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Il direttore del centro Anisé di Bergamo ha tenuto, all’interno della Tenuta Frizzoni, una serata benefica a sostegno della Fondazione PsicheFuturoInnovazione. L’evento costruito attorno a un concerto lirico incentrato sulla figura della donna

“La musica è uno degli strumenti principali non solo per uno sviluppo sano della mente ma anche per la cura della psiche. ‘Una vita senza musica non è amore’, diceva Nietzsche. Non si può vivere senza musica”. Con queste parole, lo psichiatra e psicoterapeuta Filippo Tancredi in occasione della serata di beneficienza  “Echi di donne”, sancisce il filo che lega la musica e la salute mentale.

L’iniziativa benefica, dedicata ai progetti di riabilitazione dei giovani con disturbi mentali, si è svolta venerdì 27 marzo all’interno della Tenuta Frizzoni a Torre de’ Roveri. L’evento è stato organizzato dallo stesso Tancredi, direttore del Centro Anisé di Bergamo (struttura privata specializzata in salute mentale e medicina clinica integrata), a sostegno della FondazionePsicheFuturoInnovazione Ets.

La serata è stata costruita attorno a un concerto lirico incentrato sulla figura della donna nella storia della musica, dal periodo barocco fino all’età contemporanea, con l’obiettivo di evidenziarne l’evoluzione. Protagonisti il violinista Enrico Balboni, prima viola dell’Orchestra Nazionale Rai, il soprano Ksenia Khmelevskaya, diplomata alla scuola di musica Tchaikovsky di Mosca, e la pianista Natalia Kukleva, direttore artistico della rassegna internazionale “Ad Est della Musica”.

Nel suo intervento introduttivo, Tancredi ha richiamato il tema della comprensione come elemento strettamente connesso a compassione e solidarietà, evidenziando come questi aspetti risultino oggi indeboliti. “Oggi manca del tutto l’empatia. – spiega -. La situazione è preoccupante perché la relazione non c’è più e la capacità di percepire l’animo dell’altro è assolutamente qualcosa che non fa più parte della nostra comunità ideologica”.

Un’analisi che, secondo lo psichiatra, riguarda l’intera società e in particolare i giovani, anche alla luce di episodi recenti come l’aggressione avvenuta pochi giorni fa a Trescore Balneario. Da qui la necessità di recuperare la dimensione relazionale, sviluppando una maggiore capacità nell’entrare in contatto con l’altro. “Forse – conclude Tancredi – si è arrivati a questo perché si è perso il controllo: bisognerebbe ristabilire una serie di priorità, fondamentali per una crescita sana”.