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Nuovo ribaltone a Montello, la sindaca Borali si dimette e attacca: “Minoranze indisponibili a collaborare, lascio un Comune solido”

Dopo aver revocato le prime dimissioni rassegnate il 6 marzo sotto la spinta delle amministrazioni vicine, il tentativo di ricomporre la frattura con le minoranze non è andata a buon fine: “Avrebbero voluto trasformare sindaco e giunta in esecutori delle loro direttive. Da un lato si sono rifiutati di collaborare, dall’altro neppure si sono dimessi”

Montello. Un tira e molla dall’esito peggiore: la sindaca Elvira Borali ha rassegnato le proprie dimissioni definitive, motivate con l’impossibilità di trovare una quadra con le minoranze che potesse garantire la continuità amministrativa, quantomeno per la gestione dell’ordinario e delle questioni più urgenti, come quella relativa alla Conferenza dei Servizi aperta sulla proposta di installazione di un termovalorizzatore avanzata dalla Montello Spa.

Si chiude così una crisi pesantissima, aperta all’inizio dell’anno con l’uscita dal gruppo di maggioranza dei consiglieri Andrea Zanelli, Rebecca Colleoni e Giuseppe Lazzaroni, oggi riuniti sotto il simbolo di “Prima Montello”: il punto di non ritorno, che ha messo all’angolo l’amministrazione, ritrovatasi in inferiorità numerica rispetto alle opposizioni.

Una frattura insanabile apparsa ancora più chiara nel corso del consiglio comunale straordinario convocato per la mattina del 6 marzo, quando il voto in aula non aveva dato seguito alla richiesta di decadenza della consigliera Colleoni, che avrebbe consentito alla lista Elvira Borali sindaco di “recuperare” un elemento in surroga.

Al termine della seduta, quindi, la sindaca aveva rassegnato le proprie dimissioni, salvo poi ripensandoci a qualche giorno dalla scadenza dei canonici 20 giorni dietro la spinta dei sindaci dei Comuni confinanti: in una lettera i primi cittadini di Albano, Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate, Gorlago e San Paolo d’Argon l’avevano invitata a un ripensamento, nell’ottica di un mantenimento di un fronte compatto all’interno della Conferenza dei Servizi sul tema del termovalorizzatore.

L’appello era stato accolto, ma il successivo tentativo di riconciliarsi con le minoranze non è andato a buon fine, portando Borali ad alzare bandiera bianca nella mattinata di mercoledì 8 aprile, non senza lanciare stoccate ai suoi avversari politici.

“Il gruppo composto da Marco e Matteo Quarenghi e Valentina Magri ha espresso la propria indisponibilità a qualsiasi forma di collaborazione diretta, mentre il gruppo Aria Nuova, rappresentato dal Signor Beccalli, non ha partecipato all’incontro programmato, senza neppure darne comunicazione – spiega Borali – Questi due gruppi, che il 6 marzo si erano anche opposti alla ricostituzione di una maggioranza consiliare a sostegno del Sindaco, hanno quindi scelto di erigere un muro di fronte alle ipotesi prospettate di soluzione della crisi amministrativa. Il gruppo Prima Montello, formato da Rebecca Colleoni, Giuseppe Lazzaroni e Andrea Zanelli, non è stato invitato agli incontri, perché nelle elezioni di giugno 2024 era parte della maggioranza, salvo uscirne qualche mese fa. Sarebbe stato quantomeno paradossale, a questo punto, chiedere collaborazione a chi aveva scelto volontariamente di interromperla. I tre gruppi contano complessivamente sette consiglieri: la maggioranza del Consiglio Comunale. Anche in virtù di questo fatto il loro atteggiamento risulta alquanto singolare: da un lato si rifiutano di collaborare, dall’altro neppure si dimettono, mentre le loro dimissioni, che avrebbero comportato lo scioglimento immediato del Consiglio Comunale, avrebbero dovuto essere la naturale conseguenza del disimpegno dichiarato”.

Il “j’accuse” della sindaca va anche oltre, ipotizzando una strategia di fondo delle opposizioni: “In realtà, la loro intenzione pare fosse un’altra – prosegue -: trasformare il Sindaco e la Giunta, preferibilmente rimodellata secondo le loro intenzioni, in esecutori delle loro direttive. In altre parole, loro avrebbero comandato, noi avremmo eseguito, e i risultati positivi sarebbero stati attribuiti a loro, mentre quelli negativi a noi. Solo così si spiegano le insistenti richieste di convocazione dei capigruppo e la presentazione di mozioni, queste ultime tra l’altro in contrasto con il regolamento vigente”.

Scenario di fronte al quale la sindaca ha deciso di mettere la parola fine alla situazione di paralisi amministrativa, rimettendo il proprio mandato in via definitiva e spalancando le porta alla nomina, tra 20 giorni, del commissario prefettizio.

Prima di lasciare, però, Borali ha voluto ricordare l’attività portata avanti in poco più di un anno e mezzo di amministrazione: “Senza alcun contributo dalla Montello Spa – precisa – la nostra amministrazione lascia il Comune con una disponibilità economica di circa 1.150.000 euro: 450.000 euro già impegnati per la ristrutturazione della ex bocciofila e circa 700.000 euro disponibili per interventi immediati, che avremmo destinato all’acquisto del parco giochi adiacente al Comune (in fase di avanzata negoziazione) ed a progetti a favore degli anziani, che saranno il tema amministrativo centrale dei prossimi anni. Con orgoglio lasciamo un Comune solido e con risultati economici importanti, a dimostrazione che chi amministra con competenza può fare la differenza. Un sincero ringraziamento a chi ci ha sostenuto e ha creduto nel nostro lavoro, con convinzione e determinazione”.

Non si sono fatte attendere le repliche dell’opposizione.

“Ormai sembra di essere su Scherzi a parte – commentano Andrea Zanelli, Rebecca Colleoni e Giuseppe Lazzaroni di Prima Montello -. Un singolare epilogo. E ora è già partita, di nuovo, la gara a incolpare tutti. Ma evidentemente al bene dei cittadini sono prevalse ancora le aspirazioni personali di chi o ottiene carta bianca per 5 anni, o niente. Solo una precisazione: il gruppo Prima Montello ha interrotto la collaborazione dopo che al Vicesindaco è stata tolta, inspiegabilmente, la delega all’ambiente e, successivamente, tutte le altre. Non si è interrotta una collaborazione ‘a caso’, ma a seguito di una scelta suicida”.

“Non accettiamo questa ricostruzione, che appare come un tentativo di mistificare la realtà – aggiunge Eugenio Beccalli, di Aria Nuova – Noi di Aria Nuova non abbiamo mai preteso di dettare legge né di trasformare il Sindaco e la Giunta in esecutori di direttive altrui. Il nostro obiettivo è sempre stato uno solo: difendere il territorio e contrastare seriamente il progetto dell’inceneritore. La verità è un’altra: chi oggi parla di ‘paralisi amministrativa’ è lo stesso che non ha voluto intraprendere fino in fondo una vera battaglia contro l’inceneritore, anteponendo arroganza e logiche di potere al bene del paese. Le nostre richieste e le nostre mozioni avevano un unico scopo: agire, non restare immobili. Se questo viene raccontato come un tentativo di imporre qualcosa, allora si sta semplicemente cercando di spostare l’attenzione dalle proprie responsabilità. Noi continueremo a stare dalla parte dei cittadini, senza mistificazioni”.

“Prendiamo atto delle ‘nuove’ dimissioni del Sindaco, aggiungendo una nostra considerazione – concludono da Uniti Per Montello – Infatti, nonostante ricopriamo una posizione di minoranza, ci siamo comportati responsabilmente, sia all’incontro richiesto dal Sindaco, che richiedendo con le altre minoranze la prima conferenza dei capigruppo. Tale richiesta, neppure presa in considerazione dall’amministrazione, era nata dall’obiettivo di trovare una soluzione comune fino al termine della Conferenza dei Servizi legata alla questione termovalorizzatore avanzata dalla Montello Spa. Evidentemente a qualcuno la situazione andava bene così, e prova ora, di nuovo, a scaricare i propri errori sugli altri invece di assumersi le proprie responsabilità”.