Biglietto a 6 euro per vedere l’Under 16 regionale: “Follia”. La società: “Necessario per auto-finanziarci”
Scoppia il caso all’Azzano Calcio dopo un post social di un genitore: “Mostruoso far pagare l’ingresso”. Il dg Di Palma fa chiarezza: “Abbiamo professionisti che lavorano con i giovani, dobbiamo essere sostenibili, altrimenti le società saltano per aria”
“Una mostruosità, una follia”. Angelo Roversi ha così definito la decisione della società Asd Azzano Calcio di far pagare 6 euro il biglietto d’ingresso per la partita della categoria Allievi Under 16 regionale. Genitore di uno dei ragazzi del Rezzato Calcio, squadra ospite del match giocato nella mattina di domenica 12 aprile, ha pubblicato la ricevuta d’acquisto con un lungo post social, muovendo pesanti critiche alla società bergamasca. Il post è diventato presto virale.
“Quando ero ragazzino, il pallone era gratis. Giocavo, mi divertivo, facevo tornei internazionali in strutture che oggi ci sogniamo, con kit completi e funzionanti. Non ho mai sborsato una lira. Oggi? Oggi i nostri figli, per inseguire un pallone, devono tirare fuori 400, 500 euro all’anno”, si legge. “Capite cosa significa? Significa che migliaia di bambini non possono giocare. E tra loro, ci sono sicuramente futuri campioni che non vedremo mai, talenti che si perderanno per strada non per mancanza di abilità, ma per mancanza di possibilità. E chi pensa che 400 euro siano ‘poca roba’, dovrebbe provare a mettersi nei panni di una famiglia che fa i salti mortali per arrivare a fine mese. Quella famiglia che a settembre, dopo le ‘obbligatorie’ vacanze estive, si trova a dover pagare libri, abbonamenti dell’autobus e materiale scolastico per uno, due, o più figli. E in più, la mazzata della retta del calcio. Il calcio non è più uno sport per il popolo. È diventato un piccolo lusso”.
“Le società, per campare, devono elemosinare soldi ovunque”, prosegue, sottolineando nuovamente il concetto: “6 euro per vedere una partita di ragazzini. E la follia è che li fanno pagare anche ai genitori dei loro tesserati“, scrive. “Immaginate l’entusiasmo di un padre che, dopo aver pagato la retta, deve sborsare altri 6 euro ogni domenica magari per vedere suo figlio intristirsi in panchina. Così non si va da nessuna parte”.
“Si tratta di un’inesattezza, perchè i genitori dei nostri tesserati non pagano alcun biglietto“, precisa l’Azzano Calcio, nella figura del direttore generale Simone Di Palma. La società ha attuato la politica dell’ingresso a 6 euro sulle tribune per le partite delle giovanili a livello regionale: “Detto questo, non vedo il problema, anche perché si tratta di una prassi diffusa”. Sono infatti svariati i casi che riguardano il calcio provinciale a ogni livello, sia di prima squadra che giovanile, in provincia di Bergamo e non soltanto.
“Andiamo sempre più verso una professionalizzazione del lavoro e i settori giovanili devono essere sostenibili. Le società mettono in atto tutte le possibili iniziative che possano servire ad auto-finanziarsi. Abbiamo 70 persone che lavorano per noi, tutte regolarmente pagate. Più materiale tecnico, le iscrizioni, i tesseramenti, le visite mediche. La qualità ha un costo e dal punto di vista della società va pagata”.
“Siamo in una situazione in cui ci sono sempre meno sponsor, sempre meno disponibilità. Non abbiamo contributi dalla Regione o da Roma. Una società deve tenersi in piedi anche grazie a questo. Oggi il calcio costa 1,50-2 euro all’ora: una lezione di tennis costa 30 euro all’ora. Lo facciamo per mantenere lo sviluppo. Le quote d’iscrizione nel Milanese costano 900 euro, qui costano la metà. Le critiche? Bisognerebbe provare a stare da questa parte. Ad oggi l’impegno delle persone non è commisurato a ciò che si paga. Per capire bisogna essere dentro questo mondo. Altrimenti le società saltano per aria“.


