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Di fronte a una mobilità in continua evoluzione, il territorio è chiamato a rispondere ai cambiamenti in modo efficace

La mobilità è costantemente in evoluzione, come può il territorio far fronte ai cambiamenti in modo efficace? Di questo e altro ha parlato l’architetto Felice Sonzogni, presidente della Commissione Mobilità e Infrastrutture di ACI Bergamo, intervistato da BergamoNews.

Le sfide dettate dall’evoluzione della mobilità devono essere osservate sotto due aspetti fondamentali: le grandi strategie e le esigenze della quotidianità. Oltre alla necessità di individuare un punto di riferimento per l’organizzazione futura, Sonzogni sottolinea: “Oggi dobbiamo prendere atto di quella che è la situazione in essere, di quelle che sono le opere che avremo, soprattutto quelle che non avremo, perché da qui riusciamo a capire quale sarà la condizione di mobilità che avremo fra qualche anno”.

Il territorio bergamasco è articolato e presenta una situazione in cui il modo di vivere e di produrre si è frammentato in modo tale che risulta necessario riorganizzare i sistemi di mobilità, sia per quanto riguarda i mezzi di trasporto utilizzati sia per le infrastrutture. “Nel trasporto pubblico dobbiamo puntare sulla organizzazione della micromobilità – afferma Sonzogni –: è necessario che si provveda a dotare il territorio di molti piccoli mezzi che siano in grado, con sistemi della tecnologia, di essere utilizzati con facilità per le esigenze di lavoro, di residenza e di turismo”. È necessario uno sforzo considerevole in questa direzione, ma non c’è alternativa se si vogliono evitare ulteriori situazioni di rischio che influirebbero sulla sicurezza della mobilità stessa.

“La città di Bergamo e il suo hinterland si stanno oggettivamente organizzando con sistemi di mobilità e trasporto che probabilmente avranno dei buoni risultati, ma il resto del territorio provinciale, che è però la maggior parte del territorio bergamasco, rischia di subire attrattività di altre parti” spiega Sonzogni, aggiungendo che in questo modo le aree della pianura e delle Valli tendono a relazionarsi più facilmente con l’area milanese o bresciana, perdendo il rapporto fondamentale con la città di Bergamo.

Per uno sviluppo futuro, è auspicabile immaginare iniziative su larga scala fin da subito per rendere più funzionali le strutture già esistenti. Perché possa entrare in funzione una nuova infrastruttura possono volerci tempi lunghissimi, anche se le risorse sono già disponibili.

“Fondamentale, è trovare però il soggetto che faccia sintesi, perché oggi abbiamo un dibattito che si sta articolando su tantissimi programmi, su tantissimi progetti, su tantissime iniziative, ma la sintesi non esiste e il dibattito rimane permanentemente aperto, ma non vediamo risultati efficaci sul nostro territorio”. Nonostante la presenza di interventi significativi già avviati, come la tranvia T2, il collegamento con l’aeroporto, il BRT e gli adeguamenti della rete stradale, l’impatto complessivo sulla mobilità bergamasca resta limitato. Probabilmente non inciderà più del 3-4 per cento sulla mobilità complessiva delle persone e sarà irrilevante per il trasporto delle merci. Si tratta di segnali importanti, ma ancora insufficienti a produrre un cambiamento strutturale: senza una regia unitaria che coordini e integri queste iniziative, il rischio è che restino interventi isolati, incapaci di risolvere in modo efficace le criticità del territorio.

Architetto Sonzogni Felice

Presidente in carica della Commissione Mobilità di ACI Bergamo

Assessore Provincia di Bergamo con deleghe al Territorio, trasporti e alle grandi Infrastrutture

Assessore comunale a Zogno e consigliere nella Comunità montana Valle Brembana