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“Sc(Hi)accia DCA”: un progetto per riconoscere e affrontare i disturbi alimentari tra gli adolescenti

Dalle scuole ai social, dal teatro ai laboratori terapeutici: l’iniziativa promossa dall’Istituto Palazzolo e sostenuta da Fondazione della Comunità Bergamasca punta su prevenzione, diagnosi precoce e supporto alle famiglie

Intercettare precocemente i segnali dei disturbi alimentari, promuovere una corretta informazione tra i giovani (soprattutto di fronte alla pervasività e alle informazioni spesso distorte dei social media) e sostenere le famiglie. È con questi obiettivi che nasce “Sc(Hi)accia DCA”, il progetto promosso dall’Istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo di Bergamo (nello specifico dal Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare – CDCA)  e sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca, rivolto in particolare agli adolescenti tra i 14 e i 19 anni e agli adulti che li accompagnano nel percorso di crescita.

L’iniziativa si sviluppa lungo tre direttrici principali — sensibilizzazione, intercettazione e cura — attraverso attività che coinvolgono scuole, spazi pubblici e piattaforme digitali. Il progetto punta a raggiungere oltre 15 mila persone, tra studenti, insegnanti, genitori e cittadini, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza su un fenomeno sempre più diffuso e che si manifesta in età sempre più precoce. “L’idea di fondo è quella della diagnosiprecoce: prima si intercetta il disturbo e maggiori sono le possibilità di recupero e di ritorno a una vita equilibrata –, spiega Simone Raineri, responsabile del progetto – Negli ultimi anni abbiamo visto abbassarsi in modo significativo l’età di esordio dei disturbi alimentari. Se in passato riguardavano soprattutto gli adolescenti, oggi compaiono in età pediatrica: accogliamo richieste di supporto anche da famiglie di dodicenni. Per questo è fondamentale creare occasioni di informazione e di ascolto nei luoghi frequentati dai giovani”.

Istituto Palazzolo disturbi alimentari marketing

Uno degli strumenti centrali del progetto è la app gratuita “Sc(Hi)accia DCA”, pensata per offrire informazioni corrette e orientamento a ragazzi, famiglie e educatori. L’applicazione contiene schede informative sui disturbi alimentari, una sezione di domande frequenti che garantisce l’anonimato e un diario alimentare. “Non si tratta di uno strumento di terapia, ma di orientamento e consapevolezza –, sottolinea Raineri – L’app aiuta a capire quando è il momento di chiedere aiuto e ricorda a chi vive una difficoltà che non è solo, e che esistono percorsi di cura efficaci”.

Il progetto coinvolge 17 istituti scolastici superiori del territorio, dove vengono proposti incontri di sensibilizzazione e un’indagine online dedicata all’influenza percepita dei social media sull’immagine corporea e sui comportamenti alimentari. I risultati contribuiranno ad approfondire il ruolo del mondo digitale nella costruzione dell’identità degli adolescenti, mettendo in luce sia i rischi sia le potenzialità dei social, e educando loro ad un utilizzo consapevole.

Alla dimensione educativa si affianca anche quella culturale e comunicativa. In occasione della Settimana Lilla (ad inizio marzo), dedicata ai disturbi alimentari, gli studenti hanno assistito presso la sede dell’Istituto Palazzolo, nel centro di Bergamo, allo spettacolo teatrale“Perfetta? Quasi perfetta” (messo in scena dalle Manifatture Teatrali Milanesi): un monologo che racconta lo scivolamento nel disturbo alimentare, ma anche il raggiungimento della consapevolezza e la richiesta d’aiuto, di una giovane. Dopo la rappresentazione, il confronto con gli operatori ha offerto ai ragazzi uno spazio di dialogo e riflessione.

Parallelamente, una campagna di sensibilizzazione realizzata insieme ad ATB Servizi porta il tema negli spazi della città: sui monitor degli autobus, delle formate dei bus e della funicolare per Città Alta viene trasmesso un video che invita a parlare del proprio rapporto con il cibo e a chiedere aiuto, quando necessario. Tra i partner del progetto “Sc(Hi)accia DCA” anche il CSI – Centro Sportivo Italiano Comitato di Bergamo, per includere nella sensibilizzazione anche il mondo dello sport. Tra le iniziative previste i Cooking Lab, laboratori terapeutici di cucina guidati da uno chef, una dietista e una psicologa, e gli incontri periodici dedicati ai familiari, in particolare ai fratelli e alle sorelle delle persone con disturbi alimentari. “Il lavoro sul cibo non riguarda solo l’alimentazione in sé, ma anche la relazione e la condivisione – spiega Raineri – Attraverso attività come il laboratorio di cucina si cerca di recuperare un rapporto più sereno con il cibo e con gli altri, riscoprendo il valore della convivialità e della consapevolezza”.

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“Sc(Hi)accia DCA” rafforza le attività del Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Istituto Palazzolo, che da venticinque anni accompagna i pazienti con percorsi di cura a diversi livelli. “La nostra esperienza ormai consolidata ci mostra chiaramente che tornare ad una vita equilibrata è possibile – conclude Raineri – Anche con questo progetto, alle persone che soffrono di disturbi alimentari diciamo che non sono sole, non sono sbagliate, non sono una tragedia. Che possono trovare aiuto, e che è possibile sviluppare quelle strategie utili per trovare equilibrio e progettare la propria vita, mantenere i propri interessi, l’attività scolastica, il lavoro, l’università, la famiglia. Negli ultimi 25anni abbiamo avuto ampia evidenza di questo”.

“Sentiamo la responsabilità di affiancare alla cura anche un impegno educativo e culturale, capace di rispondere ai bisogni sociali emergenti del nostro territorio – commenta suor Giusepppina Dal Santo, responsabile della comunità religiosa della Casa di Cura Palazzolo – Progetti come “Sc(Hi)accia DCA” permettono di portare questo messaggio nei luoghi di vita dei giovani, tanto cari al nostro Fondatore San Luigi Palazzolo, creando reti di collaborazione tra scuola, territorio e servizi e coinvolgendo le famiglie e le comunità”.

“È anche attraverso iniziative come “Sc(Hi)accia DCA” che una fondazione comunitaria può contribuire concretamente al benessere del territorio – sottolinea Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – I disturbi alimentari rappresentano una sfida complessa, che richiede attenzione e responsabilità da parte di tutta la comunità, per questo è fondamentale affiancare le realtà che ogni giorno lavorano accanto ai giovani e alle loro famiglie, promuovendo informazione corretta, prevenzione e percorsi di cura”.

Il progetto proseguirà fino alla fine dell’anno con nuove attività nelle scuole, iniziative di sensibilizzazione e la produzione di un video realizzato da un giovane videomaker per raccontare il lavoro del centro e le opportunità di supporto per chi soffre di disturbi alimentari.

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