L'anniversario
|Bergamo celebra gli 80 anni dal primo Consiglio comunale, Carnevali: “Le radici della nostra democrazia”
A Palazzo Frizzoni una serata dedicata all’anniversario dell’assemblea cittadina: esposto il registro delle adunanze del Consiglio 1946-1947
Bergamo. Da 80 anni l’assemblea cittadina rappresenta l’organo più democratico nel funzionamento del capoluogo. Nella serata di lunedì 13 aprile si è tenuta a Palazzo Frizzoni la celebrazione per l’80º anniversario dal primo Consiglio comunale.
Dopo le libere elezioni del 24 marzo, il 3 aprile 1946 l’organo si insediò nella Sala Galmozzi di via Tasso, dove ancora si legge la frase “la prima legge del Consiglio è poter parlare con libertà e avere disponibilità all’ascolto”. La seduta, convocata dal sindaco uscente Antonio Cavalli, vide l’elezione a sindaco di Ferruccio Galmozzi. Al primo cittadino è stata dedicata la scultura del gallo realizzata dall’artista Elia Ajolfi e recentemente restaurata dai 26 nipoti.
La cerimonia
La celebrazione e rievocazione del primo Consiglio comunale è stata aperta dal suono delle campane a festa a cura del Gruppo Campanari Città di Bergamo. A seguire, una lettura teatrale tratta dal verbale della seduta, interpretato dall’attore Tiziano Ferrari. Di seguito un estratto dell’intervento di Antonio Cabaldi recitato dall’attore: “Celebriamo oggi il rito della rinascita municipale bergamasca, il nostro popolo saprà difendere la libertà, non più sangue, non più odio ma amore, armonia, fratellanza, comprensione e lavoro”.
Sono poi intervenute la presidente del Consiglio comunale Romina Russo, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando.
“Il 3 aprile 1946, nella odierna Sala Galmozzi, ebbe inizio la prima seduta del nuovo Consiglio comunale. In quell’aula la libertà di parola e l’ascolto reciproco si affermarono come pilastri imprescindibili della vita politica – evidenzia Russo -. La seduta, convocata dal Sindaco uscente Antonio Cavalli, e presieduta da Ferruccio Galmozzi che venne lì nominato Sindaco, vide la partecipazione di tutti i 40 consiglieri eletti, tra i quali anche due donne: Giannina Giavazzi ed Elisabetta Ambiveri, figure di altissimo valore la cui presenza fu un segno potente che, da quel momento, la democrazia sarebbe stata più ampia, più giusta, più viva. Siamo stati accolti dal suono festoso delle campane che annunciavano il primo consiglio comunale, oggi come allora la sala è colma di cittadini e cittadine, è l’anniversario di questa seduta a cui noi apparteniamo in rappresentanza di tutti i cittadini, dobbiamo sentire l’eredità civile e istituzionale lasciate in quella prima seduta. Oggi – conclude Russo – raccontiamo tutto questo perché la nostra storia amministrativa sia patrimonio condiviso”.
“Grazie per essere qui così numerosi. Ricordare la nascita del Consiglio non significa soltanto celebrare una ricorrenza, ma riportare dentro il presente le radici della nostra democrazia – dichiara la sindaca Carnevali -. Bergamo nel 1946 era una città caratterizzata dalla precarietà e una grave crisi sanitaria. Era la seconda città d’Italia per mortalità infantile. Tutti iniziano a sentire così il bisogno di partecipare per migliorare le condizioni di vita precarie: chi torna ai seggi dopo anni e chi va per la prima volta. È nei comuni che, già nel 1946, si è riattivata la vita democratica del Paese ed è nei comuni che ancora oggi questa democrazia si misura ogni giorno, nella qualità delle decisioni, nella capacità di ascolto e nella partecipazione reale delle persone. La democrazia si costruisce ampliando i diritti, riconoscendo dignità e voce a chi, per troppo tempo non l’ha avuta”.
“Se proviamo a immaginare la sera del 3 aprile 1946 possiamo quasi vederla: una città che si raccoglie non per obbligo ma per scelta. Dentro quell’aula 40 consiglieri tra cui due donne – afferma Rossomando -. Un’immagine che contiene tutto: il ritorno della democrazia e la libertà la democrazia non si cerca ma si misura nel tempo. 80 anni fa si ricostruiva il rapporto tra istituzioni e cittadini. La libertà di parola unita alla disponibilità all’ascolto: una democrazia dialogica, la costruzione di uno spazio comune. Oggi celebriamo il suffragio universale. Il voto delle donne fu un diritto riconosciuto, le donne nella guerra partigiana sono state fondamentali. Le madri costituenti hanno contribuito in mood progressivo alla scrittura della Costituzione, la democrazia è un compito che oggi si traduce nella capacità di rendere l’uguaglianza visibile e praticabile, non basta difendere le istituzioni ma occorre continuamente rinnovarne il senso”.
A rendere più solenne la cerimonia, è stato l’Inno d’Italia eseguito dal Coro dell’Istituto comprensivo Mille di Bergamo diretto dalla docente Giusy Selva. A fare da cornice alla seduta straordinaria, nell’Aula consiliare era inoltre esposto il registro delle Adunanze del Consiglio comunale 1946 – 1947, preziosa testimonianza conservata negli Archivi storici della Biblioteca civica Angelo Mai. La cerimonia si è infine conclusa con un breve concerto di campane, nuovamente guidato dal Gruppo Campanari Città di Bergamo.






