Uniacque, completato l’ampliamento del depuratore di Bergamo: intervento da quasi 30 milioni
Pù capacità depurativa, maggiore efficienza e un progetto attento anche all’inserimento urbano, tra verde e arte: la parete ovest è il risultato di un percorso condiviso che ha coinvolto la classe quinta della primaria Don Milani
Ci sono attività che, pur restando in gran parte invisibili, incidono ogni giorno in modo concreto sulla qualità della vita delle persone e sulla tutela dell’ambiente. La depurazione è una di queste: un’attività essenziale, perché consente di trattare le acque reflue in sicurezza, migliorando la qualità dell’acqua restituita all’ambiente e di accompagnare in modo sostenibile la crescita delle comunità.
In questo quadro si inserisce l’ampliamento del depuratore di Bergamo, intervento da 29,8 milioni di euro complessivi, di cui 15 milioni finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, appena concluso da Uniacque.
Un’opera strategica per il servizio idrico integrato provinciale, che rafforza la capacità dell’impianto, ne migliora l’efficienza complessiva e consolida la risposta del territorio alle sfide ambientali e infrastrutturali dei prossimi anni.
“L’ampliamento del depuratore di Bergamo è il segno concreto di un modo di intendere il servizio pubblico che tiene insieme qualità delle infrastrutture, tutela ambientale e attenzione al territorio. Anche un’opera tecnica come questa può contribuire a costruire un rapporto più armonico con il contesto urbano e con la comunità, attraverso scelte progettuali attente, il lavoro sull’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento di linguaggi capaci di parlare alle persone, come il verde e l’arte condivisa”, dichiara Luca Serughetti, Presidente di Uniacque.
Il potenziamento ha introdotto nuove linee di trattamento e tecnologie più avanzate, che consentono di aumentare la capacità depurativa e migliorare l’efficienza complessiva dell’impianto. Tra queste, il sistema MBR a membrane, che migliora la qualità dell’acqua trattata, insieme a pretrattamenti ad alta efficienza, soluzioni per il contenimento degli odori e interventi che rendono più efficace anche la gestione energetica. Il risultato è un’infrastruttura più solida, più flessibile e meglio attrezzata ad affrontare le esigenze di un territorio che cambia. L’intervento ha interessato un impianto centrale per il sistema della depurazione bergamasca ed è stato realizzato in un contesto particolarmente delicato, in un’area urbana consolidata e con la necessità di mantenere sempre in esercizio il depuratore esistente durante tutte le fasi di cantiere. Il progetto ha quindi richiesto una pianificazione attenta e soluzioni capaci di coniugare continuità del servizio, innovazione tecnologica e compatibilità con il contesto circostante.
“Questo intervento segna un passaggio importante nel rafforzamento del servizio idrico integrato sul territorio – prosegue Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di Uniacque. Con quest’opera aumentiamo la capacità dell’impianto, miglioriamo l’efficienza del trattamento e mettiamo a disposizione del territorio una struttura più adeguata ad affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni. È un investimento che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e continuità del servizio, realizzato in un contesto complesso senza mai interrompere l’attività dell’impianto esistente”.
Oltre l’infrastruttura: verde, arte e territorio
Accanto alla dimensione tecnica, il progetto ha riservato grande attenzione anche al rapporto tra impianto e città. In un luogo così vicino al tessuto urbano, infatti, conta non solo la funzionalità dell’opera, ma anche il suo impatto visivo, il modo in cui si inserisce nel paesaggio e la capacità di dialogare con chi vive questo pezzo di territorio.
Per questo Uniacque ha sviluppato un lavoro specifico dedicato all’inserimento paesaggistico e alla progettazione delle aree esterne, con l’obiettivo di mitigare l’impatto visivo dell’intervento attraverso la valorizzazione del verde e di costruire un rapporto più armonico tra infrastruttura e contesto urbano.
In questa stessa direzione si inserisce anche il progetto artistico che ha interessato l’impianto: sulle pareti esterne, l’artista bergamasco Luca Font, insieme ai suoi collaboratori e grazie alla collaborazione con la Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo e Hg80 Impresa Sociale, ha realizzato nell’ambito di M.UR.A. Festival un intervento murale che contribuisce a ridefinire la presenza dell’opera nello spazio urbano e ad aprirla maggiormente al territorio.
Alla dimensione artistica si è aggiunta anche quella partecipativa. La parete ovest dell’impianto è infatti il risultato di un percorso condiviso che ha coinvolto la classe quinta della Scuola primaria Don Milani dell’Istituto Comprensivo IC Muzio. Un’esperienza che ha permesso di avvicinare i più giovani ai temi dell’acqua, dell’ambiente e dello spazio pubblico, trasformando una parte dell’opera in un segno collettivo e in un’occasione educativa.


