Il 26 aprile in Città Alta
|Soap Box Rally, le macchinine di sapone e una tradizione ormai di casa a Bergamo: le Mura si colorano di adrenalina e creatività
Impossibile non notare la meticolosità e la cura con cui vengono costruite e trattate le soap box, che da oltre settant’anni animano Città Alta, coinvolgendo un pubblico superiore alle 20.000 persone. Bergamonews è andato alla scoperta di questo mondo, pieno di storia ed entusiasmo
Osservando attentamente una soap box, impossibile non notare la meticolosità e la cura con cui vengono costruite e trattate le ormai celeberrime “macchinine di sapone”, che da oltre settant’anni animano le mura di Città Alta, divenendo di fatto un’abitudine per cittadini e turisti. La “Soap Box Rally” 2026 si svolgerà il 26 aprile. E l’importanza della giornata è legata anche a un numero: si tratta infatti della 50ª edizione della manifestazione, nata nel 1955. E dietro a tutto ciò si cela una fatica immane dal punto di vista organizzativo, combinata a una passione semplice ma contemporaneamente smisurata. Giustificata da una presenza di pubblico sempre considerevole: oltre 20.000 persone ogni anno abbracciano le mura. Il fascino è tanto, l’adrenalina percepita altrettanta.

Il soap box nacque negli anni Trenta in America, quando un commerciante di sapone ebbe l’idea di aggiungere a una cassetta di legno delle ruote e un piccolo sterzo, per trasformarla in un gioco per bambini. Quella trovata diventò presto un fenomeno esportato in diverse parti del mondo. Non ci mise molto ad arrivare anche in Italia e a Bergamo, quando alcuni ragazzi di “Gioventù Studentesca”, ispirati da un film americano, appunto, decisero di portare la novità in Città Alta. “Dalla prima edizione, dove cinque mezzi si sono presentati al via, il successo è stato sempre maggiore.- racconta Mauro Ferrari di ASDBox Rally, una delle associazioni che collabora all’organizzazione dell’evento -. Negli anni ottanta si è arrivati ad avere quasi cento partecipanti. Quest’anno è un anniversario importante e ci teniamo a fare bella figura”.
Le macchinine sono un vero concentrato di ingegno e creatività. Si sta in due: il guidatore davanti e il frenatore dietro. I partecipanti arrivano da tutta Italia, e non solo. “Qualche anno fa – ricorda Ferrari – hanno partecipato persino due equipaggi provenienti dal Giappone”. Ogni macchina è frutto della creatività e delle pensate tecniche e aerodinamiche di chi le realizza: il telaio è completamente in legno, così come le ruote, mentre il resto della costruzione è a scelta libera: “Puoi usare qualsiasi materiale – spiega Marco Rinaldi, pilota del team Rombo di Legno e alla guida di una soap box fin dagli anni ’80 – l’importante è che i perni resistano e che la carrozzeria tenga, ma per il resto spazio alla fantasia”.

E proprio la fantasia è uno dei segreti del successo dell’evento di scena sulle Mura Venete. La maggior parte della macchine al via vengono allestite di una vera e proprio coreografia: c’è chi costruisce balene, barche, draghetti, gru o muletti, trasformando ogni discesa anche in una sorta di sfilata carnevalesca a 50 km/h. “Qualcuno le costruisce in cartone – chiosa Ferrari – o con materiali semplici tipo cartapesta. Altri invece si ingegnano utilizzando anche il polistirolo, mettendo in gioco le proprie abilità manuali”. Ogni equipaggio lavora duramente nei mesi invernali, curando ogni dettaglio per arrivare pronto al giorno dell’evento.
Il percorso si snoda lungo la strada panoramica che da Colle Aperto giunge fino Porta Sant’Agostino (l’arrivo è poco prima dell’ingresso alla Porta). Dopo una breve spinta iniziale di venti o trenta metri in salita, le macchinine si lanciano a capofitto lungo le curve di San Giacomo prima di sfrecciare a tutta sul rettilineo finale. Ci si impiega circa due minuti: una corsa breve ma spettacolare, dove contano equilibrio e tecnica. Ma ovviamente il divertimento è la prima priorità, anche per i più competitivi.

A inizio anni 2000, l’ASD Box Rally ha partorito l’idea di creare una sorta di campionato bergamasco di soap box: quella di quest’anno inizierà a maggio e sarà la 18ª edizione, con oltre 200 piloti partecipanti e tappe diffuse in vari paesi della provincia. “Quest’anno abbiamo una dozzina di eventi – continua Mauro Ferrari, che insieme agli altri componenti dedica anima e corpo a questo progetto – la cosa bella è che questo sport coinvolge anche i ragazzi con disabilità motoria. Partecipare significa correre al pari degli altri e sentirsi come tutti gli altri”.
Un impegno che non è semplice da portare avanti, ma che regala tante soddisfazioni. E Mauro ne è consapevole: “Siamo riusciti a tenere le redini, a costruire un campionato, un regolamento e a coinvolgere la gente. Ogni anno abbiamo migliorato qualcosa, crescendo sia sul piano organizzativo che in quello dei risultati, con sempre più partecipanti e più richieste da paesi diversi. Dalle prime gare nel 2002, in cui avevamo meno di dieci macchinine, siamo arrivati a una cinquantina verso il 2010”.Queste macchinine non sono solo un gioco, ma un piccolo capolavoro artigianale. Ogni pezzo è studiato, costruito e rifinito da chi ci mette il cuore. Le guardi scendere lungo le Mura e capisci la passione che muove tutto: un misto di fatica, creatività, amicizia e voglia di condividere qualcosa di autentico. Forse anche per questo, dopo mezzo secolo di storia, il Soap Box Rally continua a essere una delle manifestazioni più attese da Bergamo.

