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La trasfusione in elicottero e l’arrivo al Papa Giovanni: “Così abbiamo salvato la prof accoltellata a Trescore”
Nel riquardo Chiara Mocchi, la professoressa accoltellata a Trescore

Per stabilizzare i parametri vitali della donna decisive le tecnologie utilizzate in volo dai sanitari. Bertolaso: “Sottoposta a un intervento chirurgico di oltre 2 ore e mezza, è ricoverata in terapia intensiva”

Bergamo. Per stabilizzare i parametri vitali della donna è stata decisivo poter iniziare una trasfusione di sangue direttamente in volo. Un’operazione permessa grazie a tecnologie salvavita presenti a bordo degli elicotteri di Areu e che prende il nome di ‘Blood on Board’.

Non è in pericolo di vita Chiara Mocchi, la professoressa di francese di 57 anni accoltellata da un suo studente mercoledì mattina alle scuole medie di Trescore . “Ricevuto l’allarme, l’invio dell’elisoccorso è stato immediato – spiega Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare -. Voglio sottolineare l’importanza cruciale delle tecnologie impiegate durante il trasporto verso l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. La procedura ‘Blood on Board’ ha permesso di iniziare una trasfusione di sangue direttamente a bordo, stabilizzando la donna prima ancora dell’arrivo in pronto soccorso. In ospedale è stata sottoposta a un intervento chirurgico durato oltre 2 ore e mezza ed è attualmente ricoverata in terapia intensiva”.

Bertolaso all'ospedale Papa GiovanniGuido Bertolaso

“Di fronte a episodi di questa gravità – evidenzia Simona Tironi, assessora regionale all’Istruzione -, è necessario rafforzare ogni strumento di prevenzione e accompagnamento, a partire da un ascolto reale dei nostri ragazzi. Regione Lombardia sta investendo in modo significativo sugli sportelli della ‘scuola in ascolto’, presìdi fondamentali all’interno degli istituti per intercettare fragilità, bisogni e segnali che non possono essere ignorati. I dati che emergono da questi servizi ci stanno offrendo una traccia chiara su cui orientare le nostre politiche: c’è una crescente domanda di ascolto, di supporto e di presenza da parte degli adulti di riferimento. È su questa direzione che dobbiamo continuare a lavorare, rafforzando il ruolo della scuola come luogo di relazione, attenzione e cura”.