Una stagione (o quasi) in undici giorni: Juve, Roma e Lazio valgono l’Europa
Le due vittorie a zero contro Verona e Lecce hanno rimesso in carreggiata i nerazzurri in classifica, ora i due scontri diretti e la semifinale di ritorno determineranno che finale sarà
Sei punti con due vittorie a zero contro Verona e Lecce: l’Atalanta ha scelto il modo migliore per finire marzo e iniziare aprile, trovando dei successi che mancavano da oltre un mese in campionato, necessari per dare una sistemata ad una classifica che vedeva la zona Champions ed Europa allontanarsi pericolosamente, ragion per cui non erano ammessi passi falsi contro due squadre in zona retrocessione. Anche se, comunque, non sarebbero stati del tutto una novità.
E invece ecco che la Dea ha fatto emergere la sua superiorità, soprattutto al via del Mare, giocando con fiducia e slancio contro una squadra inferiore e non di poco nei singoli, nel collettivo, nel gioco. Sulla carta e in campo. Apparecchiando di fatto la tavola per quello che si preannuncia essere ora un periodo interlocutorio, quasi da dentro-o-fuori per il valore delle partite in palio: Juventus, Roma, Lazio.
Due scontri diretti in fila, in casa e in trasferta, entrambi programmati di sabato in serale, contro quelle che in questo momento sono le due squadre più vicine in classifica: i giallorossi a 54, un punto sopra i 53 dell’Atalanta, e la Juventus a 57, quinta, prima inseguitrice del Como che per ora siede a 58 punti e occupa il quarto posto, ultimo disponibile della zona Champions League — ma che la prossima settimana sarà impegnato contro l’Inter capolista. Insomma, lunedì prossimo la zona europea potrebbe essere nuovamente scossa e ben diversa da dove appare ora.
Scenari mutevoli in cui l’Atalanta vuole essere protagonista, ma con l’inevitabile necessità di mettere punti in classifica sottraendone alle avversarie, e presentarsi al rush finale delle ultime cinque partite di campionato con la possibilità di agguantare anche un piazzamento in top 4 e non solo una posizione europea in generale — ovvero chiudere almeno al 6° posto, superando una delle due prossime dirette concorrenti.
In realtà potrebbe anche bastare il 7° posto, ma se questo sarà attivato lo si scoprirà soltanto dopo la finale di Coppa Italia, visto che in teoria la vincente della coppa nazionale ha di diritto un posto in Europa League. A meno che sia già classificata tra le prime 6: in quel caso, come detto, anche la settima posizione diventerebbe valida per l’Europa, per la precisione per la Conference League.
Foto GettyConsiderando che Inter e Como sono già tra le prime 6, va da sé che l’unico pericolo per i nerazzurri sia proprio la Lazio, ovvero la sfidante della squadra di Palladino, che sarà a Bergamo il 22 aprile dopo il 2-2 dell’andata all’Olimpico. Andando in finale, salvo clamorose sorprese l’Atalanta sarebbe certa di un posto in Europa. Per capire poi quale questo sarà, bisognerà dare un occhio alla classifica. Ed è per questo che mollare la presa non è un’opzione contemplata. Perché da queste tre partite consecutive nell’arco di undici giorni si determinerà da quale finale di stagione la Dea sarà attesa.



