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Volley Bergamo 1991, Veneziani: “Avanti con Cervellin. Cambierà più di metà del roster”
Foto Andrei Eduard Huiala

Il presidente traccia il punto al termine della stagione: “Obiettivo raggiunto, che dispiacere il tiebreak con Scandicci ai playoff. Ora puntiamo a un nuovo step di crescita non solo nei risultati. Vivremo ancora tra Treviglio e ChorusLife, in attesa del nuovo palazzetto dal 2027. Chorus? Non dipende da noi”

Bergamo. Chiuso un capitolo, se ne apre subito un altro. Mercoledì 8 aprile con la vittoria per 3-2 contro San Giovanni in Marignano in quel di Cervia è caduto l’ultimo pallone della stagione 2025/26 del Volley Bergamo 1991, ma lo sguardo è già rivolto all’annata 2026/27. E non da oggi. “La programmazione è iniziata già da mesi” evidenzia il presidente Andrea Veneziani, che traccia il bilancio e anticipa il futuro. Che sarà ancora con coach Marcello Cervellin, confermato dopo essere subentrato a Carlo Parisi, di cui è stato vice negli anni a Firenze e per una stagione e mezza anche in rossoblù, per poi prenderne il posto dopo la separazione dello scorso dicembre.

Diverse novità sono invece attese nel roster, che nelle prossime settimane verrà annunciato e composto pezzo per pezzo. A partire dalle conferme, che riguarderanno meno della metà delle giocatrici. “Ma dobbiamo specificare un dettaglio: chi non resta qui è soprattutto perché è richiesto da altre squadre che sono in posizioni superiori rispetto a noi in classifica e per capacità economica”. Dal canto proprio, la società rossoblù registra crescita in ogni settore. Compresa l’appetibilità sul mercato.

Chiudete una stagione scandita da 17 tiebreak, uno ogni due partite, di cui 5 vinti e 12 persi. Si può dire sia stato il termometro del 2025/26?

“Indubbiamente, è evidente. Abbiamo vissuto un saliscendi continuo. Guardando il bicchiere mezzo pieno, i tiebreak hanno dimostrato la voglia di non mollare e continuare a combattere, come è successo anche a Cervia nell’ultima partita. Potevamo non arrivarci, invece ci siamo stati e abbiamo portato a casa il match. Il bicchiere mezzo vuoto riguarda quei quinti set arrivati dopo partite che abbiamo sostanzialmente dominato e che spesso abbiamo perso. Ce n’è uno che mi dispiace più di altri: il primo turno dei playoff in gara-1 con Scandicci in trasferta. Magari non sarebbe cambiato nulla nel computo della serie, ma avrebbe dato una maggiore soddisfazione a questa stagione. Ed eravamo lì, dopo aver giocato una delle partite più belle di questa stagione e non solo”.

Che bilancio tracciate di questa annata vissuta anche tra alti e bassi? C’è più soddisfazione o delusione?

“L’anno scorso ci affacciavamo come sorpresa, quest’anno dovevamo confermarci ed era più difficile, le squadre ci aspettavano. Non c’è niente di scontato. L’obiettivo lo abbiamo raggiunto: playoff e Coppa Italia, migliorando dall’ottavo al settimo posto. A fine girone d’andata ci siamo piazzati tra le prime otto nonostante un calendario impegnativo, con cinque partite in casa e otto fuori, con sequenze complicate. Non è banale. Grazie a quello scatto, abbiamo raggiunto con più serenità anche il piazzamento ai playoff. Abbiamo ottenuto quello che volevamo. Abbiamo inserito giocatrici importanti e sorprese, scommesse che si sono rivelate vinte per tanti motivi. Penso a Denise Meli, penso a Mosser, a Kipp che veniva da una stagione difficile dal punto di vista fisico, a Eze che a Talmassons era retrocessa e qui ha fatto il suo campionato di livello. L’amaro in bocca resta per certi tiebreak persi, ma le sensazioni passano, restano solo i risultati”.

È stato difficile affrontare un calendario così compresso temporalmente che ha portato a giocare a ritmi estenuanti?

“È oggettivamente così, ma questo è lo stato attuale delle cose. Il nostro calendario si adegua alla federazione internazionale. Fatichiamo a darci delle spiegazioni, soprattutto perché noi come club paghiamo le atlete. E questo sarebbe il primo fondamento. È complicato e vale per la nazionale italiana come per il resto del mondo, sono situazioni che viviamo sulla nostra pelle. Mi viene in mente Kipp, che si è aggregata al gruppo in extremis dopo aver saltato settimane di preparazione per gli impegni con la nazionale. In molti si lamentano, forse sarebbe il momento di tutelare più le squadre e fare uno scatto di mentalità, per arrivare a delle soluzioni. Perché questa situazione è complicata, lo è stato quest’anno e lo sarà anche il prossimo”.

Volley Bergamo-Scandicci 0-3: il fotoracconto del match

Qual è stato il momento più complicato? E quando avete capito che le cose stavano andando come da programmi?

“Sono molto vicini da un punto di vista temporale, 20 e 23 dicembre 2025: la sconfitta a San Giovanni in Marignano per 3-1 e la vittoria per 3-0 contro Busto Arsizio alla ChorusLife Arena. Dopo il ko a Cervia avevamo già grossi dubbi emersi da altre partite, non vedevamo un materiale tecnico valorizzato, così abbiamo preso una decisione difficile anche umanamente, quella si separarci da coach Carlo Parisi. Poi abbiamo visto, solo tre giorni dopo, una reazione che non era scontata ed era importante. Abbiamo visto una svolta immediata e tre giorni dopo a Novara siamo andati a giocarcela pur perdendo 3-2, ma contro una top del nostro campionato. Sì, è stato il momento clou della stagione”.

Qual è l’insegnamento che traete da quest’anno guardando verso il futuro?

“Che non si deve mai dare nulla per scontato. Ogni anno cambia qualcosa, non funziona come un programma di intelligenza artificiale in cui si schiaccia il pulsante e tutto gira sempre uguale, ci sono questioni umane, questioni di cambiamenti. Dobbiamo guardare al futuro con fiducia”.

Questo futuro sarà ancora con Marcello Cervellin in panchina?

“Sì, è confermato. Ha un contratto in essere e mi piace dire che per noi è stata un’altra scommessa vinta. Non parliamo di un esordiente, ma di un allenatore con una carriera e tanto lavoro importante alle spalle. Non si è trovato per caso. Ci sentiamo tranquilli”.

cervellin Volley Bergamo-Scandicci 0-3: il fotoracconto del match

A livello di roster quanti cambiamenti ci saranno?

“Il direttore sportivo Matteo Bertini è già attivo da tempo, già da dicembre-gennaio abbiamo messo le basi per il futuro. Il budget sarà in crescita. Diverse giocatrici sono in uscita, perché ci sono state richieste da squadre da squadre che sono sopra di noi in classifica, nei top team, anche a livello economico, o con le quali erano stati stipulati contratti di ‘prestiti’. Abbiamo un ciclo biennale arrivato alla fine in maniera direi naturale, giocatrici valorizzate che hanno avuto richieste importanti, altre andranno via per scelta nostra. C’è una base, ma rispetto alla stagione scorsa ci saranno più cambiamenti. Nel concreto, verrà modificato più della metà del roster”.

Il Volley Bergamo 1991 è una delle poche realtà nel mondo della pallavolo odierna che non ha un grande sponsor dietro o un’azienda che investe. Quanto è complicato mantenere questo modello nel mondo dello sport italiano?

“I modelli delle squadre che sono sopra di noi sono differenti: strutture imprenditoriali che permettono investimenti di un determinato tipo, legati soprattutto a imprenditori individuali. Noi invece abbiamo dovuto diventare appetibili in una situazione totalmente diversa, lavorando e attirando risorse economiche costruendo qualcosa di diverso, sviluppando un network insieme ai nostri partner, che vengono conquistati dal nostro progetto non solo per i risultati. Non è scontato far capire che chi investe in noi riceve fattivamente qualcosa. Per questo territorio non basta vincere per fare tutti contenti. Non è semplice, soprattutto perché fino a poco tempo fa abbiamo pensato quasi solo a sopravvivere. E affrontare le ultime tre stagioni senza una casa ha complicato ancora di più le cose. Ma in tutto questo voglio sottolineare un aspetto del nostro lavoro”.

Quale?

“Abbiamo da sempre avuto una società corretta, seria e regolare, ora anche appetibile perché ora l’organizzazione gira. E quindi da fuori anche gli altri club che ora hanno più capacità economica ci vedono come rampa di lancio. Siamo ‘accesi’, dobbiamo essere bravi negli anni a coltivare questo aspetto. Sin da subito abbiamo puntato su questa organizzazione, siamo stati precursori in tanti aspetti e ci siamo sempre stati aggiornati. Per cui siamo appetibili e portare da noi i talenti diventa un investimento per tutti. Il prossimo salto è arrivare prima degli altri su certi talenti”.

Volley Bergamo-Scandicci 0-3: il fotoracconto del match

Spostandoci invece sul discorso ‘casa’, il ritorno a Bergamo può dirsi programmato per la stagione 2027/28? Il prossimo sarà il quarto e ultimo dividendosi tra la città e la Bassa?

“L’indicazione che abbiamo avuto è che i lavori termineranno a dicembre 2026, per cui l’obiettivo sarà entrare per la stagione 2027/28. Dovremo vedere lo stato dei lavori, ma so che c’è già un parquet acquistato e pronto. Io voglio avere una casa definitiva. E continuo a ringraziare Treviglio per averci ospitato: sono stati dei signori, hanno rispettato le nostre decisioni di giocare a Bergamo all’Arena altre partite importanti e non c’è mai stata una lamentela. Nella Bassa abbiamo sempre vissuto situazioni di pubblico di successo, soddisfacenti. Certo, resta che per noi giocare a Treviglio in questo momento è come andare in trasferta: allenamento, albergo, partita. Vogliamo tornare a giocare dove ci alleniamo. Non è una scusa, ma una realtà. Giocare alla ChorusLife Arena è impegnativo dal punto di vista logistico, parecchio. Ho vissuto lì dentro brividi che avevo provato solo in finale di Coppa dei Campioni o nelle finali Scudetto del 2011 al Forum. Ma, come detto, noi dobbiamo tornare ad avere una nostra casa. E presto l’avremo. Con l’auspicio un giorno nella nostra nuova casa di poter esporre tutti i trofei che la società ha conquistato nel corso degli anni. In questo momento li ha tutti Foppapedretti: spero che un domani questo possa cambiare, perché è la storia. Non si vive nel passato, ma bisogna ricordare da dove veniamo e cosa siamo stati”.

Avete in programma un aumento del numero di partite alla ChorusLife Arena, rispetto alle 5 della stagione appena conclusa?

“Dipenderà dal palinsesto dell’Arena, noi avremo il calendario solo a fine luglio e il loro cartellone è molto fitto. Le nostre partite a Bergamo sono state sempre delle feste, eventi di successo a cui la gente partecipa volentieri e in cui emergono i valori dello sport. Le cose in cui ci riconosciamo, come l’amore dei tifosi per questo sport, la disponibilità delle giocatrici a fermarsi per foto e autografi. Non so in quanti altri sport si vedano queste cose”.

In conclusione: il Volley Bergamo 1991 approccia il 2026/27 con l’obiettivo di…

“Di migliorarci ancora. Potrà sembrare banale, ma non lo è. Guadagnare posizioni, arrivare magari sesti anziché settimi. Arrivare più vicini a giocarci la partecipazione alle coppe europee. Ma soprattutto, continuare questa crescita che non è solo sportiva, ma anche di società, insieme ai nostri partner, rendendoli contenti del percorso che stiamo facendo”.