Al velodromo di Dalmine si torna in pista. Terminata una parte dei lavori di restauro : “Un esempio virtuoso”
Lunedì 30 marzo uno degli storici centri nevralgici del ciclismo su pista italiano ha riavuto impiego dopo oltre due anni: l’impianto, al momento ristrutturato per 2/3, è stato testato da alcuni giovani ciclisti che hanno compiuti diversi giri lungo la pista. A gestire il rilancio della struttura è Lince, società sportiva dilettantistica che ha l’obiettivo di indirizzare verso la pista più giovani possibili
Bergamo. Ripartenza. Dopo oltre due anni dall’ultima volta una bicicletta è tornata a varcare il terreno del velodromo di Dalmine. Lunedì 30 marzo uno dei centri nevralgici storici del ciclismo su pista italiano ha riavuto impiego: l’impianto, al momento ristrutturato per 2/3 rispetto ai lavori inizialmente previsti, è stato testato da alcuni giovani ciclisti che hanno compiuti diversi giri lungo la pista. Una struttura dalla pelle nuova e che vuole tornare al più presto a ricoprire un ruolo centrale. Tutto questo proprio nell’anno del centenario dalla sua nascita: era il 15 agosto del 1926 e protagonista in pista fu Alfredo Binda, personaggio che ha segnato un’epoca nel panorama ciclistico. Il progetto iniziale del Velodromo fu costituito dall’architetto Felice Pinardi: la pista negli anni divenne teatro di corse nazionali e internazionali, come il Trofeo Baracchi, che gli appassionati malinconici rimembrano sempre con grande affetto.

Ora un nuovo futuro attende l’impianto di via Tofane: cittadini e addetti ai lavori aspettavano da troppi anni una ristrutturazione di questo tipo: “Oggi è una giornata straordinaria: sappiamo tutti il valore di questo impianto. – spiega il sindaco di Dalmine Francesco Bramani -. La scarsità di impianti che ci sono in Italia e nel Nord-Italia lo portano ad essere frequentato costantemente. Un sacco di persone mi scrivevano dicendomi: ‘Ma quando riprendete?’. L’auspicio è vedere le squadre ciclistiche, in particolare quelle giovanili, utilizzarlo con l’assiduità che la pratica agonistica richiede”.
Attualmente, per i lavori, sono stati investiti circa 4,5 milioni di euro (2,2 provengono dal PNRR), utilizzati per il rifacimento di spogliatoi, campo sintetico, torri faro, rinnovo dell’illuminazione e per il completo rimessaggio delle tribune. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare: “A breve, e cioè lanciando la gara entro l’estate, rifaremo tutta la recinzione. – continua il sindaco -. Realizzeremo la nuova palazzina degli spogliatoi con una gara già indetta per un milione e due cento mila euro e sistemeremo l’ingresso storico dal provinciale”. Poi aggiunge una postilla inerente proprio alla ristrutturazione che sarà: “Saremo ancora più contenti quando la Soprintendenza alle Belle Arti di Brescia, la quale ogni volta che giriamo un bullone sul nostro impianto deve darci il nulla osta, ci darà l’ok definitivo: a quel punto vedrete questo impianto con la giusta decorosità”.

A gestire il rilancio dell’impianto è Lince, società sportiva dilettantistica presieduta dall’ingegnere biomeccanico Stefano Maldifassi, che ha l’obiettivo di indirizzare verso l’impianto bergamasco più giovani possibili. Un lavoro che coinvolgerà diverse società ciclistiche che avranno in Dalmine un punto di riferimento fondamentale del proprio lavoro. La pista sarà a disposizione di esordienti e allievi il lunedì e il venerdì dalle 15 alle 19, e dei giovanissimi il giovedì dalle 18 alle 19:30. “Stiamo già parlando con i tecnici: abbiamo l’obiettivo di portare qui al più presto circa 100 ragazzi. – spiega Maldifassi -. Vogliamo essere in grado di fornire un supporto di crescita ai ragazzi praticanti, anche attraverso test laboratorio per valutarne le capacità di base, come quella aerobica. Così da avere un quadro valutativo completo, dal profilo antropometrico a quello espressamente tecnico”.

Il ciclismo lombardo e nazionale ha un continuo bisogno di rilancio, sotto ogni aspetto. Nell’ultimo decennio l’Italia ha mostrato non poca difficoltà nella ricerca e nella crescita dei ragazzi. Ora la svolta diventa un imperativo d’obbligo. Bergamo rappresenta il 27% del ciclismo della Lombardia: è dunque un dovere mettere a disposizione strutture e aree di un certo tipo. “Abbiamo circa 25 velodromi in Italia, la situazione non è al top.- chiosa il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni -. Ma venire qua e trovare già tutto rimesso a nuovo è una grande soddisfazione. Il Velodromo di Dalmine è un esempio virtuoso a livello di centri in Italia. Nessuno, nel corso degli anni ha portato risultati pari a quelli di questa struttura”. All’inaugurazione istituzionale, moderata dal giornalista Giovanni Bruno, vi ha partecipato anche il presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli.


