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A Bergamo diesel verso i 2,40 euro al litro, rischio record storico. A Pasqua distributori a secco
Il distributore al ponte del Costone in Alta Val Seriana

Grazie al taglio di 25 centesimi sulle accise, il gasolio si mantiene intorno ai 2,15 euro al litro. L’agevolazione scade il 1° maggio: senza, il prezzo potrebbe superare una soglia mai raggiunta. Nel fine settimana pasquale impianti Eni presi d’assalto: in provincia segnalati episodi di razionamento

Senza la proroga al taglio delle accise , il prezzo medio del diesel nei distributori bergamaschi supererebbe i 2,40 euro al litro. Una soglia mai raggiunta dall’introduzione dell’euro nel 2001, un record che rischia di diventare tristemente realtà alla scadenza dello sconto di 25 centesimi al litro sui prezzi alla pompa di gasolio e benzina.

Attualmente, in Bergamasca il diesel si mantiene intorno ai 2,15 euro al litro, con punte di 2,22-23 in alcuni impianti. La benzina, invece, resta di poco sotto 1,80 euro al litro. “Ci attendiamo ulteriori aumenti – avverte Renato Mora, presidente dei benzinai Figisc Confcommercio Bergamo -. Fino al 1° maggio beneficeremo della riduzione delle accise, ma se lo scenario geopolitico non cambia, il rischio è di assistere a nuovi rialzi”.

Dallo scoppio della guerra in Iran il caro carburante ha colpito duramente i portafogli dei bergamaschi. Dopo una prima impennata dei prezzi, il perdurare del conflitto e il blocco dello stretto di Hormuz hanno causato difficoltà nell’approvvigionamento. “In alcuni casi la distribuzione scricchiola – riconosce Mora -. Alcune compagnie petrolifere riescono a compensare con una migliore organizzazione, altre invece sono intervenute pesantemente sui prezzi nel tentativo di contenerli”.

Non a caso, nel fine settimana di Pasqua diversi impianti in Bergamasca sono rimasti a secco. “I distributori rimasti senza carburante erano quelli con i prezzi più bassi – spiega Mora -. Una logica conseguenza delle politiche commerciali di alcune società: i distributori Eni, per esempio, sono stati presi d’assalto. È difficile fare previsioni, ma temo si tratti di scelte temporanee”.

Mentre la situazione in Medio Oriente rimane drammaticamente instabile , nel territorio orobico sono stati segnalati anche episodi di razionamento. “Al momento non risultano decisioni provinciali uniformi in tal senso – precisa Mora -. La preoccupazione è alta, ma nei giorni festivi le vendite superano spesso la media: in alcuni casi il singolo operatore decide di limitare la quantità di rifornimento possibile”.

crisi carburante benzina - getty imagesGetty Images

Nella notte italiana il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver accettato un cessate il fuoco di due settimane in Iran. Lo stato islamico si è impegnato a riaprire lo stretto di Hormuz: immediata la reazione dei mercati internazionali, con un crollo nei prezzi di petrolio e gas. Difficile prevedere cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane.

Resta aperta una questione che si trascina da anni, quella legata ai pagamenti elettronici. “Il guadagno medio del benzinaio è di circa 4 centesimi al litro – conclude Mora –. Un margine fisso, che non varia nemmeno con forti oscillazioni dei prezzi. Le commissioni bancarie, però, sono calcolate in percentuale e incidono in modo significativo sui ricavi. Gestire il caro prezzi diventa quindi sempre più difficile: la rete distributiva continua a funzionare, ma a scapito dei guadagni”.