In Tribunale a Brescia
|Prof accoltellata, sentiti dal giudice ragazzino e genitori. Cosa attende il 13enne
La Procura dei minori di Brescia ha chiesto al giudice di valutare una misura di sicurezza, ritenendo il giovane socialmente pericoloso. Tra le ipotesi c’è il collocamento in una comunità, in un riformatorio giudiziario, oppure la concessione della libertà vigilata
Giovedì 2 aprile, al Tribunale per i minorenni di Brescia, è stato interrogato il ragazzo di 13 anni che la scorsa settimana ha aggredito con un coltello la professoressa Chiara Mocchi, 57 anni, alla scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario.
In Tribunale, si sono svolte due udienze separate: una per ascoltare il ragazzo e una anche per sentire madre e padre. Sono stati aperti due fascicoli, uno penale e uno civile, con l’obiettivo di capire come proteggere e rieducare il tredicenne dopo il grave episodio.
Poiché non ha ancora 14 anni, il ragazzo non è imputabile, cioè non può essere processato penalmente. Tuttavia, la Procura dei minori di Brescia ha chiesto al giudice di valutare una misura di sicurezza, ritenendo il giovane socialmente pericoloso. Tra le ipotesi c’è il collocamento in una comunità o in un riformatorio giudiziario, come previsto dall’articolo 224 del Codice penale, oppure la libertà vigilata. La decisione verrà presa nei prossimi giorni.
Intanto, il tredicenne si trova ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale, dove vengono valutate le sue condizioni psicologiche. Già in passato era seguito da uno psicologo per disturbi d’ansia e deficit dell’attenzione. Gli specialisti dovranno stabilire la struttura più adatta per accoglierlo, cercando di garantirgli un percorso di sostegno e recupero.
Sul fronte delle indagini, i carabinieri della compagnia di Bergamo e del Nucleo investigativo continuano a ricostruire i fatti: vogliono capire se dietro il gesto ci siano influenze esterne o contatti avuti online. Per ora restano molti punti da chiarire, ma una cosa è certa: l’obiettivo della giustizia minorile sarà soprattutto proteggere e aiutare il ragazzo, cercando di evitarne la marginalizzazione e promuovere la sua responsabilizzazione.


