Palladino: “Vinta la prima di otto finali, mettiamo pressione a quelle davanti”
La soddisfazione del tecnico nerazzurro dopo lo 0-3 al Lecce: “Ho chiesto ai ragazzi di alzare l’asticella in questi ultimi due mesi”
Seconda vittoria consecutiva per l’Atalanta che, dopo l’1-0 al Verona prima della sosta, sbanca il ‘Via del Mare’ di Lecce con un netto 0-3 frutto dei gol di Scalvini, Krstovic e Raspadori. Una vittoria dal peso specifico enorme per la Dea che approfitta nel miglior modo possibile dei passi falsi di Roma e Como e si porta a -1 dalla zona Europa e a -5 dal quarto posto che mette in palio l’ultimo pass per qualificarsi alla Champions League.
Grande soddisfazione per Raffaele Palladino, il quale è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare la convincente vittoria dei suoi in terra salentina.
Le parole di Palladino
LA PARTITA – “Era una partita con tante insidie. Era la prima dopo la sosta, quindi è stato molto complicato ricompattare il gruppo: eravamo la squadra con più nazionali impegnati durante la sosta (15, ndr) e sono tornati alla spicciolata. In più oggi si è patito il rimo caldo, sia noi che il Lecce lo abbiamo sofferto e la manovra era un po’ lenta. Poi ci siamo sbloccati e devo dire che la squadra è sempre stata in partita: siamo stati bravi a sbloccarla e ad attaccare la profondità. Sono molto soddisfatto della prestazione e contento di aver registrato un altro clean sheet che, indubbiamente, infonde grande autostima anche alla nostra difesa. Era la prima di otto finali, la prima è andata e ora dobbiamo proseguire la nostra scalata: abbiamo staccato quelle dietro e mettiamo pressione a quelle davanti”.
IL LECCE – “Noi ci aspettavamo un Lecce aggressivo come nei primi minuti, per loro questa partita era decisiva per la salvezza. Mi è piaciuta la maturità della squadra, siamo stati in partita, seppur concedendo qualche ripartenza con Pierotti e con Banda. Però siamo stati sempre dentro alla gara, nonostante Di Francesco l’abbia preparata per attaccarci la profondità. Ora abbiamo due scontri diretti, contro Juventus e Roma, poi la semifinale di Coppa Italia. Ci sono due competizioni che vogliamo fare alla grande. Ho chiesto alla squadra di alzare l’asticella in questi ultimi due mesi e vedo grande applicazione da parte di tutti”.
DNA ATALANTA – “Il nostro dna è quello di difendere insieme e attaccare insieme. Sanno quanto tengo alla fase difensiva ma anche a quella offensiva: negli ultimi metri bisogna giocare la palla sul piede e bisogna cercare il compagno libero. Per le occasioni create la partita poteva finire con qualche gol in più, ma va bene così. Tutti hanno fatto bene, da Krstovic a De Ketelaere, così come Raspadori quando è entrato. Lui ha gol nelle gambe, così come Pasalic e Sulemana”.
LE RIVALI – Il risultati di Roma e Como sono indubbiamente positivi per noi. Il pareggio dei lariani a Udine? Non l’ho comunicato ai ragazzi ma con questi telefonini e con notizie che arrivano dappertutto era impossibile tenerlo nascosto… Noi dobbiamo restare concentrati e pensare a noi. Ho chiesto ai ragazzi di dare tutto al culmine di questo percorso in modo da poterci guardare negli occhi alla fine consapevoli di aver dato tutto”.
L’intervista a Scalvini
IL GOL – “Sono stato fortunato, CDK mi ha dato una buona palla, il mister mi dice di inserirmi quando posso. Col Verona ci ero andato vicino in una situazione simile, oggi è andata bene. Quando mi capita l’occasione provo la giocata, per quanto riguarda la nazionale si cerca sempre di fare il meglio, purtroppo l’ultima convocazione è andata un po’ così. Sono stati giorni difficili, vorrei dedicare il gol alla mia ragazza che mi è stata molto vicina: ho vissuto molto male gli ultimi giorni, per cui la ringrazio”.
PALLADINO COME GASPERINI? – “Il mister, prima di entrare, mi ha detto di spingere e di andare in avanti quando c’era l’occasione. Sul gol è avvenuto proprio quello che mi aveva detto lui. In qualcosa assomiglia a Gasperini ma penso che lui abbia una propria identità, molto buona, e mi sto trovando davvero bene”.
LA RIMONTA IN CAMPIONATO – “Il mister ci ha detto che erano otto finali, ora sono sette più la semifinale di Coppa Italia. Dobbiamo giocarle alla morte: siamo partiti male poi abbiamo recuperato. Ora ci sono queste partite dove dovremo dare il massimo per raggiungere il miglior risultato possibile”.
De Ketelaere
“Il mister mi spinge sempre per arrivare in area, perché quando sto bene mi piace anche legare il gioco partendo più basso e mi dimentico di andare in area. Lui mi spinge e ha ragione perché se posso fare più gol è meglio per la squadra. Sono stato fuori un po’ per infortunio, avevo giocato titolare col Verona prima della sosta e ho fatto qualche minuto in nazionale. Ora mi sento di nuovo sul pezzo sia fisicamente che tecnicamente.
Bernasconi
“L’Europa? Siamo rientrati in corsa anche noi, siamo tutti attaccati. Ora abbiamo due scontri diretti che possono rimetterci in gioco anche per quanto riguarda la Champions. Il cerchio in mezzo al campo con Palladino? Il mister era contento, non era facile vincere questa partita. Il mio momento? È sempre bello essere chiamato in causa, dobbiamo cercare di fare sempre il nostro meglio, in partita e in allenamento”.


