La campionessa di fondo che sceglie di smettere a 22 anni: “Competere era frustrante, vorrei studiare medicina”
Dopo l’esordio in Coppa del Mondo la scalvina Lucia Isonni annuncia il ritiro con un video sui social: “Noi sciatori siamo un po’ nomadi, una vita di sacrifici. Se in Nazionale finisci fuori squadra, rientrare è veramente dura”
Schilpario. La sua è una voce fuori dal coro, una piccola finestra sulle aspettative del sistema che regola gli sport invernali. Ma anche, forse, sulle difficoltà di sostenere carriere lunghe per chi, non sempre per demerito, fatica a entrare stabilmente nei livelli più alti.
Lucia Isonni è una sciatrice di fondo scalvina, specialista nelle distanze medio-brevi. Forse, però, dovremmo iniziare a declinare i verbi al passato. Nonostante la giovane età – compirà i 23 anni domani, giovedì 2 aprile -, Lucia ha scelto di ritirarsi, annunciando la sua decisione in un video condiviso sui social e accompagnato dalla frase: “Ogni fine ha un nuovo inizio”.
“Ci pensavo già da qualche tempo, era il momento giusto – confida -. Onestamente mi sento sollevata: in Italia il sistema che regge lo sci di fondo, un po’ come negli altri sport invernali, è molto fragile. Se in Nazionale finisci fuori squadra, rientrare è veramente dura. Proseguire questo tipo di vita sarebbe stato pesante”.
Classe 2003, nata e cresciuta a Schilpario, nel 2021 è entrata a far parte dell’Esercito. Sulla pista di casa, la ‘Pista degli Abeti’, nel febbraio 2022 si è laureata campionessa italiana Under 20 di sprint . Sempre a livello giovanile, è arrivata sesta nella finale della gara sprint agli Eyof, il Festival Olimpico Invernale della Gioventù Europea.
Il salto nei circuiti senior è arrivato nella stagione 2024/25. Lo scorso anno, nella tappa di Cogne, ha debuttato anche in Coppa del Mondo, sia nella sprint individuale sia nella team sprint, dove si è fermata alle qualificazioni.
Lucia Isonni in gara“Gli allenamenti non mi sono mai pesati – racconta la giovane -. Quella dell’atleta è una vita di sacrifici: tempo, energie, soldi. Indietro si riceve davvero poco e alla lunga diventa frustrante. Noi sciatori – continua – siamo un po’ nomadi: tra raduni, gare e allenamenti, a casa si sta davvero poco, forse un paio di mesi l’anno”.
La sua ultima gara, venerdì 27 marzo, è stata la 10 chilometri sulle nevi di Saint-Barthélemy, in Valle d’Aosta. Rinviare il ritiro di altri quattro anni per provare a partecipare alle prossime Olimpiadi nelle Alpi francesi avrebbe significato, per lei, doversi rifare una vita a 27 anni compiuti.
Per il futuro, però, Lucia coltiva già tanti progetti. “Vorrei riprendere gli studi – racconta -. A distanza di anni dalla maturità potrebbe essere traumatico, ma mi piacerebbe studiare medicina. Fin da piccola ho sempre avuto il pallino di diventare dottoressa”.
Il ricordo più bello? “Le amicizie che ho stretto, legami che resteranno anche nei prossimi anni. Un altro insegnamento che il fondo mi ha dato è la capacità di dare il giusto peso alle cose. Di contro, nella mia carriera il mio essere altruista non ha aiutato: avrei dovuto concentrarmi più su me stessa, distaccarmi da quanto avveniva intorno alla pista”.


