Spirano, comportamenti molesti in oratorio: il don mette sotto chiave il campetto da calcio
Il rettangolare è inaccessibile da diversi giorni, il sindaco: “Rispetto la decisione, ma non la condivido”
Spirano. Violenze verbali, atteggiamenti poco consoni al luogo e situazioni di disturbo: un’escalation di eventi con protagonista un gruppetto di ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni, che ha reso persino necessario l’intervento dei carabinieri, allertati nientemeno che dal sindaco Yuri Grasselli. Tutto avviene con una certa frequenza all’interno, e nelle immediate vicinanze, dell’oratorio San Giovanni Bosco: circostanze che hanno spinto il parroco, don Roberto Gusmini, a “blindare”, diversi giorni fa, il campo da calcio a cinque. Un episodio analogo si è verificato nel Comune di Urgnano.
La decisione di chiudere il campetto ha diviso in due il paese. Da una parte c’è chi ritiene il provvedimento una scelta necessaria per ristabilire regole e sicurezza, dall’altra chi evidenzia come la chiusura finisca per penalizzare anche i tanti ragazzi che utilizzano correttamente lo spazio, privandoli di uno dei pochi luoghi di aggregazione. Una misura che, pertanto, rischia di spostare altrove le criticità senza risolverle alla radice. Il parroco, contattato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Sui tempi di riapertura non ci sono indicazioni ufficiali. Tra le ipotesi che circolano, non confermate, c’è quella di una possibile riapertura nel mese di maggio, ma al momento il campetto resta chiuso.
Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino, che, sottolineando la propria contrarietà al provvedimento, ha voluto chiarire la propria posizione: “Rispetto la decisione di don Gusmini, ma non la condivido – ha spiegato -. Capisco le difficoltà e il contesto in cui è stata presa, ma non è giusto che, per colpa di un gruppetto di ragazzi, debbano essere penalizzati tutti gli altri. L’oratorio deve rimanere uno spazio dove bambini e ragazzi possano giocare e stare insieme. Chi sbaglia deve essere richiamato e deve capire che certi comportamenti non sono accettabili, ma non si può chiudere tutto e impedire agli altri di usufruire di questi spazi”.
Poi, aggiunge: “La tutela dei cittadini viene prima di tutto. In una società civile il rispetto delle regole e delle persone è fondamentale. Quando queste vengono meno, è necessario intervenire. Per questo – conclude Grasselli – se dovessero ripetersi situazioni simili, non esiterò a chiedere nuovamente l’intervento delle forze dell’ordine”.


