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Caso Equalize, chiuse le indagini su 81 persone: da Pazzali al generale della Finanza, i collegamenti bergamaschi

Notificato l’avviso di conclusione delle indagini: sotto la lente della procura anche le attività di un ex ispettore della Polizia di Frontiera di Orio, di un imprenditore e di un ex ufficiale dei carabinieri

Ci sono anche diversi nomi legati a Bergamo nella maxi inchiesta sulla società milanese Equalize della Procura di Milano, che nelle scorse ore ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini e deposito degli atti a 81 persone, accusate a vario titolo di aver dato mandato all’agenzia investigativa di reperire informazioni e segreti tramite l’accesso abusivo a sistemi informatici e banche dati istituzionali di forze dell’ordine, istituti di credito, fisco e Inps.

Chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare di Equalize, già presidente del Comitato Bergamo-Brescia capitale della cultura 2023, a cui vengono contestate l’associazione per delinquere e altri reati legati ai dossieraggi illegali: tra le vittime figurano nomi noti, come quelli di Marcell Jacobs, Christian Vieri, Ricky Tognazzi, Alex Britti, Paolo Scaroni, Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli e Stefano Donnarumma. 

Tra gli operativi, un ruolo di rilievo lo avrebbe avuto anche un 60enne di Curno, ex ispettore in forza all’ufficio della Polizia di Frontiera di Orio al Serio, che avrebbe più volte consultato la banca dati Sdi, quella sui precedenti penali, e sarebbe stato “un fornitore continuativo di informazioni e dati da lui esfiltrati normalmente dalle banche dati strategiche Sdi, Aci ed Etna, ma anche dai terminali del voli aerei”.

Elemento di collegamento tra l’ex ispettore ed Equalize sarebbe stato un imprenditore bergamasco di 59 anni operante nel settore delle scommesse e del gioco d’azzardo che, secondo chi indaga, sarebbe stato a libro paga della società investigativa di Pazzali.

L’accesso abusivo ai sistemi informativi viene contestato anche a un ex ufficiale dei carabinieri di Grassobbio, 50 anni, oggi responsabile della protezione dei marchi e delle reti commerciali di EssilorLuxottica, che insieme a un collega avrebbe chiesto a Equalize di reperire informazioni su due dipendenti del gruppo.

Ma tra le 140 pagine del documento di chiusura delle indagini è spuntato anche il nome del generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù, già comandante regionale in Sicilia e con alle spalle importanti incarichi in reparti tra Roma e la Calabria, attualmente comandante dell’Accademia della GdF di Bergamo: secondo i pm, che gli contestano la rivelazione di segreto d’ufficio, nel 2020 avrebbe chiesto a un suo sottoposto di effettuare ricerche su persone o società su indicazione di Pazzali, accedendo alla banca dati Serpico in uso alla Guardia di Finanza.