“Espressione blasfema e linguaggio denigratorio”: l’allenatore dell’Atalanta Primavera squalificato per la finale di Coppa Italia
Giovanni Bosi non sarà in panchina contro la Juventus per l’espulsione rimediata. E non potrà nemmeno festeggiare in caso di vittoria, essendo la sanzione valida per due giornate
Mercoledì 29 aprile all’Arena Civica Brera di Milano l’Atalanta Primavera disputerà la finale della Coppa Italia di categoria contro i pari età della Juventus, ma senza poter avere in panchina il proprio allenatore Giovanni Bosi, che dovrà scontare una squalifica di due giornate.
Il tecnico nerazzurro, ormai giunto alla terza stagione con l’Under 19 (e nei ranghi del vivaio dal 2017), è stato infatti espulso a metà della ripresa della semifinale vinta 2-0 contro il Sassuolo, apparentemente per delle proteste, per quanto è stato possibile capire in presa diretta.
A fare chiarezza è stato il comunicato del Giudice Sportivo diffuso nella giornata di giovedì, nel quale viene riportato quanto accaduto e quanto riportato nel referto arbitrale.
La squalifica è stata comminata “per avere, al 20° del secondo tempo, contestato una decisione arbitrale”, si legge, “utilizzando espressione blasfema ed un linguaggio denigratorio nei confronti del Direttore di gara”. L’infrazione nel dettaglio è stata rilevata da un assistente.
Doppia beffa il fatto che, in caso di vittoria, Bosi non potrebbe nemmeno scendere in campo a festeggiare con i suoi giocatori, in quanto le giornate di squalifica sono due e il regolamento impone a chi non ha “esaurito” la sanzione di non mettere piede in campo.



