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Torna il festival Orlando tra arti performative e cinema
Precarious Moves. Foto di Loizenbauer

Il festival queer internazionale di cinema, danza, teatro e incontri torna con la 13ª edizione, in programma dal 5 al 10 maggio

Bergamo. Un percorso capace di suscitare riflessioni su temi ancora considerati  tabù. Il festival è promosso dall’associazione culturale Immaginare Orlando e Laboratorio 80, esplora quest’anno il tema delle geografie sessuoaffettive.

La scelta si configura come una risposta a un contesto politico e sociale che tende sempre più a opporsi al dialogo su consenso, affettività e sessualità. Una presa di posizione necessaria, che vuole esplorare il campo di possibilità nell’ambito delle relazioni fra individui, in un mondo come quello attuale dove diritti, sensibilità e soggettività sono sempre più a rischio.

In quest’ottica, Orlando propone sei giorni di iniziative culturali articolate su 10 sedi cittadine, con oltre 20 appuntamenti e circa 30 artiste e artisti partecipanti, tra performance, danza, proiezioni cinematografiche, incontri pubblici, laboratori e momenti di confronto e di formazione, rivolti a cittadine e cittadini invitati a instaurare un dialogo vivo e partecipato sulle tematiche dell’universo queer, con un approccio aperto e rispettoso delle differenze. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale.

“Quest’anno più di altri è necessario essere presenti attraverso un dispositivo culturale come quello del Festival per prendere posizione in modo sempre più chiaro rispetto ai fenomeni di erosione dei diritti – dichiara Elisabetta Consonni, direttrice artistica del Festival-. Con la programmazione di quest’anno, intendiamo assumerci la responsabilità verso le domande e i bisogni delle nuove generazioni in tema di affettività e sessualità

“In un contesto sociale e storico sempre più complesso, dove la violenza sembra essere lo strumento per risolvere conflittualità, disaccordi, frustrazioni emotive, la necessità del confronto e la capacità di guardare il mondo e l’altro con posture accoglienti diventano fondamentali – afferma Sergio Grandi, assessore alla cultura del Comune di Bergamo-.Orlando lo ha sempre fatto, seguendo una direzione precisa: promuovere la decostruzione degli stereotipi di genere e di diversità in tutti i suoi aspetti, per superare le forme di discriminazione che ne derivano. In questa sua continua ricerca, rientra una declinazione che per l’Amministrazione comunale è sempre molto rilevante: l’accessibilità alla cultura, che quest’anno si conferma nell’ambito economico, nel proporre spettacoli attenti a disabilità di vario tipo”.

“Il festival rappresenta un presidio culturale fondamentale per la nostra città, capace di promuovere riflessione, inclusione e consapevolezza attorno ai temi delle relazioni – dichiara Marzia Marchesi, assessora alle pari opportunità del comune di Bergamo-.Il tema delle geografie sessuoaffettive ci invita a riconoscere e valorizzare la pluralità delle esperienze, contribuendo a costruire una comunità aperta e rispettosa”.

“Festival Orlando rappresenta un esempio significativo di come la cultura possa essere spazio autentico di ascolto, confronto e riconoscimento delle differenze – sottolinea Simona Bonaldi, Vicepresidente della fondazione della Comunità Bergamasca -. Iniziative come questa promuovono valori fondamentali come il rispetto, l’inclusione e la capacità di stare in relazione con l’altro”.

Il programma

“Anche quest’anno il festival si è profondamente interrogato sull’accessibilità, non solo da un punto di vista pratico ma anche nel suo significato più ampio – evidenzia Sara Cortinovis, responsabile dell’accessibilità del festival Orlando-. Abbiamo posto al centro la pluralità delle soggettività, osservando come gli spazi e le modalità operative possano generare facilitatori oppure ostacoli, anche attraverso le schede di accessibilità disponibili sul sito. Per noi l’accessibilità non un servizio aggiuntivo, ma parte integrante del processo. È fondamentale mettere al centro le persone che incontrano barriere, riconoscendo la loro esperienza come elemento chiave del nostro lavoro”.

Tra le artiste e gli artisti di questa edizione: il coreografo e performer viennese Michael Turinsky, artista con disabilità motoria che apre il Festival con la prima nazionale Precarious Moves, un lavoro che rifeltte sulla possibilità di muoversi e sulla spinta all’azione politica; la compagnia spagnola di Pere Jou e Aurora Bauzà con A Beginning, un’opera per cinque performer che esplora il rapporto tra movimento, voce e luce; il coreografo, danzatore e attivista sardo, di base a Bruxelles, Matteo Sedda con Fuck me Blind, un duo ispirato a Blue, il film-testamento di Derek Jarman, che racconta una ricerca segnata dalla sua esperienza con l’Hiv; Gioele Peressini con La forma del maschio, una performance che indaga la repressione delle mascolinità non conformi durante il periodo fascista.

Non mancheranno alcuni momenti di riflessione attraverso delle letture performative attraverso le voci di persone impegnate nella ricerca, nell’arte, nella cultura e nell’attivismo, raccontando l’attacco ai diritti di uguaglianza e alle democrazie.

Anche per questa edizione torna Orlando Shorts, la rassegna di cortometraggi che giunge alla sua settima edizione. La selezione è stata curata da un gruppo di persone under 25, al termine di un percorso di incontri che ha rappresentato uno spazio di confronto collettivo su identità di genere, violenze, esperienze e narrazioni legate alla comunità queer.

La rassegna restituisce così lo sguardo, le priorità e i desideri delle nuove generazioni. I cortometraggi sono proiettati a ciclo continuo, con accesso possibile in qualsiasi momento, in versione originale con sottotitoli in italiano e Sdh, questi ultimi includono la descrizione degli elementi sonori che agevolano la comprensione per le persone sorde. L’ingresso è gratuito.

Il festival si concluderà sabato 9 maggio con una grande festa intitolata Wild Wheels dalle 22,00 alla 2Skate Arena. Per esplorare nuove geografie, lasciarsi sorprendere dal disorientamento e abbracciare nuove deviazioni e squilibri, Orlando ha pensato ad un mezzo di trasporto insolito: i pattini a rotelle.