A Bergamo il primo Polo Universitario Nazionale per la Formazione Aeronautica: è unico in Europa
Firmato il protocollo d’intesa tra l’università telematica Uninettuno e la AEA – Aircraft Engineering Academy di Azzano San Paolo: nasce un corso di laurea triennale in Ingegneria Gestionale – Industriale a indirizzo Manutenzione Aeronautica e Tecnologie Avanzate capace di integrare il percorso formativo in ambito accademico con quello tecnico certificato secondo la normativa europea EASA Part-147
Il primo polo universitario nazionale dedicato alla formazione nel settore aeronautico e della mobilità avanzata vede la luce a Bergamo, grazie all’impegno della AEA – Aircraft Engineering Academy di Azzano San Paolo e dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno che lanciano un nuovo corso di laurea triennale in Ingegneria Gestionale – Industriale a indirizzo Manutenzione Aeronautica e Tecnologie Avanzate capace di integrare il percorso formativo in ambito accademico con quello tecnico certificato secondo la normativa europea EASA Part-147.
L’obiettivo è offrire agli studenti una preparazione ingegneristica solida e orientata alle esigenze operative del settore, consentendo al tempo stesso di laurearsi e di proseguire nel percorso che porta al conseguimento della licenza professionale europea di manutentore aeronautico. Agli iscritti alla Aircraft Engineering Academy (circa 250 ogni anno) o a chi fosse già in possesso della licenza, le attività formative già svolte saranno pienamente riconosciute (basterà superare cinque esami su insegnamenti di base per ottenere la laurea triennale), così come, viceversa, i frequentanti del corso di laurea di Uninettuno avranno la possibilità di avvicinarsi concretamente al mondo professionale della manutenzione di aeromobili.
Il nuovo Polo universitario, che avrà come sedi principali Bergamo e Messina e unirà la didattica a distanza con momenti di approfondimento accademico e attività collegate alla professione, conferma la vocazione innovativa di un territorio che attorno al proprio aeroporto, il terzo in ordine di importanza in Italia, sta costruendo un qualificato ecosistema capace di coprire a 360 gradi il fabbisogno di un settore strategico come quello dell’aviazione, e che rafforza il collegamento tra mondo universitario, industria e mercato del lavoro.
La bontà dell’iniziativa, unica a livello europeo, è confermata dai numeri del comparto che, secondo il rapporto “Boeing Pilot and Technician Outlook 2025-2044”, entro il 2044 avrà bisogno di circa 710.000 manutentori aeronautici nel mondo, di cui circa 165.000 nell’area Eurasia. Dati che rapportati al contesto italiano si traducono in un fabbisogno che oscilla tra le 24 e le 25mila unità, confermando l’assoluto valore in termini occupazionali di una professione fondamentale al sostegno dell’attuale trend di crescita del traffico aereo e delle dinamiche ad esso collegate.
“Aggiungiamo un ulteriore tassello a un percorso iniziato diversi anni fa – ha sottolineato Alessandro Cianciaruso, presidente di AEA – La laurea triennale in Ingegneria Gestionale è per i nostri ragazzi iscritti all’Accademia una grande opportunità di crescita professionale all’interno di un percorso che hanno già intrapreso, garantendosi una qualifica superiore e un titolo da ingegnere che apre a nuovi sbocchi e posizioni professionali. Questo accordo rappresenta un passaggio strategico per il settore della manutenzione aeronautica. Mettiamo a sistema il know-how tecnico di AEA, maturato secondo gli standard EASA Part-147 e sotto la supervisione ENAC, con l’eccellenza accademica di Uninettuno, offrendo agli studenti un percorso integrato e aderente alle esigenze del mercato”.
Un percorso aperto a tutti, con insegnamento in italiano e in inglese, che va ben oltre la semplice firma di un protocollo: “È la conferma di una visione – ha spiegato Dario Allegrucci, direttore dello sviluppo industriale di AEA – La nascita di questo Polo mette al centro i giovani e il loro futuro. Investire nella loro formazione significa investire nel futuro del Paese e nelle opportunità che il settore aeronautico può offrire in una prospettiva internazionale. I nostri ragazzi svolgono già 1.450 ore di didattica frontale nel biennio formativo e l’integrazione con l’università è stata spontanea e naturale. Iniziamo con una laurea triennale, ma stiamo già lavorando a una specialistica, un master e ad altri percorsi accademici”.
Le potenzialità del corso sono state riconosciute anche da Uninettuno, per bocca dei professori Nicola Paravati ed Elpidio Romano: “L’indirizzo non nasce per caso, ma con l’obiettivo chiaro da subito di formare figure capaci di coniugare competenze specialistiche del settore aeronautico e della manutenzione con un percorso tecnico. Abbiamo circa 21mila studenti, il 25-30% dei quali provenienti da 170 Paesi nel mondo. Da Bergamo può nascere davvero un polo internazionale capace di attrarre studenti internazionali e diventare un modello di eccellenza, magari anche da esportare”.
L’accordo tra Uninettuno e AEA è “motivo d’orgoglio” per il sindaco di Azzano San Paolo Sergio Suardi, mentre l’assessora alle Politiche della casa, partecipazione e reti di quartiere, affari legali del Comune di Bergamo Claudia Lenzini, ha espresso l’auspicio che “da punto di arrivo sia anche di partenza per nuove sfide, all’interno di una progettualità importante”. L’europarlamentare Lara Magoni ha confermato l’importanza e la solidità della proposta della Aircraft Engineering Academy, “già tra le fila dei centri di eccellenza europei grazie ai suoi percorsi di formazione”, così come per Regione Lomabardia e l’assessora alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi “è l’esempio di come si possa arrivare a mettere insieme infrastrutture, formazione e competitività che solo insieme possono far crescere i territori”.
Un po’ di amarcord, invece, nelle parole dell’ex sindaco di Bergamo e oggi europarlamentare Giorgio Gori, che ha ricordato quando AEA ha mosso i primi passi nella nuova sede nel settembre 2023: “Questa iniziativa prende forma a Bergamo perché qui di fianco c’è un aeroporto straordinario, principale base del Sud Europa per Ryanair che qui ha portato cinque hangar per la manutenzione, sviluppando così una domanda di competenze alla quale si trova risposta con l’Accademia in prima battuta e ora con il percorso universitario che eleva i profili professionali”.
Il ruolo dell’aeroporto all’interno del polo universitario nazionale per la formazione aeronautica è ovviamente di primissimo piano e il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, ha colto la palla al balzo tornando a rilanciare un’idea che aveva già proposto nel settembre 2024 in occasione del rifacimento della pista dell’aeroclub di Bergamo, quella di un polo formativo aeronautico di alto livello che riunisca sotto lo stesso tetto tutte le realtà territoriali non accademiche che si occupano di formazione a tutto tondo nel settore: “Solo noi di Sacbo ogni anno forniamo circa 33mila ore di formazione ai nostri operatori – ha evidenziato – Poi c’è l’Aircraft Engineering Academy, abbiamo la scuola superiore per le professioni aeronautiche ‘Lindbergh’ e l’Istituto Tecnico ‘Antonio Locatelli’ e lo stesso Aeroclub fa attività di formazione per piloti. La soluzione potrebbe essere una fondazione di partecipazione e sarebbe, anche in quel caso, la prima esperienza in Italia. Ci sono difficoltà di natura operativa che contiamo però di poter risolvere: pensiamo a quali e quante opportunità si possono aprire per finanziamenti, progetti e offerta per il mondo del lavoro”.


