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Strozza, lamiera anti-intrusione al cimitero dopo la profanazione. I residenti: “Di notte qui non vola una mosca”

L’amministrazione corre ai ripari dopo il caso del pulsante di emergenza premibile dall’esterno mostrato in tv

Strozza. Un piccolo cimitero, a misura del paese che lo circonda. Sorge appena sotto la chiesa di Sant’Andrea, in posizione appartata. Alle spalle, i morbidi profili dei monti della Valle Imagna. Ai lati un campo da calcio, un terreno dove scorrazzano animali, qualche villetta sparsa a non più di un centinaio di metri.

Alla luce del sole tutto appare raccolto, familiare. Un angolo quieto, rassicurante. E proprio per questo, difficile da associare a un gesto così efferato. Al calar del buio, però, l’impressione muta. Risucchiate dall’oscurità, le linee dei rilievi si fanno meno indulgenti. Gli animali si ritirano, il campo da calcio si svuota e diventa una landa buia, desolata. È in questo scenario che, con ogni probabilità, è stato profanato il corpo di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre dal compagno Gianluca Soncin.

Nessun residente, in questi mesi, sembra aver notato nulla. Suonando ai campanelli, c’è chi chiude in fretta la porta e chi, più disponibile, assicura di non aver mai sentito movimenti sospetti o rumori notturni. “Siamo un piccolo paese – sussurra un’anziana in vista al camposanto – se vola una mosca ce ne accorgiamo e qui, di notte, non ne vola una”. Parole che restituiscono lo smarrimento di una comunità che fatica a darsi spiegazioni.

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Giovedì pomeriggio, al cimitero di Strozza, c’è anche la madre di Pamela Genini, Una Smirnova. Lei e il compagno si fermano ai piedi del loculo vuoto della figlia. Depongono fiori, versano acqua, restano in silenzio davanti all’orsetto di peluche, ai lumini, alle candele e alla piccola scarpetta rossa col tacco sotto l’immagine di Pamela.

Entrare qui, di notte, non sembra un’impresa difficile. Basta un poco di forza e agilità. Basta una piccola scala. Basta conoscere il luogo. All’interno del cimitero, infatti, è presente un pulsante di emergenza, pensato per consentire l’uscita a chi dovesse rimanere accidentalmente chiuso oltre l’orario di chiusura. Il comando, tuttavia, risulta raggiungibile anche dall’esterno, infilando una mano attraverso una fessura. Un dettaglio che, mostrato in televisione, non ha fatto troppo piacere al sindaco Riccardo Cornali.

Il primo cittadino lascia l’auto davanti al cimitero. Si muove tra ingresso e cancello insieme a un tecnico; osserva, indica proprio quel punto. I due parlano a bassa voce, rispettano il silenzio imposto dal luogo, soffermandosi sulla fessura e sul meccanismo del pulsante: è evidente che il sopralluogo riguarda le modalità di accesso, la necessità di intervenire.

“Copriremo la fessura con una lamiera di ferro – assicura il sindaco – entro una settimana verrà installata dal fabbro”. Poi aggiunge: “Il nostro è un piccolo cimitero. Lo guardi, si può entrare in tanti modi. Non è solo una questione di sicurezza, ma di civiltà. Chi entra di notte in posti come questo non ha ragioni valide per farlo”.