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Dal 4 maggio ponte di Brivio chiuso per 15 mesi, sindaci preoccupati per l’impatto sulla viabilità: “Anas pronta a turni di 24 ore”
Un momento della seduta della Commissione Infrastrutture in Regione

Intervento da 15 milioni per la messa in sicurezza: i mezzi deviati sulla viabilità alternativa rischiano di congestionare la zona e mettere in difficoltà pendolari e attività commerciali. Restano aperti i nodi legati al trasporto pubblico e alla concomitanza con la fine delle scuole

L’intervento manutentivo, dal quale dipende la sicurezza stessa dell’intera infrastruttura, non è più rinviabile ma la chiusura per 15 mesi del ponte di Brivio continua a preoccupare i sindaci della zona per gli impatti che la deviazione del traffico, bandito per tutta la durata del cantiere, potrà avere sulle arterie stradali limitrofe.

Giovedì mattina in Commissione Infrastrutture di Regione Lombardia è approdata una delle questioni viabilistiche più scottanti che riguardano le province di Bergamo, Lecco e Monza e Brianza, che con i rispettivi presidenti hanno partecipato alla riunione con i sindaci dei Comuni di Brivio, Cisano Bergamasco, Caprino, Pontida, Solza, Torre de’ Busi e Villa d’Adda, oltre ad Anas Lombardia e le agenzie del trasporto pubblico locale.

L’impegno di spesa è importante, 15 milioni di euro, e il cronoprogramma è stato già definito: la chiusura totale dal 4 maggio, con termine dei lavori fissato per l’estate 2027, impone massima attenzione su ciò che accadrà sulle vie alternative alla Briantea, con particolare riferimento allo spostamento del traffico pesante verso i ponti di Trezzo e Paderno.

“Siamo passati dall’ascolto dei territori, avviato a marzo con oltre quaranta amministratori locali, alla sede istituzionale per ottenere risposte precise – ha spiegato MicheleSchiavi, vicepresidente della Commissione Infrastrutture, che ha poi rassicurato – Il nostro obiettivo era trasformare le preoccupazioni dei sindaci in impegni concreti da parte di ANAS e degli enti coinvolti. La sicurezza del ponte è la priorità, ma il rispetto dei tempi e la tenuta economica dell’area sono altrettanto vitali”.

Da questo punto di vista, Anas ha confermato, come richiesto da Regione Lombardia, il proprio impegno a mettere in campo turni di lavoro che si estendano su tutte le 24 ore e sette giorni su sette, per ridurre al massimo i possibili disagi ai pendolari e provare a limare, se possibile, anche le tempistiche di realizzazione.

Rispondendo alle preoccupazioni dei sindaci in merito alla gestione della viabilità, condizionata anche da organici ridotti delle rispettive polizie locali, Schiavi ha informato i partecipanti della volontà della Regione a istituire un tavolo di coordinamento diretto dalle Prefetture “per garantire il supporto della Polizia Stradale nei punti di snodo più critici, evitando che i mezzi pesanti paralizzino i nuclei abitati”.

Non di minore importanza è considerata la realizzazione di una passerella ciclopedonale parallela, “un’opera accessoria fondamentale per non isolare le due sponde del fiume Adda”, tenendo in considerazione che l’adeguamento strutturale del ponte restringerà i marciapiedi esistenti rendendoli di fatto impraticabili per pedoni e disabili.

“Fratelli d’Italia – ha concluso il vicepresidente – resta il garante di questo percorso: chiediamo trasparenza sui tempi e soluzioni pratiche per i cittadini. Valuteremo con attenzione anche la proposta dei sindaci di anticipare i test di viabilità prima della chiusura definitiva, così da arrivare a settembre con un piano di trasporto pubblico già collaudato ed efficiente”.

“La riqualificazione del ponte tra Cisano Bergamasco e Brivio avrà certamente ricadute importanti sulla viabilità delle Province di Bergamo, Lecco e Monza. Siamo certamente disponibili a farci portavoce dei nostri territori” hanno commentato i consiglieri regionali Jonathan Lobati e Ivan Rota (Forza Italia) a margine della Commissione.

“Stiamo parlando di un viadotto – ha proseguito Lobati – che ha più di 100 anni ed è necessario intervenire. Resta però il fatto che il cantiere, che partirà il prossimo 4 maggio, avrà una durata stimata di 15 mesi e l’impatto sarà certamente significativo per la mobilità locale. Su questo ponte transitano 16mila mezzi al giorno che saranno riversati sulle strade limitrofe e congestioneranno ulteriormente il Ponte San Michele”.

Critico sulle modalità di intervento il collega Rota: “È emersa la necessità di garantire alle amministrazioni ulteriori fondi per la Polizia Locale e ristorare imprese e cittadini per i danni economici legati ai lavori di ristrutturazione. Infine, sono d’accordo sulla tutela dei beni pubblici, tuttavia ritengo che l’eccessivo ricorso a vincoli storici e paesaggistici sia un problema serio, da affrontare, consapevoli che in futuro ci troveremo sempre più alle prese con opere da mettere in sicurezza. Dobbiamo prediligere la velocità e sostenibilità delle opere; penso che il ponte di Brivio avrebbe potuto benissimo essere smantellato e ricostruito di nuovo con minori costi e tempi più celeri a vantaggio della collettività”.

Ad esprimere le maggiori preoccupazioni sono stati i dem bergamaschi Davide Casati e Jacopo Scandella: “Siamo a un mese dal via e non rimane tanto tempo per attutire l’impatto dello stop a un ponte così importante sull’asse Bergamo-Lecco. Anas ha cercato di rispondere a tutti i dubbi, tuttavia temiamo che alcune problematiche rimarranno aperte. Vanno affrontate tematiche rimaste in sospeso, ad esempio, la questione della fine dell’anno scolastico, che va vista immediatamente, e poi la ripresa della scuola: poiché per un anno coinvolgerà gli studenti che da Bergamo vanno a studiare a Lecco e viceversa, abbiamo chiesto come si sta pensando di raccordare i tempi. Magari aprendo un dialogo con le dirigenze scolastiche sugli orari di ingresso? È chiaro che bisognerà capire la nuova organizzazione ai tavoli dove si discutono tutti gli aspetti della vicenda”.

La partita più grossa, concordano, è però quella sulla viabilità: “Preoccupano i mezzi pesanti sulla 639, la Bergamo-Lecco, verso Capriate e verso Calolziocorte, dove, tra l’altro, c’è un ponticello il cui attraversamento è condizionato da alcune regole viabilistiche, vista la situazione precaria in cui versa. In generale, questa arteria è già congestionata: ci auguriamo davvero che Anas, come sostiene, ne abbia tenuto conto. In sintesi, sull’attraversamento tra le due province ci aspettiamo da Anas ancora qualche garanzia. Alle agenzie del trasporto pubblico locale spetta trovare accordi con le scuole sugli orari e le tempistiche per sapere come muoversi anche su questo delicato fronte. Infine, sarebbero necessarie risorse compensative per le attività commerciali che dovessero patire questo intervento”.