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Bergamo sold out per Tedx Countdown: “Conto alla rovescia verso un nuovo inizio”
Speaker, organizzatori e volontari di Tedx Countdown Bergamo

Oltre 600 persone al Teatro Sociale domenica 12 aprile per il nuovo format internazionale dedicato alla crisi climatica: otto storie capaci di mostrare soluzioni concrete

Da Edimburgo a Detroit fino a Bergamo: il nuovissimo format Tedx Countdown, dedicato al cambiamento climatico, ha registrato il tutto esaurito nel pomeriggio di domenica 12 aprile al Teatro Sociale di Città Alta, coinvolgendo oltre 600 persone.

Countdown rappresenta un conto alla rovescia verso il futuro del pianeta, segnato dalla crisi climatica in corso. Alla base di questo format c’è la volontà di diffondere idee capaci di generare un cambiamento concreto, passando dall’allarme all’azione.

L’obiettivo è portare sul palco storie che non si limitino a evidenziare i problemi, ma che mostrino soluzioni reali e possibili, in grado di fare la differenza.

“Il sold out registrato a Bergamo dimostra che esiste una comunità pronta ad ascoltare, capire e mettersi in gioco di fronte alla sfida climatica”, commenta Giorgio Ghisalberti, licenziatario di TedxBergamo. “Portare per la prima volta questo format in città è stato un passo importante per inserirla in una conversazione internazionale sulle possibili soluzioni. Ma, soprattutto, ci ricorda che il cambiamento non nasce solo da tecnologie o politiche, bensì dalle persone e dalle idee che scegliamo di mettere in circolo”.

Idee, confronto e soluzioni

Il pomeriggio si è aperto con un momento musicale affidato all’arpista Claudia Beatrice Zanini, che ha accompagnato il pubblico in un’atmosfera di ascolto e connessione. A seguire è salito sul palco il conduttore Giacomo Biraghi, presidente di Stratosferica e co-direttore del festival internazionale Utopian Hours.sot

Dopo il video di apertura di Chris Anderson, curatore globale di Ted, e il saluto di Ghisalberti, si sono susseguiti gli interventi degli speaker, costruendo un percorso narrativo che ha affrontato il cambiamento climatico da prospettive diverse.

Ad aprire la sequenza è stato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che ha riportato l’attenzione sulla transizione energetica. Il suo intervento ha evidenziato come pregiudizi, percezioni distorte e resistenze culturali continuino a rallentare la diffusione delle energie rinnovabili, invitando a riconsiderare ciò che riteniamo “accettabile” nel paesaggio e a riconoscere l’urgenza del cambiamento.

A seguire, Ivano Carcano e Simayiai Muteleu hanno offerto uno dei momenti più intensi, intrecciando esperienze e visioni provenienti da contesti diversi. Il loro dialogo, tra cultura occidentale e tradizioni Maasai, ha sottolineato come la crisi climatica sia anche una crisi di relazione: abbiamo smesso di sentirci parte della natura, trasformandola in qualcosa da sfruttare anziché da custodire.

Il terzo intervento, di Andrea Barbabella, socio fondatore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e coordinatore di Italy for Climate, ha affrontato il tema della qualità dell’informazione nel dibattito climatico. In un contesto sempre più esposto a semplificazioni e narrazioni fuorvianti, ha evidenziato l’importanza di sviluppare spirito critico e basarsi su dati scientifici per orientare scelte consapevoli.

“Immaginate un forno che emetta un suono ogni volta che spreca energia: alla lunga diventerebbe insopportabile”. Con questa immagine, l’ingegnere Giorgia Farella ha invitato a guardare oltre la dimensione puramente tecnologica della sostenibilità. Lo spreco, ha spiegato, dovrebbe diventare percepibile, reale, non solo una voce in bolletta. La vera sfida è culturale: ripensare il nostro rapporto con il consumo e riconoscere quanto gli sprechi siano ancora considerati normali. “Quando iniziamo a cambiare?”, ha concluso.

Margherita Romanelli ha portato al centro il tema della giustizia climatica e sociale, partendo da una scena quotidiana: una giornata estiva sempre più estrema. In un contesto simile, anche una scelta apparentemente semplice può rivelare profonde disuguaglianze. Di fronte al cambiamento climatico, infatti, non tutti hanno le stesse possibilità di adattarsi: quando gli eventi estremi diventano la norma, emergono con forza le differenze sociali, economiche e geografiche.

“Cosa ci rende così recettivi all’acquisto di abbigliamento?”. Da qui è partita la riflessione di Fabrizio Consoli, fondatore del brand di moda rigenerativa Blue of a Kind. Attraverso il tema degli scarti dell’industria della moda, ha raccontato il nostro rapporto con il tempo e con l’identità, invitando a riscoprire il valore della durata. La bellezza, ha sottolineato, non risiede solo nel nuovo e perfetto, ma anche negli oggetti segnati dal tempo: una ruga, una crepa, una giacca consumata. Sono tracce di storia, proprio come lo siamo noi.

Tra i momenti più coinvolgenti della seconda parte, anche la performance dell’attore e regista Giovanni Morassutti, che ha intrecciato teatro e consapevolezza ambientale, offrendo uno spazio di riflessione emotiva e partecipata.

A riportare l’attenzione sul legame tra ambiente e salute è stato Roberto Picetti, ricercatore della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Il suo intervento ha evidenziato come una sostanza fondamentale per lo sviluppo della civiltà moderna possa oggi rappresentare un rischio per ecosistemi, clima e salute umana, mostrando quanto le scelte quotidiane abbiano un impatto sistemico.

“Perché ci stiamo sabotando?”. Con questa domanda, Gregory Eve, ingegnere ambientale e Ceo di greenApes, ha esplto i meccanismi psicologici e sociali che spesso bloccano l’azione collettiva. Attraverso il linguaggio dell’improvvisazione teatrale, ha mostrato come tendiamo a sottovalutare la disponibilità degli altri ad agire, rimanendo così immobili. Il suo invito è stato chiaro: passare da spettatori a protagonisti del cambiamento.

TedxBergamo Countdown si è chiuso con un teatro pieno e molte domande aperte. Il conto alla rovescia per il pianeta non è solo un allarme, ma un invito a cambiare prospettiva, abitudini e direzione. E, come ha dimostrato il pubblico del Teatro Sociale, il cambiamento inizia sempre da una scelta.

L’organizzazione

Il filo verde di Countdownnon ha riguardato solo i contenuti, ma anche l’organizzazione dell’evento. Grazie alla collaborazione con Etifor Valuing Nature, spin-off dell’Università di Padova e B Corp certificata, è stata realizzata una stima preliminare delle emissioni generate dall’evento.

Il risultato è particolarmente significativo: l’impronta complessiva stimata è di circa 3 tonnellate di Co2, pari a circa 5 kg di Co2 per partecipante, un dato significativamente inferiore rispetto all’edizione TedxBergamo 2025 “Potere”.

TedxBergamo Countdown è stato reso possibile dal lavoro di oltre 40 volontari, che hanno curato ogni aspetto dell’organizzazione: accoglienza del pubblico, produzione, comunicazione, logistica e coordinamento degli speaker.