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In campo anche gli artificieri: trovato del materiale a casa del giovane, verifiche per capire se è esplosivo. L’aggressione poco prima delle 8 in via Damiano Chiesa. Carabinieri e psicologi nell’istituto, il ministro Valditara chiama l’ospedale: la docente è fuori pericolo.

Trescore Balneario. Si è presentato a scuola con una maglietta dalla scritta inquietante: “Vendetta”. Pantaloni militari e una scacciacani nello zaino. Al collo il telefonino: da quanto si apprende ha anche girato un video, una diretta Telegram. Il suo bersaglio era una professoressa di francese: Chiara Mocchi, 57 anni, accoltellata al collo e all’addome prima dell’inizio delle lezioni. È successo all’Istituto Leonardo Da Vinci, in via Damiano Chiesa.

L’allarme è scattato mercoledì mattina 25 marzo intorno alle 7.45, quando la zona era affollata di studenti e genitori anche degli altri istituti presenti sulla stessa via.

Ad aggredire la prof uno studente della classe 3ª A, di origini italiane. Un suo studente. L’avrebbe avvicinata fuori dall’istituto, per poi colpirla nei corridoi. Il ragazzo è stato prontamente immobilizzato da un altro insegnante e da due collaboratori scolastici, fino all’arrivo dei militari dell’Arma. Vista l’età non è imputabile, ma la Procura dei Minori potrebbe comunque aprire un fascicolo.

La donna è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni per essere operata. Una professoressa molto conosciuta, stimata da genitori e studenti raccontano gli stessi all’esterno della scuola. Qualcun altro dice che qualche alunno covava del risentimento, ma senza aggiungere dettagli particolari.

All’interno della scuola i carabinieri per ricostruire l’accaduto e gli psicologici per assistere e seguire i giovani studenti. Nel primo pomeriggio sono arrivati addirittura gli artificieri: hanno trovato del materiale sospetto nella casa dello studente e sono in corso verifiche per capire se fosse esplosivo.

“Abbiamo saputo dell’accaduto da un messaggio della rappresentante di classe – racconta una mamma -. Come genitori mi sono sentita di venire a vedere se mia figlia era agitata. Solo tre ragazzi hanno assistito al fatto”.

Sui fatti si è espresso anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica. Oggi a Parigi, porrò la questione presso l’evento di lancio del Report 2026 GEM – Global Education Monitoring dell’Unesco. Chi lavora per il futuro dei nostri figli non deve correre alcun rischio”.

Secondo quanto appreso proprio dal ministro, in contatto con l’ospedale di Bergamo, la donna non sarebbe in pericolo di vita, anche se inizialmente le sue condizioni erano date per gravissime.