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“Tentorio è stato il sindaco di tutti: era un grande lavoratore e un signore d’altri tempi”

Tullia Vecchi, storica segretaria dell’ex sindaco di Bergamo scomparso venerdì 27 marzo, ne condivide il ricordo sul piano personale e lavorativo

“Ho lavorato al fianco di Franco Tentorio diversi anni e conservo tantissimi bei ricordi. È stato davvero il sindaco di tutti, era un grande lavoratore e un signore d’altri tempi”. Così Tullia Vecchi, storica segretaria dell’ex sindaco di Bergamo scomparso nella tarda mattinata di venerdì 27 marzo, ricorda le sue qualità umane e l’impegno politico.

La notizia, giunta in maniera improvvisa, l’ha inevitabilmente colpita suscitando sgomento. Tullia Vecchi spiega: “Sono molto commossa. Abbiamo lavorato fianco a fianco per dieci anni: durante l’amministrazione Veneziani facevo parte della segreteria del Comune, poi quando Franco Tentorio divenne sindaco io ero in pensione ma lui ha voluto richiamarmi e mi ha conferito l’incarico di sua segretaria perché avevamo collaborato molto bene e nutrivamo una profonda fiducia reciproca. Non si trattava solamente di una notevole sintonia di lavoro ma anche di una grande stima a livello personale. Conservo tanti bellissimi ricordi sul piano professionale e umano: è stato veramente il sindaco di tutti, una persona priva di barriere politiche, sempre pronto ad ascoltare i cittadini e a dare risposte. Credo che non ci sia un cittadino che non abbia ricevuto attenzione e considerazione da lui, per questo era molto amato e rispettato da tutti, anche da chi la pensava diversamente. Ancora oggi, quando incontro dei concittadini per strada, parecchi mi dicono che sono stata fortunata a lavorare con lui ed è proprio vero. Era un uomo molto umano e animato da ideali solidi”.

“Abbiamo lavorato gomito a gomito con grande impegno: era instancabile e standogli accanto ero diventata come lui. Era un grande lavoratore, guidava il suo staff con serietà, amava i suoi assessori e voleva bene a tutti. Ogni giorno incontrava i componenti della giunta che lo rendevano partecipe del loro operato e ci teneva a essere aggiornato su ciò che stavano facendo. La squadra era molto unita, eravamo tutti per uno e uno per tutti, contenti perché ci sentivamo utili: ognuno aveva la sensazione di fare la differenza svolgendo il proprio ruolo. Anche nei momenti più difficili non ha mai fatto mancare il suo sostegno e ha amministrato la città in un periodo in cui gli enti locali avevano le mani legate dal patto di stabilità, quindi le risorse erano estremamente limitate. Era impegnato in Comune dal mattino alla sera e alle 20 lasciava Palazzo Frizzoni per recarsi al suo studio commercialista e dedicarsi alla sua attività fino a mezzanotte. I cinque anni da sindaco hanno forgiato un rapporto di lavoro e di grande stima fra noi, perché nel corso del mandato succedono molte cose, si susseguono parecchie persone e fisiologicamente bisogna gestire problemi, noie e gioie. Sul piano personale, era un uomo corretto e coltivava varie passioni, a cominciare dalla bicicletta: aveva una Bianchi da corridore che teneva con cura e adoperava anche per recarsi allo stadio per assistere alle partite dell’Atalanta, perché era atalantino. Seguiva sempre con affetto le imprese della squadra nerazzurra e ne parlava con gli assessori nei ritagli di tempo libero. Amava la sua famiglia, bellissima, solida e unita, sempre pronta a stargli accanto anche considerando i molteplici impegni. Adorava i suoi familiari e ricordo che si riferiva a sua moglie chiamandola ‘la mia sposa’ come segno d’amore e rispetto, perché era un signore d’altri tempi. Al centro dei suoi pensieri, accanto a tutto ciò, c’era il lavoro, a cui si è dedicato ogni giorno con la massima dedizione” – annota.

Il legame tra Tullia Vecchi e Franco Tentorio era fondato su una reciproca considerazione. “Quando lavoravo nella segreteria del sindaco Veneziani – specifica – lo stimavo già: ascoltavo i suoi interventi in consiglio comunale e lo ammiravo parecchio sia per come si esponeva e per il modo in cui trattava i vari argomenti. Ricordo che quando è diventato vicesindaco l’ho fermato in cortile e prendendo il coraggio a quattro mani gli ho detto che mi sarebbe piaciuto diventare la sua segretaria, lui mi ha risposto di lasciare che prendesse la posizione e poi mi avrebbe chiamato, ha mantenuto fede a quello che aveva detto e ne sono stata felice. Sin da quando l’ho conosciuto ho apprezzato la sua personalità e la sua preparazione: quando vinse il centrodestra, la sera delle elezioni, mi presentai nel cortile di Palazzo Frizzoni ed espresse la volontà di affidarmi l’incarico di sua segretaria, accettai e cominciarono cinque anni indimenticabili. Quel ruolo comportava una grande responsabilità ma ero felice di poterlo svolgere. Il lavoro intenso, inoltre, mi ha aiutato a pensare meno al profondo dolore che stavo provando perché era venuto a mancare mio figlio: Franco Tentorio mi fu vicino e gliene sarò sempre grata. Assieme abbiamo vissuto tantissimi bei momenti fra i quali ricordo l’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo nel 2010, l’arrivo dell’ambasciatore dell’Azerbaigian a Bergamo e la visita dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia alla quale parteciparono anche l’ex presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni e le autorità di allora”.

Infine, esprimendo il cordoglio ai familiari, Tullia Vecchi conclude: “Quando ha terminato il suo mandato siamo rimasti in contatto e ho mantenuto ottimi rapporti sia con lui sia con la sua famiglia. Tutte le volte che ho organizzato iniziative con l’associazione Nepios Onlus di cui sono presidente mi è sempre stato molto vicino. Lascia un vuoto incolmabile e custodirò per sempre il suo ricordo”.