Il lavoro di sensibilizzazione
Sicurezza stradale, Bettoni: “Nessuno può chiamarsi fuori”
Tra scuole, campagne e iniziative sul territorio, ACI punta a responsabilizzare tutti gli utenti della strada
Sensibilizzazione, educazione e rispetto delle regole: questi i pilastri della campagna sulla sicurezza stradale promossa da ACI. Ne ha parlato Valerio Bettoni, presidente provinciale e regionale ACI, intervistato da BergamoNews.
L’impegno dell’ACI sul tema è il risultato di un percorso iniziato anni fa. Questo il pensiero di Bettoni: “Non si poteva e non si può rimanere indifferenti di fronte a una grave emergenza come quella della strada con gli incidenti, i feriti e purtroppo i lutti che purtroppo continuano ad interpellarci”. Da qui la decisione di ampliare il raggio d’azione dell’ente verso un lavoro più ampio di sensibilizzazione sul territorio.
Tra le varie iniziative c’è anche un rapporto consolidato con le scuole: ogni anno circa 1000-1200 studenti delle superiori partecipano a corsi organizzati da ACI. L’obiettivo è però coinvolgere l’intera comunità: “La sicurezza stradale non si occupa solo di giovani, ma si occupa di tutti”, ha sottolineato Bettoni, ricordando che in provincia di Bergamo circolano circa un milione di veicoli. Una situazione dunque che riguarda anche ciclisti, utenti di monopattini e pedoni, oltre agli automobilisti.
Proprio per questo ACI ha promosso negli ultimi anni diversi progetti, tra cui la pubblicazione del libro “Strade sicure per tutti”, realizzato insieme alla Provincia, nell’ambito della campagna nazionale “Mobilità Sicura”, conclusa il 20 marzo 2026, dopo un anno. “Abbiamo distribuito 10 mila copie a 360 gradi tra gruppi, associazioni, enti e intendiamo continuare su questa linea di responsabilizzazione”, ha sottolineato Bettoni, secondo cui uno dei problemi principali riguarda l’aumento della mobilità a fronte di infrastrutture che faticano a reggere il traffico crescente. “Dobbiamo entrare nella testa di tutti dicendo: rispettiamo le regole. Perché se non si rispettano le regole è il cataclisma”.
Tra i volti più noti coinvolti nella campagna di sensibilizzazione c’è anche il campione di motociclismo Giacomo Agostini, il quale esemplifica così a proposito della preoccupante disinvoltura di troppi conducenti: “Quando guidi una moto o un’auto è come se avessi in mano un’arma carica, da maneggiare con estrema prudenza”.
