Da Napoli a Mapello per rubare, preso dopo il colpo da 13mila euro: “Cercavo un lavoro e mi hanno offerto questo, mi vergogno”
Il raggiro ai danni di un’anziana segue il copione ormai noto del “finto carabiniere”: 45enne ai domiciliari
Mapello. Un colpo da oltre 13.000 euro tra gioielli e contanti ai danni di un’anziana di 73 anni. Con l’accusa di furto aggravato in abitazione i carabinieri hanno arrestato un 45enne originario di Napoli, S.D.L., fermato poche ore dopo il raggiro e processato per direttissima.
L’uomo è stato bloccato nel pomeriggio di giovedì 9 aprile alla stazione ferroviaria di Treviglio, mentre tentava di allontanarsi. Al momento del controllo era ancora in possesso dell’intera refurtiva, poi restituita alla vittima.
L’episodio si inserisce in una serie di tentativi di truffa segnalati alla Centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, in particolare nei comuni di Mapello, Ambivere, Ponte San Pietro e Curno. Proprio a seguito di queste segnalazioni era stato attivato un dispositivo straordinario di controllo sul territorio.
Pochi minuti dopo, la 73enne ha denunciato di essere stata derubata in casa. Il raggiro segue il copione ormai noto della cosiddetta “finta rapina in gioielleria”. La vittima viene contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che la informa di un’indagine in corso su un presunto colpo avvenuto la sera precedente, annunciando l’arrivo di un collega incaricato di verificare eventuali oggetti preziosi sospetti.
Poco dopo il malvivente si presenta realmente all’abitazione, qualificandosi come militare in servizio a Treviglio. Induce la donna a consegnargli gioielli e denaro contante per dei presunti controlli. Approfittando di un momento di distrazione si impossessa rapidamente del bottino – circa 10.000 euro in monili d’oro e 3.180 euro in contanti – e si dilegua.
Determinante la rapidità dell’intervento dei carabinieri. Il riferimento alla sede di Treviglio ha indirizzato le ricerche verso la Bassa Bergamasca, fino all’individuazione del sospettato in stazione. L’uomo, corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima, è stato fermato e perquisito con ancora tutta la refurtiva nello zaino.
Davanti al giudice, il 45enne ha ammesso le proprie responsabilità e chiesto scusa: “Mi vergogno – il senso delle sue parole – è stata una stupidaggine”. Ha dichiarato di aver agito per la prima volta, spiegando di trovarsi in difficoltà personali, senza lavoro da due mesi. Secondo la sua versione, sarebbe stato avvicinato alla stazione di Napoli da sconosciuti che gli avrebbero proposto “soldi facili”, fornendogli un telefono e le istruzioni da seguire.
Il piano prevedeva di raggiungere Bergamo in treno e agire sotto la guida telefonica di un complice – il cosiddetto “telefonista”, rimasto in contatto con la vittima durante il raggiro – e poi rientrare a Napoli con il bottino.
L’uomo, in realtà già gravato da precedenti anche specifici, è stato arrestato. Il giudice ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, accogliendo in parte la richiesta della difesa rappresentata dall’avvocato Antonio Di Giorgio, che si opponeva alla custodia cautelare in carcere sollecitata dall’accusa per il rischio di reiterazione del reato.


