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Gazebo per la “remigrazione” in piazza Manara durante il silenzio elettorale: interrogazione urgente al sindaco

Le opposizioni chiedono chiarimenti sulla concessione dello spazio pubblico sabato 21 marzo, alla vigilia del referendum costituzionale: “Possibile violazione del silenzio elettorale”

Treviglio. Un’interrogazione urgente per fare chiarezza sulla concessione di piazza Manara, sabato 21 marzo, per un gazebo legato alla raccolta firme su un’iniziativa definita “remigrazione”, allestito nel periodo di silenzio elettorale, alla vigilia del referendum costituzionale sulla giustizia. È quella presentata dalle minoranze al sindaco Juri Imeri, con richiesta di discussione in consiglio comunale e risposta scritta e orale.

Nel documento firmato dai consiglieri di minoranza si legge che “durante il periodo di silenzio elettorale previsto per il referendum costituzionale sulla giustizia, è stata concessa l’occupazione della piazza Manara a un gazebo per la raccolta firme per un’iniziativa definita ‘remigrazione’” organizzato da “diverse formazioni politiche e associazioni”, tra cui CasaPound Italia, Rete dei Patrioti e Veneto Fronte Skinhead.

I consiglieri ricordano, inoltre, che “il silenzio elettorale, secondo la normativa vigente, è il periodo che precede le elezioni durante il quale è vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale”.

Pertanto, secondo i firmatari, “la concessione della piazza per la raccolta firme, durante questo periodo cruciale, può avere costituito violazione del silenzio elettorale, tale da influenzare indirettamente la decisione degli elettori e perturbare il regolare svolgimento delle elezioni”. Nel testo si richiama anche la question per cui “è fatto notorio che CasaPound abbia pubblicamente sostenuto il Sì al Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026”.

Nell’interrogazione viene sottolineato che “le formazioni sopra indicate, coinvolte nella raccolta firme, notoriamente, fomentano divisioni e conflitti” e che “l’iniziativa non appare opportuna per il rischio di violazione del silenzio elettorale e di propaganda indiretta”.

I consiglieri chiedono, dunque, “quali erano le motivazioni specifiche, anche di opportunità, che hanno portato alla decisione di concedere la piazza a formazioni politiche che avevano pubblicamente assunto posizioni nel merito del referendum costituzionale durante il silenzio elettorale” e se “c’erano ragioni di urgenza tali da giustificare questa concessione, nonostante le potenziali conseguenze”.

Ulteriori richieste riguardano, invece, i soggetti promotori e le finalità dell’iniziativa: “Può fornire dettagli sugli specifici sulle formazioni e associazioni che sostengono l’iniziativa ‘remigrazione’ e sulle finalità politiche che perseguono? Ha considerato il contesto politico e le possibili reazioni della comunità?”.