La commemorazione
|In Consiglio il ricordo dell’ex sindaco Tentorio: “Politico di rara umanità, il Comune era la sua seconda casa”
Alla presenza dei suoi familiari più stretti, l’assemblea cittadina rievoca con commozione la sua lunga attività politica. La nipote Ida: “Sotto lo zerbino di casa trovavo i suoi appunti sul bilancio comunale”
Bergamo. Ci sono figure che continuano ad abitare i luoghi anche dopo la loro scomparsa. Nell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni il ricordo di Franco Tentorio ha preso forma nelle parole, nei silenzi e nella memoria condivisa di un’intera città.
Mercoledì sera, 1° aprile, il Consiglio comunale si è riunito in convocazione straordinaria per omaggiare l’ex sindaco di Bergamo, morto nel primo pomeriggio di venerdì 27 marzo , colpito da un infarto nel suo studio di commercialista in via Vigliani. Alla presenza dei suoi familiari più stretti – la moglie Angela, i figli Ottorino e Francesca, i fratelli Angelo e Mario – l’assemblea cittadina ha rievocato la sua lunga attività politica.
Ad aprire la seduta la presidente del Consiglio comunale, Romina Russo. “L’aula consiliare era la sua seconda casa – afferma -. La casa delle scelte, delle discussioni appassionate e della dedizione nei confronti della città. Oggi non ricordiamo solo un amministratore, ma un uomo che ha dedicato la sua vita alla comunità di Bergamo”.
Lunedì mattina, ai funerali al Tempio Votivo, la sindaca Elena Carnevali lo aveva ricordato con commozione ; in aula ribadisce ancora il valore di una figura che ha attraversato mezzo secolo della storia cittadina. “Apparteneva a una generazione politica che ha attraversato passaggi profondi della nostra Repubblica – spiega -. Senza mai rinunciare al confronto ha saputo costruire una presenza solida e credibile”. Un tratto, quello dell’equilibrio e della concretezza, richiamato più volte anche nel suo operato amministrativo, esercitato negli anni della crisi economica e dei vincoli di finanza pubblica.
Storica figura del centrodestra cittadino, nel suo mandato da sindaco Tentorio promosse diversi interventi: la riqualificazione della galleria Conca d’Oro, il restauro dell’Accademia Carrara avviato dalla Giunta Bruni, la sistemazione di piazzale Marconi e la revisione del Pgt. “Scelte non sempre semplici – ricorda Carnevali -, talvolta oggetto di confronto, come con l’ipotesi di cessione di Casa Suardi, su cui prevalse il ripensamento: anche questo segno di intelligenza politica”.
La sindaca Elena Carnevali durante il suo discorso“In un tempo in cui la politica rischia spesso di essere vissuta come una parentesi – conclude la sindaca -, la sua figura ci ricorda un modo genuino di vivere l’impegno pubblico con equilibrio e continuità”.
La prima tra i consiglieri a prendere la parola è Ida Tentorio, capogruppo di FdI e nipote di Franco. “Se ne va un uomo ancorato a solidi valori – esordisce -. Un uomo che, con dedizione, ha messo la propria esperienza a servizio della sua Bergamo”.
La memoria istituzionale si intreccia con quella personale. “Ricordo uno zio presente e un maestro politico – confida -. Sotto lo zerbino di casa trovavo i suoi appunti sul bilancio comunale, se oggi sono impegnata in politica è grazie soprattutto a lui. Il suo esempio continuerà a vivere nelle nostre scelte”.
Anche l’avvocato Andrea Pezzotta, leader della minoranza e assessore all’Urbanistica nella Giunta Tentorio, ricorda l’ex sindaco. “Negli anni con lui è nato un rapporto sincero, ho saputo apprezzarne tutte le doti – dichiara -. Non era un ‘politico di altri tempi’, ma un professionista esemplare che trovava sempre il tempo per dedicare la sua competenza per il bene dei cittadini: un valore modernissimo e quanto mai attuale”.
“Franco – continua Pezzotta – sapeva sempre cosa fare. Riusciva a convincere il suo interlocutore senza mai alzare la voce, ma con la sola forza degli argomenti. Aveva una carica di umanità non comune: l’ho visto trattare il presidente della Repubblica nello stesso modo in cui trattava semplici cittadini”.
“Nella mia vita è stato un riferimento, politico e professionale – il ricordo di Alberto Ribolla, capogruppo della Lega -. Era una persona perbene, mai sopra le righe. Lo conobbi vent’anni fa, da giovane militante: ricordo le riunioni, la stesura del programma, le passeggiate nei quartieri: era sempre pronto ad ascoltare le persone”.
I familiari di Tentorio in aula“Una presenza costante, uno zio acquisito – confida il consigliere di Fratelli d’Italia Arrigo Tremaglia -. La lezione più grande che ci lascia è il suo modo di stare con le persone: incarnava l’eleganza nei modi e l’integrità negli ideali”. “In Tentorio avvertivo l’autorevolezza di un padre – così la consigliera Cristina Laganà (FdI) -. Il suo fare politica era un vero essere per la gente”.
Tentorio si era ritirato dalla politica nel 2019. “Senza mai essere invadente, anche negli ultimi anni ha accompagnato la vita cittadina – ricorda Alessandro Carrara, consigliere della Lega -. Lo conobbi da studente al Vittorio Emanuele quando venne a tenere una lezione in aula: ricordo la chiarezza, la profondità delle sue parole. Grazie a lui ho iniziato a guardare la politica locale come qualcosa in cui impegnarsi”. “Senza arroganza, si rapportava con tutti in modo naturale, da pari a pari – aggiunge il consigliere Danilo Minuti della Lista Pezzotta -. Non esprimeva mai giudizi, delegava e si fidava delle persone”.
La commemorazione assume un carattere apertamente bipartisan. Anche dai banchi della maggioranza arriva il riconoscimento di uno stile amministrativo improntato al rispetto e alla responsabilità pubblica.
Per Francesca Riccardi, capogruppo del Pd in Consiglio, “quando interveniva sul bilancio di un’amministrazione ‘avversaria’, non demonizzava mai le spese o l’aumento dei costi. Diceva che il bilancio di un Comune è come quello di una famiglia: spesso aumentare le spese significa migliorare il benessere familiare e anche il debito può rappresentare un investimento produttivo. Franco sapeva vedere prima la persona e poi il ruolo, prima la città e poi le differenze politiche”.
“Ci sono delle figure che stanno al di sopra le parti – osserva il consigliere Roberto Amaddeo (Lista Gori per Carnevali) -. La vita di Tentorio è stata talmente vasta che è difficile trovare le parole giuste. Nonostante abbia rivestito incarichi importanti, secondo me non è stato un uomo di potere: era un uomo di pace dotato di una naturale bontà”.




