Medici schiacciati dalla burocrazia, la ricetta di Anelli: “Occorre alleggerire il carico”
Il vicepresidente della commissione sanità segnala anche la carenza di infermieri, che rischia di aggravare ulteriormente la situazione della medicina territoriale
“Spesso e volentieri i medici perdono molto tempo a compilare procedure online e moduli vari. Questo è uno degli aspetti che grava sulla loro attività quotidiana”.
A pronunciare queste parole è Roberto Anelli, vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, il quale, poi, sottolinea come il raggio d’azione dell’ente regionale sia limitato. Questo perché i medici di famiglia “sono professionisti liberi e, a differenza di quelli ospedalieri, non possiamo obbligarli a lavorare in un certo Comune. Cercano località più appetibili, secondo una logica commerciale”.
Anelli evidenzia però che alcuni strumenti di supporto sono già attivi a livello locale: “Alcuni Comuni mettono a disposizione uffici a prezzi calmierati o addirittura gratuiti. Ma il punto centrale resta la burocrazia che invade quotidianamente l’attività dei medici di medicina generale. Se riusciamo a ridurre questo carico, possiamo dare una mano concreta ai professionisti e migliorare il servizio ai cittadini”.
Il vicepresidente spiega inoltre che la situazione non riguarda solo Bergamo, ma è generalizzata in tutta la nazione e che la penuria di figure professionali non si limiterebbe, però, solo ai camici bianchi: “Il vero problema, a breve, sarà anche legato agli infermieri, che scarseggiano ancora più dei medici di base, soprattutto negli ospedali: una carenza che rischia di diventare un’emergenza nazionale”.
Sul fronte regionale, il vicepresidente conferma che alcuni strumenti sono già in campo: “Stiamo cercando di mettere a disposizione alcuni immobili a prezzi calmierati, ma non possiamo risolvere tutto. Se da qui a cinque anni mancheranno migliaia di infermieri, non avremo altrettanti spazi. Servono – dice – interventi nazionali sui contratti”.
Infine, Anelli ricorda che molte necessità dei cittadini possono essere gestite senza necessariamente recarsi nei pronto soccorsi: “Numeri come il 116 e il 117 permettono di risolvere diverse problematiche con un’interlocuzione telefonica efficiente. La guardia medica è attiva e dispone di operatori capaci di gestire emergenze che magari non lo sono, anche se non rilasciano ricette. È qualcosa che aiuta molto i cittadini”.
Poi, conclude: “Stiamo lavorando su strumenti concreti per alleggerire il carico dei medici – conclude Anelli – ridurre la burocrazia è la priorità, perché solo così possono concentrarsi davvero sulla cura dei pazienti”.


