Il parere
|Chi ha profanato la bara di Pamela Genini? La mamma: “Scempio disumano”. Nessuna richiesta di denaro, la pista dell’ossessionato
Secondo il legale non è escluso che il gesto rientri in “dinamiche di possesso deviate, pensieri disturbati e ossessivi nei confronti di Pamela”
Chi, e perché, ha profanato la tomba di Pamela Genini, trafugando e decapitando il suo corpo? La domanda rimbalza da giorni a Strozza e tra i corridoi della procura di Bergamo, dove gli inquirenti stanno cercando di fare luce sul macabro gesto che ha scosso non solo la piccola comunità valdimagnina ma tutta Italia.
“Uno scempio disumano” lo ha definito la madre della 29enne uccisa dal compagno Gianluca Soncin il 15 ottobre scorso a Milano, oggi assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile che ha sottolineato come “nemmeno la morte le ha concesso pace: qualcuno ha violato anche il suo ultimo rifugio”.
Chi indaga sta scavando a fondo nel passato della vittima, cercando di comprendere le ragioni del gesto che, secondo l’avvocato, è stato “compiuto verosimilmente da più persone e che ha profondamente colpito la famiglia”. “Non emergono – ha aggiunto – elementi che possano far ipotizzare una ‘pista economica’: la signora Genini non ha mai ricevuto minacce, pressioni o richieste di denaro, né prima né dopo la morte della figlia, né ha mai presentato denunce in tal senso”.
Non è escluso, invece, “che dietro il raccapricciante episodio possano celarsi una mente pericolosa”, al punto tale da aver innescato “dinamiche di possesso deviate e a un pensiero disturbato e ossessivo nei confronti di Pamela, della sua immagine e della sua identità. La signora Genini – chiosa la nota del legale – rinnova infine piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e auspica una celere risoluzione del caso perché colui o coloro che hanno ideato e realizzato questo scempio disumano sono persone pericolosissime che potrebbero fare di tutto e stanno terrorizzando una intera comunità”.


