, innovazione dei materiali di tenuta, emissioni fuggitive, impatto delle sostanze Pfas e, ovviamente, intelligenza artificiale.
Oltre a essere momento di confronto e di business fondamentale per le aziende del settore, soprattutto in ottica innovativa, l’appuntamento si conferma anche strategico per la valorizzazione dell’intera filiera, soprattutto in un momento storico particolarmente critico dal punto di vista geopolitico. Ancora tutti da disegnare, infatti, gli scenari futuri, considerato che il Medio Oriente è per molte aziende, soprattutto quelle che lavorano per il settore Oil & Gas, primo mercato di riferimento.
Lo specifico comparto che riguarda le attività di raffinazione e vendita di idrocarburi, è uno dei cosiddetti campioni del Made in Italy, con il nostro Paese che si configura come eccellenza assoluta a livello europeo: sono italiane, infatti, 4 valvole su 10 tra quelle prodotte nel continente. Il primato tricolore è sempre più solido in termini di valore della produzione, pari al 38%, con 89 punti di vantaggio sulla Germania e addirittura 30 sulla Francia.
L’industria italiana delle valvole per l’Oil & Gas conta 140 imprese e più di 10mila addetti, che generano un valore di 3 miliardi di euro.
All’interno di questo ecosistema, la Lombardia si afferma come cuore produttivo del settore: prendendo Bergamo come baricentro, nei cento chilometri circostanti si genera il 90% del fatturato complessivo nazionale.
Il 2024 per la filiera è stato un anno molto favorevole, grazie agli ordinativi accumulati nel biennio precedente che hanno consentito di registrare il terzo incremento consecutivo a doppia cifra del valore delle vendite: ma l’osservatorio IVS-Prometeia, che sarà presentato integralmente nel corso della fiera, ha fatto emergere anche numeri estremamente positivi anche per il 2025, che ha registrato investimenti crescenti lungo tutta la filiera e tante nuove opportunità legati a rinnovabili, nucleare, data center e aerospazio.
A dare un’infarinatura generale sulle condizioni del mercato è stato Giuseppe Schirone di Prometeia: “Il settore va controvento – ha evidenziato – La crescita ha riguardato anche la marginalità e per chi deve innovare sempre avere un dato stabilmente sopra al 10% è una conditio sine qua non per riuscire a competere con imprese sempre più agguerrite nel panorama mondiale. Il dato sulle esportazioni, poi, è un altro indizio della crescita costante: un anno fa c’era lò’incognita dei dazi, che un po’ hanno inciso, ma di fatto l’export negli Usa ha registrato comunque un +2%. Su scala globale stiamo ultimando i calcoli, ma l’Italia dovrebbe aver superato la quota di mercato del 10%”.
Chiaro che la situazione in Iran e attorno allo stretto di Hormuz rappresenti una fonte di preoccupazione non indifferente: il Medio Oriente pesa per oltre un quarto dell’export italiano e pur rimanendo centrale nelle strategie commerciali è anche la zona maggiormente esposta a rischi di stampo geopolitico. Tempi e priorità negli investimenti nella zona potrebbero influenzare l’andamento degli ordinativi, condizionando le attività soprattutto dalle seconda metà dell’anno in poi.
“Fortunatamente prima di questa crisi il portafoglio ordini già acquisito sull’anno in corso lascia tutto sommato serene le aziende – ha continuato Schirone – Non mancano però le incertezze, considerato anche che il primo mercato è l’Arabia Saudita, con una quota del 13%, seguita dagli Usa. Uno scenario complesso, ma che può essere affrontato con alcuni punti di forza che quasi nessun altro settore del Made in Italy può vantare, nonostante permangano fattori di rischio non dipendenti dalle imprese. L’Italia può continuare a contare su una leadership di prodotto e di servizio, su risorse disponibili per gli investimenti e sulla capacità di aver creato e dato visibilità a un hub dell’innovazione del settore. Bergamo si è messa al centro di questo processo: gli operatori di mercato che vogliono conoscere gli indirizzi del comparto vogliono essere parte di IVS”.
Protagonisti del percorso sono stati i promotori dell’iniziativa, Confindustria Bergamo da un lato e Promoberg dall’altro.
“Il nuovo record dell’edizione 2026 di Ivs conferma la crescente attrattività internazionale della manifestazione, appuntamento chiave per la community delle valvole industriali – ha evidenziato la presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati. Per Noi la crescita di Ivs non è un obiettivo fine a sé stesso, ma si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione e rafforzamento delle filiere produttive del territorio”.
Orgoglioso del successo anche Luciano Patelli, presidente di Promoberg: “Il summit è la punta di diamante nel percorso di internazionalizzazione di Promoberg e della Fiera di Bergamo, grazie ai moltissimi operatori di alto profilo provenienti da tutto il mondo. Oggi la Fiera rappresenta un grande valore aggiunto, al centro di un sistema che vede a pochi passi l’aeroporto di Orio al Serio e nel prossimo futuro una fermata del collegamento ferroviario, che ci consentirà di portare ancora più beneficio e ricadute economiche sul territorio”.


