Autostrada Bergamo-Treviglio, a Boltiere il fronte del “no” torna a discutere il progetto
Otto Comuni, associazioni e comitati hanno presentato un articolato pacchetto di osservazioni tecniche e ambientali sul progetto. Nel dibattito anche il tema delle risorse regionali e delle recenti evoluzioni viabilistiche del territorio
Boltiere. Sala gremita all’auditorium Aldo Moro nella serata di venerdì 10 aprile, in occasione dell’incontro promosso dal gruppo di minoranza “Boltiere Futura” per ribadire, ancora una volta, il “no” all’autostrada Bergamo-Treviglio. All’incontro hanno preso parte il consigliere regionale del Partito Democratico Davide Casati, il sindaco di Osio Sotto, Corrado Quarti, l’ex sindaca di Boltiere, Arida Forlani, il rappresentante di Legambiente Nicola Cremaschi e Gerardo Racano per Boltiere Futura.
Oltre alle ricadute che l’infrastruttura potrebbe avere sul territorio sia in termini ambientali che di consumo di suolo, nel corso del dibattito è stato toccato, anche, il tema delle risorse: i 146 milioni di euro messi sul piatto da Regione Lombardia. A più riprese è stato sottolineato come questi soldi, se affidati direttamente ai territori, potrebbero tradursi in opere concrete per la mobilità locale.
Un progetto, quello dell’autostrada, la cui utilità sarebbe, secondo i relatori, messa in discussione alla luce, anche, delle novità viabilistiche degli ultimi anni. Tra queste, il completamento della Tangenziale di Verdello, con il primo lotto concluso nel dicembre 2022 e il secondo nel gennaio 2024, la variante della tratta D di Pedemontana approvata dal Collegio di vigilanza regionale il 16 giugno 2023 con la conseguente esclusione del tratto bergamasco, l’inaugurazione nella primavera 2025 della circonvallazione di Boltiere, la decadenza dell’ipotesi di scalo merci tra Levate e Verdello e la realizzazione dell’E-Brt lungo la ex Strada Statale 525 tra Bergamo e Verdellino.
Il consigliere regionale Pd Davide Casati ha esordito precisando che “il primo atto da consigliere, nel 2023, è stato portare in aula il tema, che non era mai stato discusso in consiglio regionale, con l’obiettivo di mettere nero su bianco responsabilità politiche chiare. Regione Lombardia ha confermato l’interesse strategico sull’opera stanziando 146 milioni di euro, ma oggi il progetto supera i 600 milioni e, nel frattempo, è cambiato, anche alla luce del ridimensionamento della Pedemontana: siamo sicuri – dice – che stia ancora in piedi dal punto di vista tecnico e giuridico?”.
Poi, l’affondo politico. “La maggioranza continua a confermare quest’opera di cui, ad oggi, non esiste ancora un piano economico finanziario aggiornato: siamo curiosi di capire dove verrà trovato mezzo miliardo di euro mancante. Il Ministero ha chiesto integrazioni su diverse criticità e ora si attende la risposta: mi auguro che, alla luce delle osservazioni, il percorso possa interrompersi”.
Il sindaco di Osio Sotto Corrado Quarti ha poi ricordato che “dal 2012 siamo ancora qui a parlare di questa infrastruttura, il cui progetto, nel frattempo, è cambiato e non è più quello pensato per collegare Pedemontana e Brebemi. Otto Comuni si sono schierati contro dando vita a un forte coordinamento territoriale: non era scontato, visto che si tratta di amministrazioni di schieramenti diversi”.
Sul fronte tecnico, ha aggiunto: “Le stime al 2031 parlano di 15mila-17mila veicoli al giorno, numeri da viabilità ordinaria e non, quindi, autostradale: l’infrastruttura presenta criticità e non sta più in piedi. Abbiamo presentato otto delibere identiche con tre allegati tecnici molto articolati, tra cui uno studio da 60 pagine e 77 pagine di osservazioni. A gennaio il Ministero ha risposto con 57 pagine di richieste di integrazione e, ad oggi, manca ancora il piano economico finanziario. Con l’aumento dei costi – aggiunge Quarti – il quadro è ancora più incerto e siamo pronti anche con una strategia legale, a seconda dell’esito della Via in corso”.
Più diretto l’intervento dell’ex sindaca di BoltiereArmida Forlani: “Già nel 2012 ci siamo opposti a questa infrastruttura che, oggi, non è nemmeno più una vera autostrada che parte da Treviglio per arrivare fin poco dopo Dalmine. Un progetto che è cambiato rispetto all’impostazione originaria”.

Sul tema delle risorse stanziate da Regione ha poi aggiunto: “Qui si parla di 146 milioni per un’opera che serve anche a sostenere un equilibrio economico privato, quando, come Comune, con 5 milioni, siamo riusciti a realizzare una circonvallazione. Anche solo una parte di queste risorse potrebbe essere utilizzata per interventi concreti sul territorio”.
Legambiente, nella persona di Nicola Cremaschi, ha evidenziato le criticità emerse dalle osservazioni. “Sono state presentate oltre 300 osservazioni da Comuni, associazioni e cittadini, frutto di un lavoro condiviso durato anni. Emergono lacune nella documentazione e problemi concreti: il tracciato attraversa aree sensibili, anche in prossimità di aziende soggette alla normativa Seveso, e alcuni documenti fondamentali, come il piano della sicurezza, fanno riferimento a versioni progettuali superate” è stato spiegato.
Infine l’intervento di Gerardo Racano (Boltiere Futura). “Abbiamo portato osservazioni anche in consiglio comunale, aprendo un confronto con la maggioranza. Tra le criticità c’è la mancanza di adeguate opere di mitigazione, come filari alberati, in corrispondenza del casello previsto a Boltiere” ha detto.


