Logo

Temi del giorno:

Parco fotovoltaico Lovato: “Un percorso a ostacoli e la beffa degli incentivi, ma risparmieremo 640mila euro in bolletta”

L’Ad Cacciavillani illustra le ragioni di un investimento di 7 milioni funzionale al sostegno del progetto di ampliamento di Lovato Plastic, che porterà all’assunzione di altre 15 persone nell’area stampaggio: “Trasloco entro fine maggio”

Gorle. La buona notizia è che, dopo quattro anni, finalmente la Lovato è riuscita ad avere il suo parco fotovoltaico da 50mila metri quadrati, che garantirà un risparmio di circa l’80% sulla bolletta dell’energia e sosterrà in modo decisivo il processo produttivo, restituendo all’azienda un vantaggio competitivo non indifferente di questi tempi e la capacità di restare saldamente ancorata ai principi e ai valori del Made in Italy.

Un po’ meno buono, per usare un eufemismo, è stato l’annuncio del pesante taglio degli incentivi 5.0 a sostegno dell’innovazione deciso dal Governo nell’ambito dell’ultimo Decreto Fiscale, all’interno del quale è stata abbattuta la quota di benefici previsti per le imprese (Lovato era tra queste) che a novembre scorso avevano già effettuato la prenotazione del credito d’imposta.

Oltre al danno, nel caso specifico, anche una beffa bella e buona: ad essere coperto, ora, è solo il credito di imposta sugli investimenti in beni strumentali, lasciando col cerino in mano tutte quelle realtà che invece avevano privilegiato quelli in sistemi di gestione dell’energia e per gli impianti da fonti rinnovabili a fini di autoconsumo.

“Un brutto scherzo – commenta con amarezza Massimiliano Cacciavillani, Ceo di Lovato – Dopo un iter lungo e complicatissimo siamo riusciti a realizzare questo intervento, per il quale abbiamo investito sette milioni di euro, ma all’ultimo momento ci siamo ritrovati questa sorpresa. Per poter accedere alla misura del 5.0 abbiamo acquistato pannelli Made in Europe, sborsando 750mila euro, quando alla luce dei fatti ne avremmo potuti spendere ben 400mila in meno rivolgendosi ad altri fornitori”.

Complimentandosi di persona con l’amministratore delegato di Lovato (“Finalmente vede la luce un progetto importante e dal grande valore strategico”), la presidente di Confindustria Bergamo Giovanna Ricuperati ha ribadito la propria posizione di netta contrarietà all’iniziativa dell’esecutivo, già esplicitata lunedì in una nota (leggi qui): “Confido che il tavolo sul tema convocato dal Governo per mercoledì possa arrivare a una revisione su questa decisione penalizzante. Non si può rompere in questo modo il patto di fiducia con gli imprenditori, che hanno bisogno di sicurezze per programmare gli investimenti. L’equilibrio di bilancio è sicuramente un obiettivo da raggiungere, ma non mettendo in difficoltà le nostre aziende”.

Tornando alla genesi del progetto fotovoltaico di Lovato, tutto risale al 2022 quando l’azienda progettava di raddoppiare gli spazi di attrezzeria e stampaggio, interventi che per forza di cose l’avrebbero resa ancora più energivora: “Nello stesso periodo dello scoppio della guerra Russia-Ucraina – ricorda Cacciavillani – Noi però non potevamo fermarci, dovevamo fare in modo che l’azienda producesse ancora a costi competitivi rimanendo in Italia. Secondo le norme il parco avrebbe dovuto vedere la luce nel giro di sei mesi: dopo aver firmato un preliminare con la famiglia Zavaritt, proprietaria dell’area, le cose si sono invece dilungate di parecchio, con l’iter concluso la bellezza di due anni e mezzo più tardi”.

Lungaggini di carattere burocratico, ma non solo: “Quando siamo partiti, nella mia ingenuità credevo che chiunque fosse favorevole a un progetto di questo tipo – continua il Ceo di Lovato – Pensavo: produciamo energia pulita da fonti rinnovabili e diamo lavoro al territorio. Invece una volta aperta la conferenza dei servizi mi sono trovato tutti contro. Ciò che a parole è importante e strategico, nei fatti poi è meglio se non si costruisca a casa propria”.

Dopo l’autorizzazione a procedere rilasciata dalla Provincia, l’azienda ha comprato il campo che si affaccia su via Martinella nel marzo del 2025: “Da subito abbiamo perfezionato la progettazione che già avevamo predisposto in modo spannometrico e a giugno, dopo aver aggiudicato le gare d’appalto, siamo partiti col cantiere che si è concluso a dicembre”.

Inaugurazione parco fotovoltaico Lovato

Oggi l’azienda si trova tra le mani un patrimonio che già nel 2022 era stato identificato come di fondamentale rilevanza strategica e che assume ancor più valore alla luce di un contesto internazionale precipitato con l’attacco di Usa e Israele all’Iran: “Ci consentirà di essere ancora più competitivi e meno influenzati in bolletta dalle oscillazioni delle quotazioni dell’energia – spiega Cacciavillani – Una bolletta più leggera da un lato, ma dall’altro anche una sicurezza maggiore in tema di business continuity, mettendoci al riparo per una ventina di anni almeno da eventuali crolli come accaduto in Spagna la scorsa primavera”.

L’iniziativa è stata portata avanti anche con una buona dose di coraggio, considerato che l’azienda ha stimato una tempistica di rientro dall’investimento di 10 anni, e con un ulteriore occhio di riguardo per l’ambiente: “Ci contestavamo l’impatto ambientale ma su questo punto vanno chiariti alcuni aspetti – precisa Cacciavillani – Innanzitutto sul perimetro sono stati piantonati oltre mille tra alberi e arbusti che una volta cresciuti renderanno invisibile all’esterno il parco fotovoltaico. A livello di mitigazione ambientale realizzeremo anche un laghetto artificiale che favorirà la biodiversità della zona. Non abbiamo poi realizzato alcuna opera muraria, se non una gettata facilmente rimovibile sotto le casette che ospitano i locali tecnici: se tra 20 anni avremo il nucleare che renderà superata questa tecnologia, tutta l’area può essere ripristinata esattamente come era prima”.

Il Ceo dell’azienda di Gorle esplicita poi meglio il valore dell’iniziativa: “Ai costi attuali dell’energia ci può garantire un risparmio di 640mila euro l’anno, su un totale di 800mila. Il nostro non è un investimento a fini speculativi, ma funzionale a produrre in Italia e sostenere un altro investimento da 14 milioni per la realizzazione della Lovato Plastic, dove installeremo nuove macchine e prevediamo l’assunzione di altre 15 persone. Siamo alle battute finali, dovremmo completare il trasloco entro fine maggio”.