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Val Seriana Ludens: il gioco come strumento educativo e occasione di relazione

Il progetto prevede per la primavera-estate 2026 un calendario articolato di laboratori ed eventi pubblici sul territorio per promuovere la lettura e rafforzare il ruolo delle biblioteche come spazi di incontro

Il gioco come leva educativa e porta d’accesso alla lettura, la biblioteca come punto di incontro e luogo di comunità. È su questi presupposti che si costruisce ‘Val Seriana Ludens. Leggere è un gioco’, progetto promosso da Cooperativa San Martino Progetto Autonomia insieme al Sistema Bibliotecario Valle Seriana e sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca. Un’iniziativa che attraversa età, contesti e bisogni diversi, mettendo al centro una convinzione semplice ma tutt’altro che scontata: giocare è un’esperienza formativa profonda, capace di attivare competenze cognitive, relazionali e culturali.

Il progetto prende forma in otto biblioteche seriane – che rafforzano così un profilo di veri e propri hub di comunità – e si articola lungo tutto l’anno scolastico: nell’autunno e inverno 2025 la formazione di bibliotecari, insegnanti e genitori, e nella primavera-estate 2026 un calendario articolato di laboratori, eventi pubblici sul territorio, anche all’aperto in parchi e spazi urbani. Occasioni, queste in grado anche di promuovere la lettura attraverso modalità innovative e accessibili e rafforzare il ruolo delle biblioteche come spazi di incontro, inclusione e partecipazione.

“Da anni siamo impegnati nella promozione del gioco – da tavolo, di ruolo, e anche del videogioco – come strumento educativo – spiega Simone Pezzotta, presidente della cooperativa San Martino – Lo abbiamo portato in contesti molto diversi: dai servizi per la disabilità agli ospedali, dal supporto agli stranieri al carcere, dalle aziende fino alle comunità di recupero. Siamo poi tra gli organizzatori di Bergamo Ludens, la due giorni (l’edizione 2026 a fine marzo, ndr) in cui centinaia di partecipanti di tutte le età si giocano insieme, con ospiti legati al mondo del gioco da tutta Italia. Recentemente – continua Pezzotta – abbiamo incontrato il Sistema Bibliotecario Val Seriana, che ha scommesso su di noi e sul nostro progetto. La biblioteca non è più solo il luogo del prestito librario, è uno spazio vivo in cui le persone si incontrano”. In questo contesto il gioco diventa anche una porta d’accesso e un incentivo alla lettura: dai librogame – in cui il lettore costruisce il proprio percorso narrativo – al suggerimento di libri correlati ai giochi che si stanno praticando fino alla lettura dei regolamenti di gioco, non sempre di immediata comprensione, leggere diventa un atto concreto, funzionale, coinvolgente. “Leggere con attenzione un regolamento significa esercitare la comprensione del testo, una competenza oggi tutt’altro che scontata a tutte le età”, evidenzia Pezzotta.

val seriana ludens marketing

Dopo aver promosso formazione sul valore educativo del gioco e i suoi aspetti pratici, il progetto si articola in 24 laboratori in ognuna delle otto biblioteche coinvolte, suddivisi in tre tipologie: sessioni di giochi da tavolo differenziate per fasce d’età, attività di giochi di ruolo e il percorso legato a ‘Pota che Quiss’, un quiz ideato insieme a cittadini over 65 del territorio per valorizzare la cultura bergamasca. Quanto all’ampio pubblico coinvolto, l’ attenzione è rivolta ad anziani attivi, adulti soli o caregiver, nuovi residenti che così apprendono l’italiano, giovani adulti e famiglie. Per ciascun gruppo sono previste strategie specifiche: dai laboratori intergenerazionali ai momenti in cui si unisce gioco e lettura, fino ad appuntamenti serali e nel weekend per intercettare chi lavora. In questo modo, il progetto costruisce una rete diffusa di relazioni, favorendo l’inclusione e contrastando l’isolamento. Determinante è anche il lavoro di connessionedelle biblioteche con le realtà del territorio circostanti: scuole, oratori, centri anziani, associazioni sono tutti coinvolti nel progetto: una figura dedicata all’animazione di comunità ha il compito di attivare queste sinergie, rendendo la biblioteca il loro punto di incontro.

“Da una decina di anni osserviamo un incremento dell’attenzione sul mondo del gioco e un mercato ludico in grande espansione, che riprende il periodo d’oro degli anni ‘80, ma il nostro obiettivo non è rivolgerci solo ad una nicchia di appassionati – sottolinea Pezzotta – Attraverso il gioco vogliamo stimolare e rafforzare una dimensione educativa, relazionale ed inclusiva. Il gioco ti allontana dallo smartphone e dalla solitudine, ti permette di stare con gli altri, ti insegna a perdere, a gestire il conflitto, a cambiare strategia. Sono tutte competenze di grande valore”. I risultati sono già evidenti: “Durante Bergamo Ludens non ho visto girare uno smartphone – racconta Pezzotta – È un segnale forte: attorno al gioco le persone si mettono in relazione”. Val Seriana Ludens restituisce al gioco la sua dimensione originaria: non semplice passatempo, ma strumento di crescita e di costruzione della comunità. E alla lettura una nuova vitalità, capace di parlare linguaggi diversi e di coinvolgere pubblici sempre più ampi.

“Progetti come Val Seriana Ludens hanno la capacità di mettere in rete realtà diverse, e di valorizzare il ruolo delle biblioteche, rese luoghi ancora più vivi, inclusivi, capaci di generare relazioni – commenta Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – Soprattutto, creano occasioni per le persone di incontrarsi, di confrontarsi attraverso il gioco, di stringere relazioni e rendere più solida la comunità in cui vivono. Promuovendo così benessere, partecipazione, socialità e crescita culturale”.