Treviglio, “Dieta mediterranea non rispettata”: Ats boccia il menu della mensa, il caso finisce in Consiglio
L’interpellanza della consigliera Tura mette sotto accusa le scelte del Comune. Chiesti correttivi e adesione al Patto di corresponsabilità con pediatri e famiglie
Treviglio. “I criteri della corretta alimentazione (dieta mediterranea) sono stati disattesi nella stesura del menù per la ristorazione scolastica”. A scrivere nero su bianco queste parole è l’Agenzia per la Tutela della Salute di Bergamo che, nella relazione redatta dopo il sopralluogo del 6 novembre scorso, ha acceso i riflettori sul servizio mensa delle scuole di Treviglio.
Il caso, ora, approderà in consiglio comunale attraverso un’interpellanza presentata dalla consigliera Matilde Tura, che porterà all’attenzione dell’aula gli esiti del sopralluogo effettuato nel centro cottura di Sodexo, struttura che prepara circa 1.450 pasti al giorno per tutte le scuole della città e fornisce le derrate anche ai nidi comunali.
Tura, nel documento, evidenzia come il menu della mensa scolastica presenti “significative difformità” rispetto alle linee guida alimentari della Società italiana di pediatria, ricordando che, in precedenza, l’amministrazione aveva sostenuto che tali indicazioni non fossero vincolanti. Alla luce del sopralluogo di Ats, la consigliera richiama quindi il fatto che i criteri della corretta alimentazione risultino disattesi nella stesura del menu e che la scelta sia riconducibile al Comune e non, quindi, alla ditta Sodexo.
“Chiedo quali provvedimenti siano stati adottati dall’amministrazione comunale come correttivi delle inadempienze segnalate e entro quali tempistiche si potrà arrivare a un servizio mensa basato su una corretta e sana alimentazione e conforme alle indicazioni fornite da Ats”, prosegue Tura, sollecitando anche l’adesione al “Patto di corresponsabilità tra i servizi educativi 0-6, famiglie e pediatri di famiglia”.
Il sopralluogo ha evidenziato come, sul piano organizzativo, la cucina e le attrezzature si presentino in buone condizioni e le derrate alimentari, spesso biologiche, siano di buona qualità. Tuttavia, la gestione delle diete speciali – 65 in totale, di cui 13 per celiachia – comporta numerose modifiche quotidiane e la loro qualità nutrizionale “non risulta verificabile”. Ats segnala inoltre che “il numero elevato di preparazioni in cucina potrebbe potenzialmente aumentare il rischio di errori”.
Nel documento viene inoltre sottolineato come “le tabelle proposte agli alunni si discostano dalle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica – Ministero della Salute 2021”, mentre nel capitolato comunale “non si fa mai riferimento agli aspetti nutrizionali dei pasti ma solo a quelli delle materie prime”.
Sul piano sanitario, Ats ribadisce che “la corretta alimentazione è un pilastro fondamentale per lo stato di salute dell’uomo” e che, pertanto, deve essere promossa fin dall’infanzia attraverso un’alimentazione “varia ed equilibrata”. Viene inoltre evidenziato come “i menù proposti presso le scuole del Comune di Treviglio disattendono anche il percorso condiviso con i pediatri, contribuendo a disorientare le famiglie”.


