Le reazioni
|Professoressa accoltellata a Trescore, lo sgomento della politica. Fontana: “Atto vile che oltrepassa ogni limite”
L’aggressione mercoledì mattina all’Istituto Da Vinci in via Damiano Chiesa. Le posizioni dei politici bergamaschi
Trescore Balneario. Sgomento in Bergamasca dopo l’accoltellamento, fuori dalle scuole medie di Trescore, della professoressa di francese Chiara Mocchi. La donna, 57 anni, si trova ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’episodio di violenza mercoledì mattina all’Istituto Da Vinci in via Damiano Chiesa, a pochi minuti dall’inizio delle lezioni. Ad aggredire la docente nei corridoi è stato un suo studente, della classe 3^A. L’alunno si è presentato a scuola con una maglietta inquietante: “Vendetta”, pantaloni militari e una pistola scacciacani nello zaino. “Un atto vile che oltrepassa ogni limite – così Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, in una nota -. Davanti a queste assurdità si resta davvero senza parole, ma la risposta deve essere unanime da tutta la società e soprattutto dalle famiglie e dagli studenti di ogni età”.
Sull’episodio si è espresso in mattinata anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, definendo l’aggressione come “un atto di una gravità sconvolgente: è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani”.
Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata dell’Anci all’Istruzione ha espresso la sua vicinanza con una nota.” L’inaudita gravità dell’episodio lascia sgomenti ed evidenzia come uno spazio protetto e ritenuto inviolabile come quello della scuola possa essere vittima di ciò che si porta all’interno di essa – afferma la prima cittadina -. La scuola è il presidio dove si costruisce la cultura del rispetto e della convivenza. Occorre rafforzare le misure che consentono il superamento di disagi sociali e contesti di svantaggio per favorire progetti educativi, di prevenzione e inclusione”.
“Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza, ancor più quando colpisce chi ogni giorno dedica il proprio impegno alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni – la nota del gruppo provinciale di Fratelli d’Italia -. Un atto tanto drammatico, rappresenta una ferita profonda per l’intera scuola e per la comunità e richiama tutti noi alla responsabilità di costruire ambienti educativi sicuri, rispettosi e capaci di prevenire il disagio giovanile”.
“Siamo profondamente scossi dall’inaudita violenza dell’accaduto – il commento dei consiglieri regionali di FdI Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi -. In queste ore di estrema ansia, il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla professoressa aggredita e alla sua famiglia. I contorni della vicenda, dal messaggio sulla maglietta del ragazzo al possesso di armi, delineano uno scenario che non può essere archiviato come un semplice scatto d’ira, ma che interroga profondamente le famiglie e l’intera società. La scuola deve restare un luogo di crescita, non di vendetta”.
Sull’aggressione arriva la posizione anche di Azione Bergamo. “Condanniamo fermamente il gravissimo episodio di violenza”, dichiara il segretario provinciale Rossano Pirola, che definisce l’accoltellamento della professoressa “una ferita per l’intera società bergamasca e un segnale d’allarme che non può più essere ignorato”. Il partito sottolinea come la sicurezza dei docenti sia una priorità non più rimandabile. “Non basta stigmatizzare il singolo episodio – continua Pirola: serve un patto educativo nazionale che rimetta la scuola al centro dell’agenda politica, garantendo risorse, personale qualificato e, sopra ogni cosa, la sicurezza di chi in quel luogo lavora per costruire il futuro dei nostri figli”.
La Lega, tramite i consiglieri regionali Roberto Anelli e Giovanni Malanchini, parla di un episodio che “colpisce una comunità intera e che non può essere archiviato come un fatto isolato. Il tema della sicurezza negli ambienti scolastici va affrontato con maggiore decisione. Non possiamo limitarci allo sdegno, servono strumenti concreti per prevenire situazioni di rischio. È fondamentale che, dove emergono situazioni di preoccupazione, dirigenti scolastici e amministratori locali si attivino per richiedere alla Prefettura controlli mirati, anche con sistemi di filtraggio agli ingressi”.
Da Bruxelles la presa di posizione dell’europarlamentare Lara Magoni. “Colpita al cuore la scuola, che deve restare il luogo più sicuro per la crescita dei nostri ragazzi – dichiara la componente della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo -. Di fronte a episodi come questo si resta sgomenti, ma non possiamo limitarci all’indignazione. Serve una risposta forte, condivisa, che coinvolga tutta la società. Serve una riflessione profonda: non possiamo continuare a delegare esclusivamente alla scuola il compito di educare. È necessario riportare al centro la famiglia, rafforzando il ruolo dei genitori nella trasmissione dei valori, nel rispetto delle regole e nella responsabilità verso gli altri”.
“Una deriva preoccupante – così l’onorevole della Lega Rebecca Frassini -. Le famiglie devono sentirsi sicure quando mandano i loro figli a scuola così come gli insegnanti e tutto il personale scolastico. È urgente applicare con rigore le nuove e severe norme varate dal Governo contenute nel decreto sicurezza per contrastare la criminalità giovanile. Troppi ragazzi e troppi minorenni girano con coltelli o altre armi improprie, non è ammissibile che accadano questi fatti all’interno delle nostre scuole”.
“Siamo di fronte a un’escalation di violenza giovanile che impone una riflessione seria e interventi tempestivi – dichiara Stefano Benigni, vicesegretario di Forza Italia -. L’attuale quadro normativo non è più adeguato a fronteggiare fenomeni che vedono protagonisti ragazzi sempre più giovani e sempre più violenti. La proposta di legge di Forza Italia a prima firma Marta Fascina prevede l’abbassamento della soglia di imputabilità a 13 anni. Una misura ormai necessaria per la tutela delle vittime ma anche per responsabilizzazione i giovani”.
“L’aggressione alla docente ci pone davanti a un fatto – osserva la senatrice bergamasca Daisy Pirovano, capogruppo Lega in commissione Affari Costituzionali -: è necessario monitorare l’applicazione delle norme contenute nell’ultimo decreto sicurezza, già in vigore, sul contrasto del porto e dell’utilizzo delle armi da taglio da parte dei minori. Sono fondamentali le segnalazioni da parte degli Istituti affinché le Prefetture possano attivare controlli da parte delle forze dell’ordine, anche con i metal detector all’ingresso delle scuole, in caso di situazioni a rischio”.
“Siamo attoniti di fronte all’accaduto, per l’efferatezza del gesto e per la giovanissima età dell’autore – così i consiglieri regionali del Pd, Davide Casati e Jacopo Scandella -. Stigmatizzare, certo, non bast: occorre lavorare seriamente e concretamente per garantire la sicurezza sia dei luoghi pubblici che del personale che opera a favore delle nostre comunità, siano essi insegnanti o medici o operatori delle forze dell’ordine, anche rafforzando il personale e le risorse destinate alla prevenzione della violenza nelle scuole e al monitoraggio di eventuali situazioni di disagio che vanno intercettate al più presto per evitare tragici epiloghi”.





