Serial Minds
Something Very Bad is Going to Happen. Che paura il matrimonio!
Prodotto dai fratelli Duffer, i creatori di Stranger Things, è un horror sulle ansie e le pressioni delle nozze
Giusto per mettere subito le carte sul tavolo: io viaggio per i 44 anni, non ho figli, non sono mai stato sposato, e non ci sono mai andato granché vicino, nonostante un paio di convivenze. I miei genitori si sono vagamente rassegnati all’idea che non vedranno mai nipoti umani, al massimo gatti.
Non so se questo faccia di me la persona giusta per parlare di Something Very Bad is Going to Happen, nuova serie di Netflix che usa la chiave dell’horror per raccontare il matrimonio, le sue ansie, le sue aspettative, e tutto quel groviglio culturale che riguarda le promesse, le anime gemelle, i grandi brindisi e gli abiti bianchi. Certo è, però, che dopo una miniserie del genere i single come me possono tirare un sospiro di sollievo.
Creata da Haley Z. Boston e prodotta, fra gli altri, dai fratelli Duffer (padri di Stranger Things), Something Very Bad is Going to Happen (traducibile come “Sta per succedere qualcosa di molto brutto”) vede Camila Morrone e Adam DiMarco nei panni di Rachel e Nicky, due fidanzati a pochi giorni dall’altare. I due stanno andando a casa di lui, dove con genitori, fratelli e pochi intimi (in teoria) celebreranno le nozze e inizieranno la loro vita insieme.
Solo che le cose non vanno esattamente per il verso giusto, e già durante il viaggio cominciano a succedere un po’ di cose inquietanti che a casa dei suoceri, dal punto di vista di Rachel, si uniscono a personaggi non proprio rassicuranti, atmosfere gelide e gotiche, presagi di sventura e minacce dal sapore soprannaturale.
Come detto all’inizio, Something Very Bad is Going to Happen è una metafora horror delle ansie matrimoniali, e l’intento è quanto mai esplicito.
Non solo perché gran parte dei dialoghi dei personaggi (o quanto meno dei due protagonisti) verte proprio sui dettagli organizzativi ma anche filosofici dell’unione matrimoniale, con tutte le paranoie e le insicurezze del caso. Ma anche perché la sceneggiatura sembra voler passare in rassegna proprio tutte le più comuni cause di stress legate alle nozze, traslandole verso un’atmosfera horror che di certe difficoltà diventa deviante simbolo cinematografico.
La storia è raccontata in larga parte dagli occhi di Rachel, e il suo è un viaggio che passa attraverso le ansie da prestazione per il confronto con la relazione dei suoceri, i classici imbarazzi della persona che non si sente adeguata a un certo contesto e a certe tradizioni, le insicurezze di chi non si sente all’altezza di aspettative e progetti. Ma non solo: la scrittura punta anche più in alto e, in maniera di nuovo più che esplicita, lavora sul concetto stesso di anima gemella, sulla possibilità stessa che possano esistere amori puri e “giusti”, e che possano essere riconosciuti in modo quasi scientifico (spoiler, è difficile).

Fra maledizioni, jump scare e qualche consapevole cliché (una serie prodotta dai Duffer Brothers dovrà pur portarsi dietro un po’ di nostalgia per i classici), Something Very Bad is Going to Happen mette sul piatto tutte le contraddizioni dell’istituzione matrimoniale, e agli occhi di uno come me suona più o meno come un lungo, raggelante, macciocapatondiano “e se poi te ne pentiiii?”
A conti fatti, l’elemento migliore di tutta la miniserie è proprio la sua riflessione complessiva. Questo mettere alla berlina l’istituzione matrimoniale, le sue goffe cerimonie e le sue inevitabili forzature, è lo sberleffo più riuscito di un prodotto nasce da ansie reali, le trasforma in horror, ma lo fa con tale determinazione e puntualità, da scivolare in un’ironia pungente che non è affatto estranea al genere orrorofico, ma che bisogna saper maneggiare con una certa cura, cosa che Haley Z. Boston dimostra in più occasioni di saper fare.
C’è però anche qualche rovescio della medaglia. Se è vero che l’operazione funziona e diverte, la sua precisione è anche uno dei suoi difetti, perché lascia relativamente poco spazio per la sorpresa, una volta che si è capito il meccanismo (anche se, diamogliene atto, il finale non è scontato). E non è l’unico aspetto sacrificato alla chiarezza del ragionamento generale. Anche sul fronte visivo, salvo due-tre scene di indubbia forza, Something Very Bad is Going to Happen risulta abbastanza ordinaria, senza quei guizzi e quelle sperimentazioni di cui l’horror è risultato spesso avanguardia nella tradizione cinematografica.
C’è anche una perplessità più strutturale. L’horror è per sua natura un genere breve, perché si suppone che dei personaggi inseriti in una situazione terrificante abbiano solo due strade: morire in fretta o cercare di uscirne. Quando si scrive un horror seriale (non a caso sono poche le storie horror capaci di reggere davvero più di una stagione telefilmica), una delle sfide è dare ai personaggi una motivazione valida per rimanere all’interno della situazione orrorifica, senza cercare di scappare a gambe levate.
Nella seconda parte, Something Very Bad is Going to Happen (che si compone di otto episodi) riesce a trovare una buona chiave per risolvere questo problema, mentre nelle prime puntate, francamente, non si capisce perché Rachel non molli tutto andandosene in Florida a bere aperitivi di fronte all’oceano.
A conti fatti, potrebbe ridursi a un problema di durata: Something Very Bad is Going to Happen dice tante cose, ma alla fine l’impressione è che avrebbe potuto dirle con la stessa efficacia con uno o due episodi di meno. E forse questa è una critica che abbiamo già sentito per serie che portano (anche) il nome dei fratelli Duffer, il cui marchio è stato fin troppo spammato per promuovere uno show di cui sono solo produttori.
Insomma, siamo di fronte a una serie complessivamente media, o medio-buona, in cui molto dipende dall’interesse di ognuno. Se siete appassionati di horror, dubito che Something Very Bad is Going to Happen possa darvi qualcosa che non avete mai visto prima, e potreste anzi mal sopportarne certe lungaggini e stereotipi.
Se invece vi interessa una sorta di riflessione filosofica (ma anche sanguinolenta) sul tema del matrimonio, magari partendo dalla posizione di chi non l’ha mai sperimentato e cerca conferme della bontà della propria scelta, beh, in questo caso Something Very Bad is Going to Happen dovrebbe riuscire a lasciarvi una certa, piacevole leggerezza.
Perché seguire Something Very Bad is Going to Happen: è una riflessione interessante e sopra le righe, con i suoi momenti di forza.
Perché mollare Something Very Bad is Going to Happen: per qualche fragilità strutturale e la mancanza di idee davvero memorabili.

Diego Castelli nasce a Milano nel 1982 e non ha memorie d’infanzia che non siano legate a film, serie tv, romanzi, videogiochi. Da oltre quindici anni costruisce palinsesti a Mediaset in qualità di Channel Manager. Nel 2010 fonda serialminds.com, sito di riferimento per gli appassionati di serie tv. Per Bergamonews cura una rubrica di recensioni sui nuovi prodotti dell’industria.


