Ztl e Viabilità
|Città Alta, i varchi e la lezione di Le Corbusier: “Lasciare l’auto fuori dalle Porte”
Ztl sotto pressione nei festivi, ipotesi di un secondo accesso e rilancio del trasporto pubblico. Settant’anni dopo la visita del padre dell’architettura moderna in piazza Vecchia, la viabilità nel centro storico cerca un equilibrio: i punti di vista degli assessori, il nodo della Linea 3, le idee di Amaddeo
Bergamo. Le Corbusier visitò Città Alta negli anni Cinquanta. Osservando la fila di auto parcheggiate in piazza Vecchia, il padre fondatore dell’architettura moderna rimase negativamente colpito. Matita tra le dita, su un foglio bianco tratteggiò la piazza e scrisse: “Se entro in casa di un amico lascio l’ombrello fuori dalla porta: chi entra in Città Alta deve lasciare l’auto fuori dalle Porte”.
Da quel giorno sono passati più di settant’anni. All’ombra della biblioteca Angelo Mai e del Campanone, così come in piazza Cittadella, in piazza Mascheroni e, presto, nella ‘nuova’ piazzetta Angelini, non si vedono più auto parcheggiate.
Nonostante questo progressivo svuotamento, l’accesso al borgo con mezzi privati rimane un tema che divide le forze politiche cittadine e innesca il dibattito all’interno della maggioranza. Le scene viste a Pasquetta – con code lungo viale Vittorio Emanuele, unico punto di accesso consentito alla Ztl in direzione dei tre parcheggi di Città Alta – si ripetono ciclicamente a ogni domenica di bel tempo e in occasione delle festività. Un traffico intenso che, oltre a creare disagi ai residenti, rappresenta un fattore di pericolo per la moltitudine di persone che a piedi o in bici si muove verso il centro storico.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla possibilità, ventilata non più di un mese fa dall’assessore alle Politiche della Mobilità Marco Berlanda, di aprire un secondo varco da via Maironi da Ponte attraverso Porta San Lorenzo. Una misura che, secondo l’amministrazione, potrebbe alleggerire il traffico su viale Vittorio Emanuele nei giorni di punta.
Dopo l’apertura del Parking Fara, l’idea di aprire un unico varco di accesso era nata per una questione tecnica. Introducendo un sistema ex novo, la prima fase era considerata sperimentale: consentire l’ingresso in più punti avrebbe aumentato le criticità che potevano emergere. “A fronte delle incognite, scegliemmo di limitare problematiche potenzialmente più diffuse”, ricorda l’allora assessore alla Mobilità Stefano Zenoni. Ai tempi si stava anche già pensando all’odierna Ztl di Valverde: “Sarebbe stato ingenuo aprire un varco da Porta San Lorenzo e poi tornare subito indietro”.
Dopo la fase di test, i primi dati raccolti indicarono che il sistema funzionava nei giorni feriali, ma entrava in sofferenza nei giorni in cui si registravano i picchi d’ingresso. Ai flussi straordinari di traffico si sommava – e continua oggi a sommarsi – una piccola falla nel sistema: la finestra, tra le 12 e le 14, quando la Ztl è aperta e le telecamere al varco si spengono.
Anche se i parcheggi sono saturi, in questa fascia gli automobilisti sono autorizzati a entrare da Porta Sant’Agostino. “Non trovando posto nelle strutture, in molti parcheggiano abusivamente nei posti sulle Mura riservati ai residenti”, riporta l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni. Tra Pasqua e Pasquetta, gli agenti della polizia locale hanno elevato 68 sanzioni per sosta vietata.
Il Comune è al lavoro per collegare il sistema informatico alla centrale operativa. “L’obiettivo – spiega Angeloni – è inviare un segnale di avvertimento quando i posti nei parcheggi si stanno esaurendo, così da poter posizionare una pattuglia alla rotonda della galleria Conca d’Oro e far defluire il traffico”. In sostanza, nei festivi il sistema automatico non può che essere affiancato da una gestione più ‘manuale’.
In merito alla fascia di apertura, l’amministrazione starebbe riflettendo su una possibile eliminazione, ma deve trovare il modo di tutelare l’esigenza dei residenti di poter ospitare un conoscente a pranzo consentendo di smarcare automaticamente le targhe. In caso contrario, Città Alta rischia di diventare una prigione. Dorata, forse, ma pur sempre una prigione.
Città Alta si staglia nella nebbiaRoberto Amaddeo, consigliere comunale e presidente della Comunità delle Botteghe di Città Alta, ha assistito in prima persona all’evoluzione della viabilità verso il centro storico. “Da almeno trent’anni è maturata l’idea che vada in qualche modo protetto – ricorda -. Prima dell’apertura del Parking Fara si creava un traffico passivo attirato dagli stalli lungo le Mura: oggi il numero di posti auto è aumentato e ha raggiunto una capienza che si riempie solo nei festivi”.
Secondo Amaddeo sarà importante riuscire a essere più efficaci nella comunicazione sulle Ztl. “Non si può pensare di delegare alle voci dei commercianti la spiegazione del loro funzionamento – osserva -. Città Alta è sempre stata vista dai bergamaschi come un pezzo della loro vita, non come un luogo di consumo. Per molti il parcheggio alla Fara rappresenta una rottura emotiva con il passato: viene visto come una scelta in favore del turismo, ma non è così”.
L'ingresso del Parking FaraL’unica strada efficace per diminuire le auto private che accedono al borgo è il potenziamento del trasporto pubblico. Nel Pums, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato nel 2022 dal Consiglio comunale, si parlava di affiancare l’apertura del parcheggio alla Fara a una riorganizzazione della Linea 3 di Atb. Gli autobus che oggi coprono la tratta collegano Monterosso, lo stadio e Valtesse con piazza Mercato delle Scarpe, entrando in Città Alta proprio da Porta San Lorenzo.
“Nel disegno originario la linea taglierebbe Città Alta da nord a sud, dallo stadio all’ospedale”, spiega l’ex assessore Zenoni. Dopo l’ingresso nel borgo, i bus fermerebbero alla base del parking: da lì in discesa verso Porta Sant’Agostino, fermata alla stazione bassa della funicolare e poi, attraverso la galleria Conca d’Oro, in direzione Santa Lucia e Longuelo.
I costi dell’operazione non sono mai stati quantificati con esattezza. “Non è semplice, ma è un investimento necessario”, riflette Amaddeo. L’idea sarebbe di permettere ai titolari di un biglietto dell’autobus di poter utilizzare gli ascensori del Parking Fara per risalire verso la Corsarola, passaggio oggi formalmente consentito solo agli utenti del parcheggio. “Bisogna ragionare a sistema sull’accoglienza per raggiungere una forma di turismo consapevole – sentenzia il consigliere comunale -. Un’offerta integrata con un unico biglietto per trasporto pubblico, parcheggio e musei porterebbe i turisti a vivere il borgo più a lungo semplicemente perché gli converrebbe farlo”.
Roberto AmaddeoBergamo rientra nel gruppo di città italiane che rispondono ai criteri scelti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per accedere a un finanziamento nel decreto da oltre 500 milioni di euro destinato a progetti di potenziamento della mobilità sostenibile. Per avere una chance e ottenere un contributo, il Comune presenterà un piano di utilizzo. Condizione necessaria per l’assegnazione è la progettazione di una misura strutturale da mantenere nel tempo.
I fondi dovrebbero essere aggiudicati entro la fine del 2026, l’eventuale finanziamento sarebbe erogato nel prossimo biennio. Chissà se non potrebbe essere questa la chiave per aumentare drasticamente l’offerta di trasporto pubblico in città e sviluppae un nuovo sistema di collegamento tra centro, parcheggi esterni e Città Alta.
In attesa dei possibili fondi ministeriali, l’assessora a Verde e Ambiente Oriana Ruzzini propone una lettura forse più scomoda, ma proprio per questo più lucida. “Per la mobilità in Città Alta non punterei il dito solo sul turismo, che atterra a Orio senza auto – sostiene -. Purtroppo, anche noi bergamaschi abbiamo una cultura autocentrica: non vediamo la possibilità di fare una passeggiata a piedi nemmeno nel weekend, cerchiamo la comodità a discapito dell’ambiente e della nostra salute”. Per tornare a Le Corbusier, se le persone continuano a voler arrivare “dentro le porte”, il sistema sarà sempre sotto pressione.
L'assessora Oriana Ruzzini“Favorire il trasporto pubblico rappresenta un incentivo a non usare l’auto privata – conclude Ruzzini -. Occorre studiare nuove formule che mettano le persone nella condizione di muoversi in modo conveniente con il trasporto pubblico e in sicurezza con bici e monopattini, lasciando che l’auto e i parcheggi siano usati da chi risiede o lavora in zona soprattutto in aree delicate come il centro storico”.




