Cosberg, espressione del meglio del Made in Italy: “Le competenze come valore aziendale, all’estero cercano ancora la nostra qualità”
In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, l’azienda di Terno d’Isola ha aperto le proprie porte per mostrare il proprio metodo di lavoro e i valori che lo ispirano: guidata da Michele Viscardi, che ha raccolto il testimone da papà Gianluigi, investe oggi oltre il 12% del fatturato in ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie, partendo dalla necessità fare del know-how il cuore del proprio patrimonio
Cosa vuol dire oggi “Made in Italy” e come le aziende possono trasformare questo insieme di valori e conoscenze in un asset strategico da spendere sul mercato per sostenere la propria competitività?
Interrogativi che per Cosberg, azienda di Terno d’Isola leader nella costruzione di macchine e impianti su misura per l’automatizzazione dei processi produttivi, diventano questioni vitali che la spingono ogni giorno ad innovare non solo nel metodo di lavoro ma anche nel modo in cui il saper fare viene tramandato.
Anche nel 2026, nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy, il Mimit l’ha selezionata come uno degli esempi migliori di creatività ed eccellenza italiane. Per l’occasione, l’azienda ha accolto un centinaio di visitatori, tra curiosi, esperti e studenti. Al centro della tematica portante di questa edizione gli aspetti legati alla formazione, intesa come trasmissione, nel tempo, di competenze che rendono uniche le nostre produzioni.
Sono quegli “intangibili” che devono rappresentare ogni giorno di più il patrimonio imprescindibile di un’azienda, da valorizzare e proteggere, per fare in modo che resistano al passaggio delle persone: “Non possiamo pensare di trattenere da noi per tutta la vita un tecnico – sottolinea Michele Viscardi, ad di Cosberg che nel 2022 ha ereditato le redini aziendali dal papà Gianluigi – Allo stesso modo non ci possiamo permettere che una sua uscita ci costi anche la perdita di un bagaglio di sapere fondamentale. Da tempo abbiamo strutturato questo processo di trasmissione delle competenze nate sul campo alle nuove generazioni: la nostra produttività è interamente manuale e customizzata, non abbiamo un’altra strada. Per farlo ci siamo avvalsi anche noi delle nuove tecnologie, tramite knowledge management e intelligenza artificiale. Il problema è continuo e si ripresenta ciclicamente: per questo le competenze devono essere proprietà dell’azienda”.
Ancora oggi, spiega Viscardi, il Made in Italy è un segnale distintivo e un marchio di qualità potentissimo sui mercati: “Magari a livello nazionale viene percepito poco il valore aggiunto che possiamo dare, mentre all’estero siamo molto riconosciuti. Abbiamo tantissimi clienti, europei e non, che vengono in Italia ad acquistare perché hanno bisogno di un macchinario di grande qualità, affidabile e duraturo nel tempo. È un’etichetta positiva che dobbiamo saper sfruttare e, soprattutto, dobbiamo essere bravi a non rovinare fornendo prodotti non all’altezza”.
Il settore manifatturiero, e la meccanica in particolare, non gode sicuramente della stessa aura mitica che avvolge moda e agroalimentare italiano, ma è di gran lunga quello che rappresenta le esportazioni maggiori: “Non avendo le materie prime, la capacità di creare valore aggiunto è intrinseca al nostro dna – prosegue Viscardi – Abbiamo una elevata capacità di trovare soluzioni e fornire servizi, è quello che vengono a cercare da noi”.
Tramite un approccio altamente sartoriale sulle necessità del cliente e sull’assemblaggio dello specifico prodotto, Cosberg ha saputo ritagliarsi un’importante fetta di mercato al servizio di grandi gruppi nei settori dell’automotive, dell’elettromeccanica e dei mobili. Ogni anno circa il 12% del fatturato totale (20 milioni a livello di gruppo, con più di 100 brevetti registrati nel mondo) viene investito in ricerca, sviluppo e innovazione, per ideare soluzioni sempre più avanzate e vicine ai desideri del committente.
Nessuna macchina a catalogo, ma impianti costruiti ad hoc seguendo una progettazione che deve essere lineare e intuitiva per chi poi si troverà ad assemblare. Qui il know-how e l’ingegno non sembrano temere la concorrenza dell’AI: “Il nostro lavoro è fatto a mano e l’obiettivo deve essere quello di trovare soluzioni ogni giorno – illustra Viscardi – A preoccupare è un contesto mondiale e geopolitico molto incerto, tra guerre, costi energetici e dazi che complicano pianificazione e investimenti. Noi stiamo strutturando la nostra azienda in modo tale da poter resistere sotto ogni punto di vista, per contrastare la volubilità della politica, del mercato e dell’economia che davvero mina la sostenibilità delle piccole imprese. È per difendere il nostro futuro che investiamo per rendere Cosberg più sostenibile e solida possibile: significa dotarsi anche di piattaforme software che mantengano il know-how, definire processi più efficienti grazie alle nuove tecnologie o acquisire competitor in aree del mondo più strategiche. Un percorso a 360 gradi che stiamo facendo”.
In tema di formazione è poi forte il legame con le scuole: “Credo che siano gli imprenditori, in primo luogo, a doversi mettere in gioco per far sì che la scuola possa formare ragazzi con competenze più vicine ai propri bisogni – osserva l’ad di Cosberg – Da un alto le aziende vogliono il ragazzo pronto, dall’altro la scuola vuole che siano gli imprenditori a spiegare le nuove tecnologie: un cane che si morde la coda. Noi da 15 anni entriamo nelle classi per aiutare a indirizzare la didattica e a comprendere le evoluzioni. Crediamo nel valore dei giovani e, nelle nostre officine, negli ultimi 5 anni abbiamo inserito 10 figure molto valide e volenterose: cerchiamo di capire innanzitutto quali siano le loro qualità, formandoli nello specifico in base a ciò che andranno a fare in azienda. Sta a noi far emergere le vere caratteristiche di ognuno di loro. Le competenze fornite a scuola non bastano, è vero, ma non si può criticare restando fermi”.
Formare le competenze tecniche e trasmettere valori, aprirsi al mondo accademico e a quello della ricerca, perché solo innovando continuamente si può competere: così Cosberg costruisce ogni giorno il proprio futuro, difendendo e diffondendo il meglio del “Made in Italy”.


